Situazione critica per gli sviluppatori di Enotria: The Last Song
Secondo un’indagine riportata da Rock Paper Shotgun, diversi ex dipendenti della software house italiana Jyamma Games denunciano mesi di stipendi non pagati, dipingendo un quadro di instabilità finanziaria e ripetuti cambi di progetto all’interno dello studio milanese.
Una promessa tradita?
Fondato nel settembre 2019, Jyamma Games si è guadagnato un posto di rilievo nel panorama indie italiano, culminato con il lancio di Enotria: The Last Song nel settembre 2024. L’action-RPG, apprezzato come un “delizioso palette cleanser” nel genere Soulslike, sembrava aver spianato la strada al futuro dello studio. Tuttavia, dietro le quinte, secondo le testimonianze di ex lavoratori raccolte dal giornalista, la situazione era già in deterioramento.
L’inizio dei ritardi e il cambio di rotta
Le prime difficoltà sarebbero emerse tra marzo e aprile 2025, mentre il team era al lavoro su un sequel di Enotria. I dipendenti vennero informati di ritardi nei pagamenti degli stipendi, con l’assicurazione che il problema sarebbe stato risolto rapidamente. Invece, il CEO Giacomo Greco mise in pausa il sequel per annunciare un nuovo progetto: un adattamento a gioco di carte de La Divina Commedia di Dante Alighieri.
La situazione si sarebbe aggravata a maggio, quando Greco, in una mail allo staff resa pubblica, attribuì i problemi di liquidità ai ritardi nell’incasso dei ricavi delle vendite di Enotria su PlayStation nei mesi precedenti. Nella comunicazione si parlava anche di un imminente contributo statale e di iniziative per attrarre investitori privati.
Una spirale di incertezza
Nonostante un’ulteriore mail di giugno in cui la responsabile amministrativa Anastasia Tsybakova assicurava che i pagamenti di aprile erano stati saldati, le fonti riferiscono che i rinvii si sarebbero protratti fino ad agosto. La comunicazione interna sarebbe diventata, a detta di alcuni, “incoerente e poco chiara”.

Nuovi progetti e trattative segrete
A luglio, un altro colpo di scena: il gioco de La Divina Commedia non sarebbe più stato un titolo di carte, ma un action-RPG, tornando alle origini dello studio. Greco rivelò anche trattative in corso con Neowiz, publisher di Lies Of P, per un possibile accordo di pubblicazione. Inoltre, si parlò della possibilità di quotare Jyamma al NASDAQ e di discutere con colossi come Amazon e Tencent.
Nel frattempo, alcuni indizi della crisi finanziaria dello studio trapelavano pubblicamente. Ad agosto 2025, dopo la presentazione del trailer per La Divina Commedia al Gamescom, gli streamer italiani Blur e IlMasseo denunciarono pubblicamente di non aver ricevuto i pagamenti pattuiti per la promozione di Enotria l’anno precedente.
Il licenziamento collettivo e lo strascico
La situazione è precipitata in ottobre. Dopo aver finalmente saldato gli stipendi di luglio, Greco annunciò un licenziamento collettivo “per rendere l’azienda più sostenibile”, promettendo possibili riassunzioni future. Secondo le fonti, ci sarebbero stati due round di licenziamenti, a ottobre e dicembre. Ironia della sorte, proprio il giorno dell’annuncio dei primi licenziamenti, Jyamma pubblicava un post su Instagram per festeggiare il proprio compleanno.
Ad oggi, secondo quanto riferito al giornalista, alcuni dipendenti rimasti in azienda ricevono lo stipendio, ma diversi ex membri del team sarebbero ancora in attesa dei pagamenti per i mesi di agosto, settembre e ottobre 2025.
La risposta del CEO
Interpellato sulle accuse di ritardi nei pagamenti, sui cambi di progetto e sulle trattative con i publisher, il CEO Giacomo Greco ha fornito una dichiarazione generale. Ha ribadito che Enotria è stato un progetto ambizioso e autofinanziato, nato dalla passione del team. Ha affermato che “l’azienda ha sempre agito dando priorità al benessere dei suoi collaboratori” e che “alcuni pagamenti sono stati riprogrammati, ma tutti gli impegni continuano a essere onorati”. Riguardo alle questioni con gli streamer, ha dichiarato che “Jyamma Games ha sempre onorato e continuerà a onorare tutti gli accordi presi”. Ha infine rifiutato di commentare “voci o speculazioni riguardanti progetti o partnership”.
La vicenda rimane un doloroso paradosso per uno studio che, con Enotria: The Last Song, ha regalato al panorama videoludico un prodotto di qualità, capace di dialogare in modo originale con il patrimonio culturale italiano e con i grandi nomi del genere. Un successo creativo che ora sembra offuscato da molte ombre.



