Dal Compositore al Game Director: La Visione Indipendente di Filippo Beck Peccoz con “Imprinted”
Secondo quanto riportato da GamesIndustry.biz, un cambio di rotta significativo sta emergendo nel panorama dello sviluppo videoludico, con figure professionali che, partendo da ambiti specialistici, approdano alla direzione creativa di un videogioco. Un esempio lampante è Filippo Beck Peccoz, compositore musicale noto per le sue collaborazioni con Mimimi Games, lo studio tedesco responsabile di titoli come Desperados 3 e Shadow Gambit, prima della sua chiusura nel 2023. Beck Peccoz ha inoltre curato le colonne sonore per diversi giochi indipendenti, tra cui Tavern Talk di Gentle Troll Entertainment e Innkeep di Boot Disk Games.
La sua transizione dalla composizione alla direzione di gioco è considerata un evento quasi senza precedenti. Beck Peccoz ha fondato lo studio Cobalt Lane per sviluppare Imprinted, un thriller psicologico (Imprinted su Steam) in cui i giocatori interagiscono con un antico sistema operativo per ricomporre frammenti musicali lasciati da una misteriosa musicista italiana. Questa scelta evidenzia come lo sviluppo di videogiochi stia diventando accessibile a figure con background diversi, portando nuove prospettive e narrazioni innovative. La sua storia, in particolare, sottolinea l’aumento massiccio di giochi auto-pubblicati negli ultimi anni e offre spunti su come sia riuscito a ottenere finanziamenti governativi tedeschi e le ragioni dietro la sua scelta di non cercare un editore tradizionale.

Dalla Musica ai Videogiochi: Una Carriera Interattiva
Il percorso di Beck Peccoz nel mondo dei videogiochi affonda le radici nella sua passione per il medium, antecedente persino a quella per la musica. Dopo aver studiato al Berkeley College of Music circa quindici anni fa, con l’intento iniziale di combinare l’amore per la musica e i giochi, ha iniziato a lavorare sulla composizione per film, poiché non esisteva ancora un corso specifico per la musica nei giochi. Il suo ingresso nell’industria videoludica è avvenuto dopo il ritorno a Monaco, partecipando al Global Game Jam del 2010, dove ha incontrato i fondatori di Mimimi Games, con cui ha poi collaborato per tutti i loro titoli.
La sua preferenza per i giochi rispetto a film o TV deriva dalla sua infanzia, trascorsa tra un Atari ST e un NES, beni dei fratelli maggiori. Per il giornalista di GamesIndustry.biz, la composizione è un modo privilegiato di raccontare una storia, e poterlo fare per un medium interattivo è semplicemente irresistibile.
La Curva di Apprendimento e il Ruolo di Creative Director
La transizione dalla composizione allo sviluppo di giochi rappresenta una sfida notevole. Beck Peccoz ammette di non avere esperienza diretta nella programmazione o nel game design, ma di aver appreso molto osservando e collaborando strettamente con team come Mimimi e Gentle Troll. Ha avuto modo di comprendere le dinamiche, gli alti e bassi, e le sfide impreviste della produzione di un gioco.
Il suo ruolo in Imprinted è quello di creative director. Con Martin Hamberger, un vecchio amico di Mimimi, si occupa della direzione narrativa e della scrittura della maggior parte della storia.

