C’è una sorta di archeologia digitale nel navigare l’oceano del Game Pass, una disciplina che pratico con la devozione di una cacciatrice di tesori. Tra i relitti di titoli dimenticati e le isole sfolgoranti dei blockbuster, il mio compito, la mia vocazione, è quella del palombaro: immergermi alla ricerca di perle che il flusso incessante delle uscite ha ingiustamente trascinato sul fondale. Oggi, care lettrici e lettori, riportiamo alla luce un tesoro di rara magnificenza: Eternal Strands. Uscito a inizio 2025, il titolo d’esordio di Yellow Brick Games è arrivato sul servizio Microsoft con il clamore di un pedigree nobile, per poi scivolare in un cono d’ombra, schiacciato da un calendario spietato. Un errore, questo, che la nostra rubrica ha il dovere di correggere, perché sotto una superficie che potrebbe sembrare familiare si nasconde una delle architetture di gioco più complesse e gratificanti degli ultimi anni.
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Il Pedigree dei Titani: Cronaca di una Fuga Annunciata
Per comprendere la caratura di Eternal Strands, è imperativo partire dai suoi architetti. Yellow Brick Games non è la solita startup di belle speranze. È il rifugio di veterani, esuli volontari dalle cattedrali dorate dell’industria AAA. Parliamo di gente che ha respirato per anni l’aria rarefatta di BioWare e Ubisoft, decidendo poi di tornare a un artigianato più intimo e coraggioso.
La mente creativa dietro l’operazione è Mike Laidlaw, un nome che ogni appassionata di giochi di ruolo occidentali conosce e rispetta. Laidlaw è stato il creative director della saga di Dragon Age, forgiando mondi narrativi di una complessità rara. La sua firma è una garanzia di profondità, una promessa che la storia non sarà un mero pretesto. Accanto a lui, nomi del calibro di Jeff Skalski, veterano della produzione su Assassin’s Creed, e altri talenti provenienti dalle stesse fucine. Non posso fare a meno di pensare che questa fuga dai grandi publisher non sia un capriccio, ma una necessità per preservare una visione creativa che, altrimenti, verrebbe diluita dai comitati e dalle ricerche di mercato. E il risultato di questa indipendenza è un gioco che osa, che sperimenta dove altri preferiscono la sicurezza della formula.

Decostruire la Tessitura: Una Sinfonia di Sistemi
Il cuore pulsante di Eternal Strands, il suo contributo più significativo al genere, è il modo in cui i suoi sistemi di gioco dialogano tra loro. Non si tratta di meccaniche isolate, ma di un ecosistema interconnesso dove combattimento, esplorazione e crafting si influenzano a vicenda. È qui che il gioco rivela la sua vera, abbagliante intelligenza.
La Danza di Acciaio e Aetere: Un Combattimento Ibrido
A un primo sguardo, il combattimento di Eternal Strands potrebbe ricordare la formula “Souls-like”. E in parte è così. Brynn, la nostra protagonista, possiede una barra della stamina che governa ogni sua azione fisica: schivate, parate e attacchi con armi bianche. Questo impone un approccio ragionato, un’attenta gestione delle risorse fisiche per non trovarsi esposti, specialmente durante le lunghe scalate sui corpi dei titani. La comunità ha discusso a lungo su come ottimizzare questa risorsa, e alcuni set di armatura, come il “Nameless Host”, sono ricercati proprio per i loro bonus alla stamina massima. Ma ridurre tutto a questo sarebbe un errore madornale. La vera rivoluzione sta nell’intrecciare questa base fisica con un sistema magico potente e, soprattutto, basato sulla fisica del mondo reale.

La Trinità Primordiale: Fuoco, Ghiaccio e Forza Telecinetica
Brynn è una “Tessitrice”, e i suoi fili sono le forze elementali. Può scatenare ondate di fuoco che non si limitano a danneggiare i nemici, ma si propagano realisticamente sull’erba secca o sulle strutture di legno, alterando il campo di battaglia. Può evocare scudi e proiettili di ghiaccio, creando coperture istantanee, congelando corsi d’acqua per creare ponti o immobilizzando le membra di un colosso per creare un appiglio. E, cosa più importante, può manipolare l’ambiente con una potente forza telecinetica, sradicando alberi, strappando massi dal terreno e scagliandoli con violenza devastante. Non si tratta di semplici “incantesimi”, ma di vere e proprie interazioni fisiche. L’innovazione più brillante, a mio parere, è la possibilità di “imbuire” le proprie armi (spada e scudo o spadone a due mani) con questi poteri, creando sinergie letali: una spada infusa di ghiaccio può rallentare un colosso, mentre un’ascia avvolta dalle fiamme può incendiare un nemico ricoperto di pece.

