"We're going to lay off 1,000 people and that's going to be on you": Ex-Overwatch director Jeff Kaplan says redundancy ultimatum led to his Blizzard exit

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Ex Direttore Overwatch Jeff Kaplan: L’ultimatum che ha deciso il suo addio a Blizzard

Tempo di lettura: 2 minuti

Ex direttore di Overwatch, Jeff Kaplan: “Addio a Blizzard dopo l’ultimatum sui licenziamenti”

Secondo quanto riportato originariamente da Rock Paper Shotgun, Jeff Kaplan, l’ex direttore del popolare hero shooter, ha rivelato che la sua partenza dalla casa di sviluppo nel 2021 fu la diretta conseguenza di un ultimatum sui tagli del personale che finì per “spezzare” la sua determinazione.

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La pressione dell’Overwatch League

In una recente intervista con il conduttore Lex Fridman, Kaplan ha delineato gli anni difficili che precedettero il suo addio. Un fattore chiave di stress fu la spinta, a partire dal 2018, verso l’esports con l’Overwatch League. L’iniziativa, definita “troppo entusiasta e sovrammercializzata” verso gli acquirenti dei team, portò a promesse di una popolarità che avrebbe superato quella della NFL. Questo attirò “investitori miliardari” e un accordo per i diritti di trasmissione con Twitch che ricadde pesantemente sugli sviluppatori di Blizzard.

Il team si trovò così costretto a deviare risorse preziose per consegnare funzionalità specifiche per la lega, come l’integrazione con Twitch, nuovi controlli per le telecamere spettatore e una pletora di skin per i team della OWL. Secondo Kaplan, questi compiti presentarono “enormi sfide tecniche” e distolsero l’attenzione dagli aggiornamenti del gioco originale e, soprattutto, dallo sviluppo di Overwatch 2. “Tutti i tuoi piani a quel punto vanno praticamente in fumo”, ha spiegato. “Non lavori su nuovi eventi mondiali. Non sei nemmeno focalizzato su Overwatch 2, stai semplicemente cercando di galleggiare”.

L’ultimatum che ha cambiato tutto

Ma il momento decisivo, quello che Kaplan descrive come “il più grande momento ‘vaffanculo’ della mia carriera”, arrivò durante un incontro con il Chief Financial Officer (CFO) di Blizzard. L’autore scrive che, secondo il racconto di Kaplan, il dirigente fissò un obiettivo di ricavi specifico per il 2020 (poi slittato al 2021), minacciando ritorsioni in caso di mancato raggiungimento.

“Mi ha detto: ‘Se [Overwatch] non farà [una cifra non divulgata per accordi di riservatezza], licenzieremo 1.000 persone e la responsabilità sarà tua’”, ha ricordato Kaplan. “È stato surreale. Pensavo letteralmente che sarei andato in pensione lì. In quel momento ho capito che era finita”. Kaplan ha chiarito che l’ex CFO in questione non lavora più per Blizzard. Stando al profilo LinkedIn citato nell’articolo, Dennis Durkin ha ricoperto il ruolo tra il 2019 e il maggio 2021, seguito da Armin Zerza fino al maggio 2025. L’annuncio ufficiale della partenza di Kaplan da Blizzard arrivò il 20 aprile 2021.

Le conseguenze di una visione miope

La pressione per generare ricavi immediati, alimentata dalle aspettative gonfiate sulla lega, contribuì a una progressiva perdita di controllo sulla direzione del franchise già a partire dal 2016-2017. Kaplan ha riassunto così l’esperienza con l’Overwatch League, che ha cessato le operazioni nel 2024: “È stata una grande idea con gli istinti sbagliati… C’era troppa attenzione sul ‘facciamo un sacco di soldi molto in fretta’, e molte persone sono state trascinate dentro”.

La parabola del franchise sembra oggi chiudersi con un ritorno alle origini. Come notato nell’articolo, dopo una serie di tentativi di riavvicinamento al passato, tra cui una “modalità classica”, Overwatch 2 è stato recentemente ribattezzato semplicemente “Overwatch”, in un simbolico guardare indietro a tempi forse più gloriosi per lo shooter eroico.

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