Remedy says there'd be "no Alan Wake 2 without Epic" after Baldur's Gate 3 dev blames EGS exclusivity for Remedy's "financial crisis"

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Alan Wake tornerà? Remedy ha depositato di nuovo il marchio “Alan Wake’s Return” dopo dieci anni

Tempo di lettura: 3 minuti

Il marchio “Alan Wake’s Return” è stato depositato di nuovo da Remedy Entertainment, e le ipotesi su un nuovo Alan Wake sono ripartite. Il deposito presso l’ufficio europeo dei marchi arriva dieci anni dopo il primo. Lo ha segnalato il 17 settembre Insider Gaming, e copre più categorie di prodotti rispetto al precedente. Remedy, lo studio finlandese autore anche di Max Payne e Control, non ha commentato.

Un deposito di marchio non è un annuncio. Serve a proteggere un nome per determinati prodotti e servizi, e le aziende ne registrano spesso anche per progetti che non vedono mai la luce o per usi secondari. In questo caso la storia del marchio lo dimostra bene.

Il precedente del 2016 e Quantum Break

Il nome “Alan Wake’s Return” era già stato registrato da Remedy nel 2016, e anche allora aveva fatto pensare a un seguito del primo gioco. Pochi giorni dopo il creative director Sam Lake aveva spiegato a Kotaku che il marchio riguardava una serie di video in carne e ossa trasmessa sugli schermi televisivi dentro Quantum Break, il gioco a cui Remedy lavorava in quel periodo, come riportava GamesRadar. Lake aveva aggiunto che lo studio stava esplorando idee per Alan Wake ma che molte cose dovevano andare a posto prima che succedesse qualcosa. Il seguito vero, Alan Wake 2, sarebbe arrivato solo nel 2023, pubblicato da Epic Games Publishing.

Cosa cambia nel nuovo deposito

Secondo Insider Gaming il marchio del 2016 è scaduto all’inizio di settembre, e Remedy invece di rinnovarlo ne ha depositato uno nuovo con un elenco di categorie diverso. La testata fa notare che lo studio aveva ricevuto l’avviso di rinnovo già nel 2025, quindi la scadenza non sarebbe una dimenticanza. Il nuovo deposito è consultabile nella banca dati dell’EUIPO, l’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.

Nel sistema internazionale dei marchi le categorie si chiamano classi di Nizza. Nel nuovo deposito sparisce la classe 28, quella dei giocattoli, e compaiono la 16, stampati e pubblicazioni, e la 25, abbigliamento. Resta la 41, che copre i servizi di intrattenimento e la produzione audiovisiva, mentre la 9, dove stanno software e videogiochi, ha ora una descrizione molto più ampia.

Il cambio di categorie si spiega in due modi, e Insider Gaming li considera quasi ugualmente probabili. Il primo è un nuovo gioco. Il secondo passa dal cinema. Il 29 agosto 2024 Remedy ha firmato un accordo con Annapurna, la società di produzione fondata da Megan Ellison, e Annapurna ha ottenuto i diritti per portare Alan Wake e Control al cinema e in televisione, come si legge nel comunicato di Remedy. Nello stesso comunicato Remedy precisava di restare uno studio indipendente e di conservare la piena proprietà creativa dei due marchi, Alan Wake e Control. Libri, abbigliamento e prodotti audiovisivi sono il tipo di materiale che di solito accompagna un film o una serie, ma nessuna delle due aziende ha collegato il deposito a un progetto.

Remedy, Annapurna e i numeri di Alan Wake 2

Lo stesso accordo prevedeva che Annapurna cofinanziasse lo sviluppo di Control 2, diventato poi Control Resonant, che Remedy pubblica da sola. In quell’occasione Lake si era detto entusiasta di portare la storia di Alan Wake e dell’intero universo condiviso di Remedy, il Remedy Connected Universe, fuori dai videogiochi, come riportava Gematsu. Control Resonant esce il 24 settembre su PS5, Xbox Series X|S e PC, e al Tokyo Game Show si può già provare, secondo The National.

Alan Wake 2 ha superato i 3 milioni di copie, secondo la semestrale di agosto. Ne abbiamo scritto nel pezzo sui remake di Max Payne, e il comunicato Annapurna del 2024 lo definiva il gioco venduto più rapidamente nella storia dello studio. Nello stesso periodo Remedy sta lavorando ai remake di Max Payne per Rockstar, oltre a Control Resonant, del cui sviluppo abbiamo parlato nel pezzo sull’intervista a Mohov.

Cosa non si sa

Remedy non ha annunciato né un nuovo Alan Wake né una produzione cinematografica o televisiva con una data. Il deposito dice solo per quali prodotti l’azienda vuole proteggere il nome. Nel 2016 la spiegazione più probabile è arrivata dallo studio pochi giorni dopo la notizia, e anche questa volta la conferma o la smentita non può che venire da Remedy o da Annapurna.

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