Future Games Show 2026: i migliori indie annunciati

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Oggi parliamo di quello che ci ha regalato il Future Games Show Spring Showcase di questo 2026. Mettiamo subito in chiaro una cosa: stavolta il panorama indie ci ha servito una vera e propria boccata d’ossigeno. Sopravvissute all’ennesimo mese di crunch e scadenze deliranti, trovare titoli con una direzione artistica che non puzza di asset flip o di sfruttamento aziendale è un sollievo. Tra voxel art che gronda pioggia, cani spaziali e vampiri architettonici, c’è di che gioire.


Dave the Diver e i morsi della giungla

Partiamo dal rassicurante. MINTROCKET ci sbatte in faccia il DLC In the Jungle per Dave the Diver, in uscita il 18 giugno. Cambia il bioma, passiamo alle acque dolci e a un design dell’interfaccia che promette di fregarci di nuovo la vita sociale con la gestione del Bancho Grill in versione selvatica. Il loop visivo pixelato resta una calamita per gli occhi, l’art direction non perde un colpo e i ritmi di gioco si confermano una coccola per chi ha i nervi a fior di pelle.

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Ombre, vampiri e voxel: l’estetica del furto e del sangue

Se cercate un pugno nello stomaco a livello atmosferico, Project Shadowglass dei ragazzi di Starhelm Studios ti prende a schiaffi per la sua bellezza. Un immersive sim stealth in pixel art 3D che cita Thief e Deus Ex. La gestione dell’illuminazione dinamica è da manuale: i riflessi e l’uso dello spazio negativo creano un’ansia perenne. E il bello è che dietro c’è del lavoro umano e meticoloso, non clip generate da qualche AI mangia-prompt.

Rimanendo sulle tinte cupe, Digital Sun, gli stessi di Moonlighter, ha sganciato ReVamp. Impersonare Dracula in un tower defense roguelite dove gestisci l’architettura mortale del tuo castello ha un che di catartico. C’è una soddisfazione innata nel feedback aptico visivo di veder morire i nemici nelle proprie trappole, con una palette cromatica gotica che esplode di rossi saturi su sfondi scuri.

Per chi vuole sfogarsi con la violenza fisica e visiva, The 9th Dragon di FrameOver porta i voxel a un livello di dettaglio alienante. La Kowloon Walled City degli anni ’80 riprodotta qui ha un contrasto neon-buio che pompa adrenalina pura. Una mazzata 2.5D che premia i riflessi, la brutalità in spazi angusti e le hitbox punitive il giusto.

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Sopravvivenza e malinconia nello spazio profondo

Non possiamo parlare di gerarchia visiva senza citare Calx, in arrivo il 4 giugno. Una di quelle produzioni 3D che ti cullano con una direzione artistica minimale, sognante e pulitissima. E se volete la fantascienza d’autore, Aphelion di DON’T NOD vi sbatte sul nono pianeta del sistema solare con un’avventura narrativa inclusiva e potente. Il character design trasuda stanchezza e umanità, perfetto per riflettere sulla nostra piccolezza cosmica. Nessun eroismo tossico, solo persone che cercano di sopravvivere in un ambiente ostile.

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A proposito di vulnerabilità: Team17 piazza due colpi dritti al cuore. Da una parte Silver Pines, un survival horror metroidvania con una gestione della tensione e delle affordance ambientali che toglie il fiato. Dall’altra la botta emotiva di Rover’s Tale. Un metroidvania dove le anime dei cani scomparsi vivono nei rover spaziali LAIKA. Le animazioni sono di una dolcezza straziante, un piccolo gioiello empatico che fa bene all’anima, lontano dalle logiche spietate del mercato tripla A.

Il verdetto: Mettetevi comodi e preparate i portafogli, perché questo giro di indie ci lascerà senza un soldo ma con l’anima sazia e il fegato meno intossicato del solito.

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