Imprinted: Una Storia di Fantasmi, Creatività e Ossessione
Imprinted viene descritto come una storia di fantasmi sulla creatività. Il giocatore veste i panni di Vincent, un ingegnere audio incaricato di restaurare vecchie registrazioni su cassetta di una musicista italiana scomparsa. Attorno a questa figura aleggiano numerose teorie complottiste. Man mano che Vincent restaura i nastri, qualcosa inizia ad accadere a lui e al suo sistema operativo. Il gioco offre la possibilità di spiare nella vita di qualcuno attraverso il suo computer, scoprendo vecchie foto e canzoni incomplete.
Vincent, con una passione nascosta per la musica, si ritrova ispirato (o ossessionato) dalla figura della musicista, cadendo in una spirale di creatività oscura. Questo tema viene esplorato attraverso la possibilità per il giocatore di creare musica unendo i frammenti recuperati con le idee di Vincent, portando a una “spirale di follia” sempre più profonda.
Influenze e Visione Unica
Tra le ispirazioni citate, il film The Ring e il lavoro di David Lynch spiccano per la capacità di creare un’atmosfera onirica e di tensione latente. Per quanto riguarda l’interfaccia basata su un computer, titoli come Her Story e The Operator sono stati punti di riferimento, insieme al ricordo giovanile di Phantasmagoria di Roberta Williams, un gioco forse troppo maturo per la sua età ma molto formativo.
Beck Peccoz ritiene che il suo background musicale gli permetta di apportare una prospettiva unica al game design. L’approccio di Imprinted è profondamente soggettivo, un tentativo di infondere la propria vita e il proprio passato nel gioco. La scelta di una musicista italiana e le riprese in luoghi della sua terra d’origine, come la casa della sua famiglia, riflettono un desiderio di raccontare una storia intima, quasi come farebbe un romanziere.
Finanziamenti e L’Indipendenza dall’Editore
In un periodo difficile per l’industria videoludica, il giornalista sottolinea l’importanza dei finanziamenti governativi. Imprinted ha ottenuto il supporto dello stato della Baviera, il cui programma di finanziamento per i giochi, avviato intorno al 2010 e raddoppiato in fondi quest’anno, è stato cruciale. Beck Peccoz ha anche investito risparmi personali e spera di ottenere ulteriori fondi per la fase di produzione, una volta completata la fase prototipale.
Il giornalista riporta che Felix Falk di Game ha recentemente discusso l’aumento dei finanziamenti federali tedeschi per i videogiochi a 125 milioni di euro. Senza tale supporto, il progetto Imprinted non sarebbe stato possibile, dato il suo carattere di “gioco di nicchia”. Nonostante l’importanza dei fondi, Beck Peccoz ammette che avrebbe comunque cercato finanziamenti simili, spinto da una forte motivazione personale. Continua a lavorare come freelance per mitigare i rischi intrinseci dello sviluppo di giochi.

L’Era dell’Auto-Pubblicazione e il Marketing Mirato
Beck Peccoz ha avuto pochi contatti con gli editori, preferendo l’auto-pubblicazione. Pur non avendo pregiudizi generali verso gli editori, ritiene che l’auto-pubblicazione offra maggiore agilità ed efficienza, soprattutto considerando gli strumenti disponibili oggi. Ammette che l’assenza di un editore comporta l’apprendimento di nuove competenze, come la gestione delle pubblicazioni fisiche, sebbene quest’ultima sia sempre meno rilevante oggi.
Riguardo al marketing, osserva che un editore con un team social media dedicato sarebbe vantaggioso, ma si chiede quanti ne abbiano effettivamente uno efficace. Per lui, in una certa fascia di budget, il ruolo dell’editore come “intermediario” potrebbe essere superfluo. Pur non volendo apparire “anti-editore”, la sua limitata esperienza diretta con essi lo porta a fidarsi del proprio istinto, un approccio rischioso ma per lui stimolante.
Invece di un editore, Beck Peccoz ha ingaggiato l’agenzia di marketing Double Jump. Questa soluzione offre un piano chiaro e una maggiore trasparenza rispetto a un editore, permettendogli di porre domande dirette sui risultati e l’efficacia delle strategie, cosa che potrebbe sentirsi meno a suo agio a fare con un finanziatore tradizionale.

La Nuova Tendenza dei Sistemi Operativi Fittizi
Il giornalista osserva che Imprinted, con le sue cassette e sistemi operativi retrò, si inserisce in una rinascita di interesse per la tecnologia analogica o meno “connessa”, un fenomeno che vede giovani generazioni riscoprire oggetti come i dischi in vinile o i lettori MP3. Beck Peccoz ritiene che il suo gioco operi all’interno di un genere emergente, definito come “fake OS,” “desktop simulation” o “OS immersion.” Esiste un pubblico ben definito per questi tipi di giochi, che catturano completamente il giocatore, come dimostrato da titoli quali Her Story di Sam Barlow e Hypnospace Outlaw, che, secondo il compositore, “indulgano completamente in questa visione, senza compromessi, ed è questo che li rende così memorabili.”