Il Mondo come Appiglio: L’Arte della Scalata
L’esplorazione verticale è un altro pilastro di Eternal Strands. Brynn può arrampicarsi praticamente su qualsiasi superficie, non solo su appigli predefiniti. Questo apre a una libertà di movimento che ricorda i migliori esponenti del genere, come Breath of the Wild. La scalata consuma una risorsa, la stamina, costringendo a pianificare i percorsi, ma la sinergia con la magia è, ancora una volta, la chiave. È possibile usare la telecinesi per creare appigli temporanei o il ghiaccio per creare piattaforme su cui riposare, trasformando ogni parete rocciosa in un puzzle verticale. Questa abilità non è solo esplorativa, ma tattica: è fondamentale per affrontare i titani, permettendoci di scalarli per raggiungere i loro punti deboli, in uno stile che, come accennato, omaggia apertamente Shadow of the Colossus ma lo espande con una nuova dimensione strategica.

Forgiare Leggende: Crafting e Risorse dai Titani
La progressione dell’equipaggiamento in Eternal Strands è strettamente legata al combattimento e all’esplorazione. Armi e armature non si trovano semplicemente in forzieri, ma vengono forgiate. Le risorse primarie, suddivise in categorie come Forgiate, Lavorate, Intrecciate e Scolpite, sono le parti dei colossi sconfitti e delle creature minori che popolano l’Enclave. Ogni pezzo di armatura o arma creata non solo avrà statistiche uniche, ma rifletterà anche visivamente e funzionalmente la natura della creatura da cui proviene. Un’armatura forgiata dalle scaglie di un drago potrebbe offrire resistenza al fuoco, mentre una spada creata da un arto di un golem di pietra sarà lenta ma devastante. Questo crea un ciclo di gioco incredibilmente appagante: si caccia un titano non solo per la sfida, ma per ottenere le risorse necessarie a forgiare l’equipaggiamento che ci permetterà di affrontare la prossima, ancora più temibile, creatura. Il sistema è flessibile: gli oggetti possono essere smantellati per recuperare tutti i materiali, incoraggiando la sperimentazione.

Orizzonti Post-Lancio: I Doni di Stargazer e Parasite
Contrariamente alla prassi di molti studi, che svelano roadmap ambiziose per poi ritrattarle, Yellow Brick Games ha adottato un approccio più concreto, rilasciando aggiornamenti gratuiti e sostanziosi che hanno arricchito un’esperienza già solida. Il supporto post-lancio è la testimonianza di una passione che non si è esaurita con la pubblicazione.
Il primo grande aggiornamento, intitolato “Stargazer”, è arrivato il 15 aprile 2025. Frutto di una prestigiosa collaborazione con il Creative Studio III di Square Enix e il visionario concept artist di Final Fantasy, Yusuke Mogi, questo DLC ha introdotto una valanga di novità. Non parliamo di semplici ritocchi: è stata aggiunta un’intera nuova mappa, Starlight Cape, con le sue sfide verticali, un nuovo nemico Elite e missioni che approfondiscono la lore dell’Enclave. L’arsenale di Brynn si è arricchito con nuove ricette per armi e un nuovo set di armatura, il tutto impreziosito dal tocco artistico di Mogi, e persino un nuovo potere magico ha ampliato le possibilità tattiche.
Più di recente, il 27 giugno 2025, è stato rilasciato l’aggiornamento “PARASITE Cosmetics”, un’altra collaborazione di lusso, questa volta con Suda51 e Tadayuki Nomaru di Grasshopper Manufacture, noti per la serie No More Heroes. Questo DLC ha introdotto il set di armatura pesante “Gallant” e le ricette per le armi “Parasite”, che offrono una reskin dal gusto punk e caotico all’arco cinetico, alla spada e scudo di ghiaccio e allo spadone di fuoco. Oltre all’aspetto puramente estetico, l’aggiornamento ha portato con sé una serie di miglioramenti tecnici richiesti dalla community, come l’integrazione di tecnologie di upscaling (Intel XeSS, NVIDIA DLSS 4, AMD FSR 3) e numerosi bug fix e migliorie alla “quality of life”, inclusa una riduzione del consumo di stamina durante la scalata dei colossi.
Il Verdetto del Palombaro
Tirando le somme, Eternal Strands è una di quelle opere che giustificano l’esistenza di servizi come il Game Pass. È un titolo audace, forgiato da menti esperte che hanno scelto la libertà creativa alla sicurezza del mainstream. Il suo sistema di combattimento ibrido, la sua fisica ambientale rivoluzionaria e le sue meccaniche interconnesse creano un’esperienza profonda, complessa e immensamente gratificante. È un gioco che esige intelletto e creatività, non solo riflessi pronti. L’arrivo al day one su Game Pass lo ha reso accessibile a milioni di giocatori, ma il rischio, in un mare così vasto, è quello di passare inosservato. Se cercate un’esperienza che vi sfidi, che vi spinga a pensare fuori dagli schemi e che vi faccia sentire potenti manipolatori degli elementi, smettete di cercare. La perla che stavate aspettando è qui, sul fondo. È ora di riportarla alla luce.



