L’obiettivo di Exodus: missioni secondarie così coinvolgenti da dimenticare la ricompensa
Rock Paper Shotgun riporta le ambiziose dichiarazioni di uno dei creatori del prossimo RPG spaziale.
In un panorama videoludico dove le missioni secondarie rischiano spesso di essere un espediente per allungare artificialmente la durata di un gioco, lo studio Archetype Entertainment sembra voler imboccare una strada diversa per il suo titolo in sviluppo, Exodus.
La filosofia narrativa dietro le side quest
Al centro di questa visione c’è Drew Karpyshyn, direttore narrativo del progetto ed ex scrittore della serie Mass Effect. In un’intervista a GamesRadar, Karpyshyn ha delineato l’approccio dello studio. L’obiettivo principale è evitare che i giocatori si sentano obbligati a completare le missioni secondarie solo per un guadagno meccanico, come punti esperienza o risorse.
“Vogliamo che le side quest siano qualcosa che faresti anche se non ricevessi una ricompensa”, ha spiegato il narrative director. “Ovviamente le ricompense ci saranno, è pur sempre un gioco, ma vogliamo che il motore principale sia l’interesse del giocatore verso la storia o il mondo”.
Un equilibrio tra esplorazione e coerenza
Secondo quanto riportato, la filosofia di Archetype Entertainment si basa sull’integrazione. Le missioni secondarie in Exodus non saranno entità staccate, ma collegate ai temi portanti della narrativa e ai compagni che si potranno incontrare. Offriranno l’opportunità di esplorare aspetti dell’universo di gioco che il percorso principale potrebbe solo accennare.
Karpyshyn ha anche toccato il tema, cruciale per ogni sviluppatore, della scelta su cosa concentrare le risorse. Il team è consapevole di non poter inserire tutto ciò che desidera, per il semplice rischio di creare un gioco dalla durata improponibile. “Sarebbero migliaia di ore, il che in teoria suona fantastico, ma non è realistico”, ha ammesso.
L’attesa fino al 2027
La strada per giudicare se questo ambizioso obiettivo sarà raggiunto è ancora lunga. Exodus non è atteso prima del 2027, lasciando quindi molto tempo allo studio per affinare la sua visione di un RPG spaziale dove l’esplorazione volontaria e motivata dalla curiosità sia premiante tanto quanto gli oggetti nell’inventario.
La sfida per Archetype Entertainment sarà quindi tradurre questa filosofia in un design concreto, dimostrando che è possibile elevare le missioni secondarie da semplice “contenuto extra” a parte integrante e memorabile dell’esperienza videoludica.



