Schermata di Ignite the Depths, il dungeon crawler cooperativo di SK Studios ambientato nell'Abisso

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Il dungeon crawler cooperativo Ignite the Depths apre il playtest, senza estrazione né scontri fra giocatori

Tempo di lettura: 3 minuti

Il Ignite the Depths playtest è aperto su Steam a chiunque chieda l’accesso, a pochi mesi dall’uscita prevista del dungeon crawler cooperativo di SK Studios. È la prima occasione pubblica di mettere le mani sul gioco, che la scheda Steam dà in arrivo nel 2026 senza indicare una data precisa.

Il gioco è un’esplorazione di sotterranei in prima persona, con un impianto di ruolo leggero, ambientata in un labirinto chiamato l’Abisso. Si affronta da soli oppure in compagnia di un massimo di altri tre giocatori. A pubblicarlo è Ytopia, che lo inserisce nella propria collezione di titoli di genere.

Niente scontri fra giocatori, niente estrazione

La prima riga della descrizione ufficiale serve a smarcarsi da una moda. Nessun combattimento obbligatorio fra giocatori e nessuna meccanica di estrazione, cioè quella formula in cui il bottino si perde se non si raggiunge vivi un punto di uscita. È una precisazione che negli ultimi anni è diventata necessaria, perché buona parte dei giochi di saccheggio cooperativi ha adottato proprio quello schema e una fetta di pubblico lo evita per principio.

Anche il sito di offerte GG.deals, segnalando l’apertura del collaudo, insiste sullo stesso punto: il bottino c’è, ma nessun altro giocatore può portarlo via.

Quattro classi e i due mercanti

Le classi disponibili sono quattro, ciascuna con abilità, armi e ruolo di squadra propri. C’è chi lancia palle di fuoco a distanza, chi lavora di lama, chi regge la prima linea dietro lo scudo. Lo studio dichiara che altre classi arriveranno durante lo sviluppo. Ogni personaggio è giocabile in solitaria, ma le abilità sono pensate per incastrarsi fra loro, con effetti che si concatenano quando la squadra coordina i tempi. Sul fronte dei sotterranei in compagnia il confronto più vicino è Dimraeth, arrivato in accesso anticipato a settembre.

La progressione passa da sette abilità da far crescere e da potenziamenti casuali acquistabili al negozio di due mercanti chiamati Pickle e Po, che la scheda presenta con un understatement piuttosto esplicito sulla loro affidabilità. Il resto è esplorazione: enigmi ambientali, passaggi nascosti, salti fra rovine, e un signore a guardia di ciascuna dimensione da abbattere alla fine.

Uno studio di tre persone

SK Studios ha sede a Seattle e conta tre persone. Quando annunciò il gioco a luglio, lo sviluppatore Marcus Klammt spiegò di voler dare la sensazione delle incursioni di gruppo tipiche dei giochi di ruolo online senza le lunghe sessioni di accumulo che le precedono, come riportava allora RPG Gamers. Le boss fight sono costruite proprio su quel modello, con meccaniche dedicate e scene di grandi dimensioni.

Lo stile visivo è la parte su cui il gioco si distingue di più dal resto del genere: una resa retrò che mescola forme elementari e illuminazione moderna, che nelle discussioni sul collaudo qualcuno ha paragonato all’animazione in plastilina degli anni Ottanta. Nello stesso spazio si leggono le prime impressioni concrete: design dei sotterranei apprezzato, combattimento che funziona, e una serie di segnalazioni sul bilanciamento delle classi, in particolare sulla parata del guerriero, giudicata poco utile al di fuori delle frecce. Qualcuno segnala anche il questionario di riscontro, ritenuto troppo lungo con le sue sessanta domande.

Cosa dicono i numeri

L’interesse attorno al gioco è cresciuto in fretta. Ad agosto lo studio ha annunciato di aver superato le centomila liste dei desideri su Steam, con l’uscita ancora lontana. Nella classifica dei titoli che guadagnano più seguaci in una settimana, SteamDB registra quasi tremila follower in più su una base di circa undicimila. È una crescita di poco inferiore al 40% in sette giorni, che colloca il gioco fra i casi più caldi della fascia medio-bassa.

Il collaudo è arrivato dopo una serie di correzioni pubblicate giorno per giorno. Nelle note diffuse dallo studio compaiono la rigenerazione passiva del mana per il piromante, la correzione delle aree di impatto sullo scheletro guerriero, l’aggiustamento della sensibilità che non veniva salvata e un allungamento della tolleranza sui salti effettuati appena oltre il bordo.

Cosa non si sa

Il gioco gira su configurazioni modeste: la scheda indica come requisito minimo una GeForce GTX 1050 da 4 gigabyte oppure una Radeon RX 570, con 8 gigabyte di memoria di sistema e 8 di spazio su disco. Mancano invece tre informazioni. La data, che resta indicata come 2026 generico. Il prezzo, mai comunicato. E l’elenco definitivo delle classi, che lo studio dichiara destinato a crescere senza dire di quanto. La lingua supportata al momento è soltanto l’inglese, con il doppiaggio completo e nessun sottotitolo. Chi vuole provarlo deve chiedere l’accesso dalla pagina Steam e aspettare che gli sviluppatori aprano un altro giro di posti.

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