Exodus: Viaggio nel futuro tra scelte narrative e meccaniche innovative
Secondo Game Informer, il videogioco Exodus, sviluppato da Archetype Entertainment e pubblicato da Wizards of the Coast, si preannuncia come un’ambiziosa opera di fantascienza con una trama che promette di esplorare profondamente il multiverso. Il titolo, atteso per il 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC, mira a distinguersi nel panorama dei giochi di ruolo e sparatutto in terza persona.

La Visione di James Ohlen e il Legame con BioWare
Il progetto Exodus è guidato da James Ohlen, figura di spicco dell’industria videoludica con un passato ventennale in BioWare. Ohlen, già creativo senior presso lo studio canadese, ha lasciato l’azienda per fondare Archetype Entertainment, con l’obiettivo di costruire un universo narrativo di vasta portata. A lui si sono uniti altri ex membri di BioWare, tra cui lo scrittore Drew Karpyshyn e Chad Robertson, esperto in iniziative live-service, rafforzando così l’eredità di un pedigree di sviluppo di alto livello.
Benché la presenza di Matthew McConaughey nel gioco, annunciata nel 2023, abbia inizialmente catalizzato l’attenzione mediatica, il suo ruolo di C.C. Orlev sembra essere secondario rispetto alla visione complessiva e alla profondità dell’universo di Exodus. Come sottolineato nell’analisi, l’effettiva importanza dell’attore nella narrazione rimane ancora da definire.

Un Universo Espanso: Oltre il Videogioco
La strategia di Exodus non si limita al solo medium videoludico. Wizards of the Coast sta investendo significativamente nella creazione di un vero e proprio universo espanso. Sono già state pubblicate due novel prequel scritte da Peter F. Hamilton, è stato prodotto un cortometraggio animato per la serie Secret Level di Amazon, e sono in programma ulteriori contenuti, inclusi giochi da tavolo. Questi progetti fungono da “tavola imbandita” per quello che viene presentato come il culmine narrativo: il gioco stesso.
Gameplay e Ambientazione: Un Eredità Nostalgica con Nuove Strade
Dal punto di vista ludico, Exodus presenta molte somiglianze con la serie Mass Effect, un paragone che giunge come un complimento dato il filone BioWare. Il gioco è uno sparatutto RPG fantascientifico in terza persona caratterizzato da scelte narrative significative, meccaniche legate alla mortalità e una lore ricca di dettagli. I giocatori assumeranno il ruolo di Jun Aslan, personalizzabile in sesso, un viaggiatore che esplora numerosi pianeti e navi spaziali. Le decisioni intraprese influenzeranno le alleanze, i conflitti e le relazioni sentimentali. La peculiarità di Jun risiede nella sua capacità di interagire con un’antica tecnologia celeste, nella speranza di salvare il proprio pianeta natale, devastato da un collasso ambientale millenni fa e non corrispondente alla Terra.

Nonostante l’ambientazione futuristica, Exodus introduce elementi familiari, come animali parlanti che popolano il mondo. Tra questi, un negoziante elefante con una memoria fallace, un lupo gigante al fianco del protagonista, e persino un membro del party costituito da un polpo all’interno di un’imponente tuta mech. L’autore dell’articolo originale ha anche accennato a un “procione molto interessante” tra gli animali risvegliati, uno dei preferiti di Karpyshyn.
Un altro pilastro della lore di Exodus è la dilatazione temporale: il viaggio verso determinati pianeti può accelerare lo scorrere del tempo sul pianeta d’origine. Un’esperienza che potrebbe durare poche ore per il giocatore potrebbe equivalere a anni trascorsi a casa.
Le meccaniche di gioco si inseriscono nel genere degli sparatutto tattici con copertura, offrendo una varietà di strumenti d’azione. Jun può utilizzare un rampino per spostarsi tra le piattaforme, diventare temporaneamente invisibile per raggiungere posizioni sicure e lanciare granate potenziate per neutralizzare bersagli ostili. Sono presenti anche strumenti di hacking, sebbene finora poco esplorati.

L’analisi preliminare suggerisce che Exodus abbia il potenziale per emergere come un titolo notevole, ereditando l’eredità di BioWare ma con l’ambizione di forgiare una propria identità distintiva. Il prossimo anno sarà cruciale per verificare se il gioco saprà separarsi dai suoi illustri predecessori e affermarsi come un’opera videoludica autonoma e memorabile.


