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Capita, nel nostro settore, di vedere le opere più amate finire nelle mani di fan che, diciamo così, ne travisano completamente il senso. È un dazio che ogni autore, prima o poi, si ritrova a pagare. Ma cosa succede quando quel fan è uno degli uomini più potenti e discussi del pianeta? Succede che uno degli sceneggiatori di Deus Ex, un capolavoro del cyberpunk che ha definito un’intera generazione, si ritrova a dover commentare l’entusiasmo di Elon Musk. E, per usare un eufemismo, non ne è affatto felice.
Personalmente, trovo affascinante quando un’opera critica il potere e la tecnologia sfrenata viene adottata proprio da chi quel potere e quella tecnologia li incarna. È un cortocircuito che la dice lunga sui nostri tempi.

Il paradosso del fan miliardario
Elon Musk non ha mai nascosto la sua passione per Deus Ex, definendolo in più occasioni “uno dei migliori giochi di sempre”. Fin qui, nulla di strano. Molti di noi, me compreso, hanno passato ore indimenticabili nei panni di JC Denton, l’agente potenziato che si muove in un mondo distopico governato da corporazioni onnipotenti e cospirazioni globali. Il problema, come fa notare Austin Grossman, uno degli sceneggiatori del gioco originale, è che Musk sembra non aver colto un dettaglio fondamentale: Deus Ex è una critica feroce a persone come lui.
Grossman, che ha lavorato anche a titoli del calibro di Dishonored, ha sottolineato come la satira sociale e il peso politico siano un filo conduttore di queste opere. “È proprio questo che piace a Elon Musk, in modo inquietante”, ha dichiarato Grossman, definendo questa interpretazione distorta come “l’eredità peggiore e più longeva” del gioco. Devo ammettere che c’è una certa ironia nel vedere un miliardario, che guida aziende all’avanguardia nell’intelligenza artificiale e nelle interfacce neurali, immedesimarsi nell’eroe che combatte contro le élite tecnologiche che decidono il destino dell’umanità.

Un’eredità tossica per Deus Ex
L’apprezzamento di Musk per il gioco, secondo Grossman, non è un semplice attestato di stima, ma una vera e propria appropriazione indebita del suo messaggio. L’universo di Deus Ex è un monito sui pericoli della concentrazione di potere, sulla manipolazione dell’informazione e sulla sorveglianza di massa. Vedere questi temi, nati come critica, diventare parte della “visione del mondo” di un magnate della tecnologia è, per usare le parole dello stesso Grossman, “inquietante”.
Questa situazione evidenzia un problema più ampio: le opere complesse, specialmente quelle di fantascienza critica, rischiano di essere spogliate del loro nucleo satirico per essere ridotte a una semplice estetica “cool”. Si ammira l’impermeabile di JC Denton e i suoi potenziamenti, ignorando completamente il marcio sistema che lo ha creato e che lui, alla fine, si ritrova a combattere. Un po’ come chi, guardando Fight Club, pensa che il fulcro del film sia creare un club di combattimento clandestino.
Chi sei nell’universo di Deus Ex, Elon?
La parte più tagliente dell’analisi di Grossman arriva quando cerca di collocare Musk all’interno dell’universo narrativo del gioco. Per lo sceneggiatore, è “bizzarro” che Musk non riconosca la sua vera posizione. “Musk immagina chiaramente di essere il JC Denton di questo mondo, un uomo qualunque e schietto che si oppone all’élite”, ha spiegato Grossman in una precedente intervista, “Ma come è ovvio per tutti, Musk *è* quello che detiene il potere ed è semplicemente patologicamente incapace di un’onesta introspezione”.
La stoccata finale è quasi impietosa. Grossman arriva a dire che Musk potrebbe assomigliare a un antagonista di Deus Ex, salvo poi correggersi: “il franchise non ha nessun cattivo così piagnucoloso e autoindulgentemente delirante come lui ha dimostrato di essere”. Una critica feroce che non lascia spazio a interpretazioni. Lo sceneggiatore ha anche scherzato, con una punta di umorismo nero, sul fatto che spera che Musk non lo cerchi mai su Google, per paura di essere “assassinato” dai suoi fan più devoti, un riferimento neanche troppo velato all’intensità con cui i sostenitori del miliardario possono prendere di mira i suoi critici online.
Quando l’opera sfugge al suo creatore
Il caso di Elon Musk e Deus Ex è emblematico di come un’opera, una volta rilasciata al pubblico, inizi a vivere di vita propria. Le interpretazioni possono essere molteplici, a volte persino diametralmente opposte all’intento originale degli autori. Fa riflettere, però, quando una narrazione nata per mettere in guardia contro certi pericoli viene adottata come bandiera proprio da chi, secondo la logica dell’opera stessa, dovrebbe essere il cattivo della storia. L’eredità di Deus Ex, a quanto pare, non è solo quella di essere un capolavoro videoludico, ma anche quella di essere uno specchio, a volte impietoso, delle contraddizioni del nostro presente.



