OwlCat compie 10 anni: “Continueremo a fare CRPG, ma non vogliamo diventare stagnanti”
Lo studio dietro Pathfinder: Kingmaker e Warhammer 40.000: Rogue Trader ha festeggiato il decimo anniversario. E per l’occasione, il direttore creativo Alexander Mishulin ha parlato a lungo con PCGamesN del passato, del presente e del futuro della software house. Non solo nostalgia: sul tavolo c’è The Expanse: Osiris Reborn, un action RPG che sembra un salto nel buio per uno studio abituato a isometrie e dadi da tavolo.
OwlCat nasce da un nucleo di quindici persone, reduci da Nival Interactive e da progetti come Heroes of Might and Magic V e gli MMO Allods Online e Skyforge. Dopo due cicli di sviluppo quinquennali su giochi online, la squadra era stanca. Voleva tornare a fare ciò che l’aveva portata nel settore: un CRPG classico. Il successo del Kickstarter di Pillars of Eternity nel 2012 dimostrò che il pubblico esisteva. E così nacque Pathfinder: Kingmaker, adattamento di una campagna da tavolo già esistente, scelta per la sua combinazione di avventura e gestione del regno.
Mishulin lo ammette senza giri di parole: “Abbiamo sottovalutato la portata e la complessità del gioco”. Il risultato fu un titolo straripante di scelte e percorsi alternativi, ma anche “rilasciato in uno stato piuttosto buggato”. Una scelta consapevole: meglio l’ambizione che la perfezione tecnica. “Spero che ogni nuova uscita sia migliore sotto questo aspetto”, dice. Parole che abbiamo già sentito quando parlammo di Rogue Trader: OwlCat preferisce mettere tutta la creatività in un gioco, anche a costo di lanciarlo con troppi grattacapi.
L’esperienza da tavolo è stata la bussola. “Per entrambi i giochi di Pathfinder l’intero team ha giocato le rispettive Adventure Path – è stato d’aiuto, ha unito il gruppo e condiviso l’esperienza che volevamo portare ai giocatori”. Le meccaniche di campeggio, per esempio, nascono proprio da lì: “Al tavolo prepari sempre il riposo, cerchi un buon posto, imposti i turni di guardia, discuti i piani. Nei videogiochi di solito premi R e voilà, tutti in salute”. In OwlCat invece il campeggio è un momento di dialogo tra compagni, con cucina, mimetizzazione e sentinelle.
Oggi lo studio conta oltre 600 persone, un salto enorme dai 15 iniziali. “In un team piccolo puoi discutere di tutto in pochi secondi, basta andare dalla persona giusta”, ricorda Mishulin. “Crescendo devi stabilire processi, ma puoi fare molto di più. I progetti diventano più ambiziosi, e abbiamo iniziato a lavorare su due titoli contemporaneamente”. Il COVID, poi, ha ribaltato le aspettative: “Temevamo un crollo della produttività, invece è aumentata. Abbiamo dovuto monitorare che la gente non si bruciasse lavorando oltre l’orario”.
Da quella pandemia è nato Warhammer 40.000: Rogue Trader (e presto il suo seguito Dark Heresy). Ma la vera svolta è The Expanse: Osiris Reborn, un action RPG spaziale che guarda a Mass Effect più che a Baldur’s Gate. “Abbiamo dovuto imparare molte cose da zero”, dice Mishulin: nuovo engine, sparatutto con coperture, pipeline produttive completamente diverse. E un approccio più cinematografico: “Abbiamo dovuto creare un reparto animazioni e scrivere il gioco in modo totalmente diverso. Stiamo ancora mettendo a punto la scrittura”.
Nonostante la virata, Mishulin giura che l’anima OwlCat resta. “Il focus è sui compagni, integrati nel gameplay più che in altri giochi dello stesso genere, e sulla narrazione con scelte e conseguenze. È un modo diverso di raccontare la nostra storia”. E per chi teme un addio ai CRPG, la risposta è netta: “Continueremo a farli perché li amiamo. Non vogliamo diventare stagnanti. Cercheremo approcci diversi per trovare la migliore vestibilità per ogni idea”.
La nostra analisi. Ci sembra una mossa coraggiosa, ma anche inevitabile. OwlCat ha costruito la sua reputazione su CRPG densi, pieni di scelte e di bug. Se The Expanse fosse un flop, lo studio rischierebbe di alienare una nicchia che lo ha sostenuto per dieci anni. Ma la loro storia dimostra che sanno imparare dagli errori – e che l’ambizione non è mai un difetto. La scommessa è che il pubblico di Mass Effect e The Expanse (la serie TV) sia pronto ad accettare un’OwlCat più action, ma con lo stesso DNA narrativo. Noi scommettiamo che funzionerà, a patto che la patch di lancio non sia una delle loro.


