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Il Ritorno dell’Ombra: Sam Fisher Sbarca su Netflix, le Prime Recensioni di “Splinter Cell: Deathwatch”

Tempo di lettura: 2 minuti

L’attesa è finita. Dopo anni di silenzio assordante dal mondo dei videogiochi, la spia più letale e iconica di Tom Clancy, Sam Fisher, è tornata. Da oggi, 21 ottobre 2025, sono disponibili su Netflix gli otto episodi di “Splinter Cell: Deathwatch”, una nuova serie animata per adulti che ha già fatto parlare di sé.

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Affidata alla penna di Derek Kolstad, la mente creativa dietro la saga cinematografica di John Wick, la serie è un thriller di spionaggio teso e brutale che cerca di trasportare l’essenza stealth del franchise videoludico sul piccolo schermo.

 

L’Ombra del Passato

“Deathwatch” si presenta come un sequel diretto della saga videoludica, mostrandoci un Sam Fisher più anziano e provato, costretto a tornare in azione per guidare una nuova generazione di agenti della Fourth Echelon. La trama si infittisce quando una giovane operativa, Zinnia McKenna, cerca il suo aiuto, trascinandolo in una cospirazione globale che lo costringerà a fare i conti con i fantasmi del suo passato.

A dare la voce al leggendario agente non c’è lo storico doppiatore Michael Ironside, ma l’attore Liev Schreiber (Ray Donovan), il cui timbro profondo e “ruvido” è stato lodato da molti critici come un sostituto più che degno.

 

Le Prime Reazioni: Intensa ma Imperfetta

Le recensioni emerse in queste prime ore sono decisamente contrastanti, ma con un filo conduttore: la serie è promossa sul fronte della narrazione e dell’atmosfera, ma con qualche riserva sul comparto tecnico.

  • Promossa l’Azione “alla John Wick”: La mano di Kolstad è evidente. I critici lodano l’azione viscerale, i combattimenti corpo a corpo “sanguigni” e la violenza matura. La serie non ha paura di mostrare il lato più crudo dello spionaggio, risultando un “page-turner” (o meglio, un “episode-turner”) che si divora rapidamente.
  • Animazione Divisiva: Il punto debole, secondo diverse recensioni, è proprio il comparto tecnico. Lo stile di animazione, curato dagli studi Sun Creature e Fost, è stato definito da alcuni “semplicistico” o “non all’altezza” di altre produzioni animate Netflix come Arcane o Castlevania. Altri, invece, ne apprezzano il taglio cinematografico e la fluidità nelle scene d’azione.
  • Un Ritorno Gradito: Nonostante le imperfezioni, il consenso generale è che “Deathwatch” sia un ritorno di Sam Fisher di tutto rispetto. I fan di lunga data apprezzeranno il tono cupo e il rispetto per la lore (inclusi i richiami a capitoli amati come Chaos Theory), mentre i nuovi spettatori troveranno un thriller di spionaggio teso e ben ritmato.

Il successo sembra comunque assicurato. A testimonianza della fiducia di Netflix nel progetto, la serie è già stata ufficialmente rinnovata per una seconda stagione a meno di una settimana dal lancio, confermando che l’ombra di Sam Fisher è destinata a rimanere con noi ancora per molto tempo.

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