La Visione di Hooded Horse: Contratti Editoriali “Stupidi” e Rischio Condiviso
Secondo un’analisi pubblicata su GamesIndustry.biz, Tim Bender, CEO dell’editore di Manor Lords, Hooded Horse, ha espresso forti critiche riguardo la stesura della maggior parte degli accordi contrattuali nel settore dei videogiochi. A suo dire, questi patti “violano numerosi principi di ciò che costituisce un contratto efficiente”.
L’Approccio Etico ai Contratti con gli Sviluppatori
Parlando con PC Gamer, il dirigente e fondatore ha evidenziato come molti contratti di pubblicazione siano iniqui nei confronti degli sviluppatori, attribuendo una distribuzione del rischio sbilanciata. Ha enfatizzato che, durante la sua formazione legale, gli è stato insegnato che “esistono principi coinvolti nel modo in cui i contratti dovrebbero essere redatti, che aiutano tutti”. Uno di questi principi fondamentali è che “il rischio dovrebbe essere sopportato dalla parte più in grado di sostenerlo”.
Il Modello Contrattuale di Hooded Horse
Hooded Horse adotta un modello contrattuale “standard” in cui il 65% dei ricavi è destinato allo studio di sviluppo. L’editore chiarisce che può trattenere una quota maggiore se ha parzialmente finanziato il gioco. Un aspetto distintivo del loro approccio è l’assenza della clausola di “recoup” (recupero spese), il che significa che Hooded Horse non è il primo a rientrare dei costi di investimento dai ricavi.
Bender ha definito “fondamentalmente stupida” la pratica, comune tra gli editori, di recuperare per primi i propri costi. A suo avviso, questa logica può soffocare giochi che, pur avendo avuto un lancio difficile, avrebbero potuto recuperare terreno, o che, pur avendo un lancio discreto, non sono riusciti a superare un “termine di recupero gigante” che permetteva all’editore di prelevare tutti i fondi. “Se solo non ci fosse stata quella clausola, avrebbero potuto essere supportati”, ha chiosato il CEO.
Ha poi proseguito, sottolineando: “Nessun editore fa veri profitti recuperando e spremendo ogni singolo dollaro da progetti che sottoperformano. Gli editori guadagnano con i giochi che vanno bene. Se non ci sono queste clausole di recupero, ci sono più possibilità che anche gli altri giochi abbiano successo. Gli sviluppatori sono incentivati, maggiormente in grado di creare. Ne beneficiano tutti.”
La Posizione sull’Intelligenza Artificiale Generativa
Già l’anno scorso, Bender aveva dichiarato che Hooded Horse non avrebbe collaborato con studi che utilizzano l’IA generativa, definendo tale tecnologia come “cancerogena”.


