Marathon, al via: Bungie assicura su microtransazioni e meccaniche di pass
Con l’attesissimo lancio odierno (5 marzo) di Marathon, il nuovo shooter estrattivo di Bungie, la casa sviluppatrice chiarisce alcuni aspetti chiave della sua economia e del suo contenuto a stagioni. Secondo quanto esposto in un dettagliato articolo di Rock Paper Shotgun, il sistema di valute e i premi stagionali sono pensati per evitare la temuta dinamica “pay-to-win”.
Le due valute di Marathon: LUX e SILK
Il cuore dell’economia virtuale di Marathon ruota attorno a due valute distinte. La prima è il LUX, ottenibile solo tramite acquisto con denaro reale. Bungie è categorica sul suo utilizzo: sarà limitato esclusivamente agli articoli cosmetici. La seconda è il SILK, che si può guadagnare unicamente giocando. Questa valuta “grindabile” apre l’accesso ai contenuti dei pass stagionali gratuiti.
Il principio ribadito dagli sviluppatori è netto: nel gioco non esiste alcun “pay for power“. Ogni oggetto che può conferire un vantaggio tangibile durante le sessioni di esplorazione e combattimento sarà accessibile a tutti i giocatori senza costi aggiuntivi.
Un approccio ai pass stagionali anti-FOMO
Una delle scelte più interessanti riguarda i pass premi stagionali. Come riportato dal giornalista, Bungie ha preso ispirazione da titoli come Helldivers 2 per implementare un sistema che riduca drasticamente la pressione da Fear Of Missing Out (FOMO). I pass non avranno scadenza: i giocatori potranno acquistare e completare i pass delle stagioni precedenti quando lo desiderano, senza che i relativi premi svaniscano per sempre.
Tuttavia, la nota dell’articolo ricorda che Marathon mantiene un elemento di progressione rigida: i reset stagionali obbligatori della progressione sono confermati. Una scelta che, come sottolineato, potrebbe dividere la comunità.
Nomi iconici o terminologia oscura?
L’articolo originale riflette anche sulla scelta stilistica dei nomi per le valute. Da una parte, LUX e SILK sono ritenuti decisamente più accattivanti e interessanti delle tradizionali abbreviazioni asettiche come “VC” (Virtual Currency). Dall’altra, l’autore osserva come l’utilizzo pervasivo di termini fantasiosi per concetti molto pratici fosse un tratto distintivo, a volte criticato, dei precedenti titoli Bungie come Destiny.
In ogni caso, si conclude che i due termini scelti per Marathon restano due singole parole d’effetto, lontane dalle complicate catene narrative che caratterizzavano l’universo di Destiny, evitando così di generare quella potenziale confusione tra i giocatori.


