L’intelligenza artificiale divide gli sviluppatori di Microsoft: anche i propri studi sono esitanti
Secondo un approfondimento della redazione di Rock Paper Shotgun, nonostante la spinta aggressiva di Microsoft verso l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale generativa per “moltiplicare” la produttività, l’accoglienza tra gli sviluppatori di videogiochi, inclusi quelli interni al colosso tecnologico, appare tutt’altro che entusiasta e uniforme. Il caso del team di The Elder Scrolls Online è emblematico di un dibattito ancora aperto.
Le perplessità all’interno di Zenimax Online Studios
Intervistata in merito, Susan Kath, executive producer di The Elder Scrolls Online, ha dichiarato che il suo team non ha ancora individuato, nel ciclo di sviluppo del gioco, un’area in cui utilizzare efficacemente l’IA generativa. Attualmente, gli strumenti come Copilot vengono impiegati principalmente per attività amministrative: organizzare riunioni, riassumere discussioni o gestire la posta elettronica.
Tuttavia, quando si tratta del cuore del processo creativo – come la creazione artistica, la scrittura del codice o la narrazione – l’adozione dell’IA generativa non è ancora pratica comune. “Non so quale sarà la nostra decisione finale, perché stiamo ancora discutendo sulla direzione da prendere”, ha affermato Kath, sottolineando come all’interno dello studio vi siano “opinioni molto forti” sull’argomento.
Il giornalista ha chiesto quali siano i motivi di questa lenta adozione: preoccupazioni etiche, limiti tecnologici attuali o la semplice preferenza per le parti del lavoro che gli sviluppatori amano svolgere personalmente? “La risposta potrebbe essere tutte e tre le cose insieme?”, ha risposto Kath con una risata. Ha aggiunto che in alcuni casi l’IA potrebbe essere abile in compiti per i quali il team, per varie ragioni, preferisce non utilizzarla, e che laddove si rivelasse realmente utile, ne verrebbe esplorato l’uso.
Un dibattito che va al di là dei videogiochi
La discussione non si limita al settore dei giochi. La stessa redazione di Rock Paper Shotgun sta affrontando un processo simile per stabilire se e come integrare questi strumenti nel proprio lavoro giornalistico, cercando di tracciare un confine tra ciò che potrebbe essere d’aiuto e ciò che invece snaturerebbe il mestiere. Un esempio citato è l’uso sperimentale di strumenti di trascrizione AI, abbandonati da alcuni membri del team a favore di un controllo manuale.
Il punto cruciale, ha sottolineato l’autore dell’articolo, è anche l’impatto sul rapporto con il lettore: pubblicare contenuti generati dall’AI sarebbe un tradimento della fiducia, poiché il pubblico visita il sito per leggere il lavoro degli esseri umani che lo compongono.
Il contesto più ampio e gli investimenti di Microsoft
Questa esitazione avviene in un momento in cui anche altri grandi player del settore, come Larian Studios, hanno aperto un dibattito pubblico sull’uso dell’IA generativa, ammettendone i limiti pratici in certi ambiti dello sviluppo.
La posizione di Microsoft, uno dei maggiori finanziatori a livello globale di queste tecnologie, rende la situazione particolarmente significativa. Se persino gli sviluppatori interni al gigante di Redmond faticano a trovare chiari benefici o si interrogano sull’opportunità di adottare tali strumenti, la domanda si estende naturalmente a tutto il settore: perché dovremmo farlo noi?
La conversazione con Kath, per sua stessa ammissione, è stata breve, trattandosi di un’aggiunta frettolosa a un’intervista focalizzata su altri temi cruciali per The Elder Scrolls Online, come l’impatto dei licenziamenti dell’anno scorso e i dettagli della nuova strategia degli aggiornamenti a Stagione, che comunque continuerà ad aggiungere nuove zone di gioco.
In conclusione, il quadro che emerge è quello di un’industria – e di una società – che sta ancora inciampando nel suo cammino in un mondo sempre più automatizzato, cercando di distinguere l’utilità reale dall’hype e di preservare il valore del lavoro e della creatività umana.



