Il nuovo MMORPG indie Dreadmyst ricrea il fascino (e le sfide) dei giochi degli anni ’90
Secondo quanto riportato da PCGamesN, il panorama degli MMORPG si arricchisce di un ritorno alle origini. “Dreadmyst”, uscito inaspettatamente nel 2026, è un progetto sviluppato e pubblicato in totale autonomia da un singolo autore, e sembra catturare l’essenza grezza e impegnativa dei titoli isometrici degli anni ’90. Gratuito su Steam, il gioco sta già raccogliendo un’accoglienza positiva da parte dei primi giocatori.
Un’ispirazione d’altri tempi e un motore proprietario
La premessa di Dreadmyst è semplice e diretta: quattro classi (Paladino, Mago, Arciere e Chierico) da far progredire, un mondo da esplorare e nemici da affrontare. Ciò che colpisce, riporta la testata, è l’estetica volutamente retro che ricorda classici come Ultima, e il fatto che il gioco funzioni su un motore proprietario.
Il gameplay sembra incentrarsi sull’esplorazione e sulla difficoltà, con obiettivi lasciati volutamente vaghi. Due dungeon, descritti come “tosti” al livello massimo, richiedono chiavi consumabili per ogni tentativo, promettendo un ritorno a quel grind basato sul gruppo che richiedeva tempo e coordinamento.
La reazione della community e uno sguardo al futuro
Nonostante sia opera di una sola persona, Dreadmyst vanta già oltre 200 recensioni su Steam, con un giudizio complessivo “per lo più positivo”. Tra i commenti, si segnala un combattimento “a tab-target che sembra ottimo” e una generosità nel loot. Alcuni giocatori non hanno resistito a paragoni ironici, affermando che il gioco “ha già più quest di Ashes of Creation” o un “netcode migliore”.
Il prossimo aggiornamento, previsto a una settimana dal lancio, dovrebbe aggiungere un nuovo dungeon e la prima fase di un sistema di crafting ispirato all’Horadric Cube di Diablo 2, segnalando un impegno costante nello sviluppo.
Un’offerta senza rischi per gli appassionati del genere
Dreadmyst è disponibile gratuitamente su Steam. Per i nostalgici dei vecchi MMO e per chi cerca un’esperienza online con un tocco di sfida autentica e priva di fronzoli, si presenta come un esperimento promettente. L’invito implicito del gioco, conclude l’articolo, è quello di lasciarsi immergere nell’ignoto e riscoprire il piacere (e la frustrazione) di un’avventura condivisa che non ti tiene per mano.



