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Dawn of Defiance: Gli Dei sono Morti, ma il Survival Crafting è più Vivo (e faticoso) che Mai

Tempo di lettura: 2 minuti

Pensavate di averla scampata dopo aver abbattuto l’ennesimo boss in Elden Ring o aver costruito una reggia di legno in Valheim? Poveri illusi. Il 2026 ci trascina di nuovo nel fango, stavolta con una tunica greca e la benedizione di un Charon che, a quanto pare, ha deciso di darci una seconda chance solo per vederci tagliare pietre. Secondo quanto riportato da IGN fin dai tempi del suo debutto, Dawn of Defiance continua la sua marcia nell’Accesso Anticipato, cercando di dimostrare che c’è ancora spazio per la mitologia classica tra un bug e l’altro.

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Mentre io mi chiedo se il visual design dell’Olimpo sia diventato il nuovo standard per nascondere la mancanza di asset originali, il team di Traega Entertainment ha appena sganciato l’April Engine Update (9 aprile 2026). Stando alle note ufficiali, hanno finalmente capito che il frame rate non dovrebbe ballare il sirtaki ogni volta che appare un nemico a schermo. Oltre alle performance, hanno aggiunto pure i Ciclopi, perché apparentemente non avevamo abbastanza problemi a gestire la profondità di campo.


Dawn of Defiance

Screenshot #6

Sviluppatore: Traega Entertainment
Editore: Fireshine Games
Genere: Open World Survival Craft / Mitologia Greca

In questo titolo vestite i panni del Defier, un soldato che invece di godersi l’eterno riposo nell’Ade, viene spedito nelle Isole Perdute per sfidare gli dei. Il loop è il solito, rassicurante e terribilmente mangia-tempo: raccogli risorse, costruisci templi che farebbero invidia a Fidia e ammazza mostri mitologici in co-op fino a 4 giocatori. Dopo l’aggiornamento “Desert Reign” di fine 2025, che ha introdotto la creazione del personaggio (sì, ci hanno messo un anno per farci scegliere la faccia), il gioco sembra aver trovato una quadra più solida.

Il combattimento cerca di essere tecnico, con parate e schivate, ma soffre ancora di quella rigidità tipica delle produzioni che vogliono fare troppo con troppo poco. La progressione vi porta a sbloccare poteri divini, trasformandovi lentamente da nullità a semi-dio, il tutto mentre cercate di capire perché Nyx vi stia guidando in questo pasticcio.

  • Build Your Olympus: Potete costruire strutture greche imponenti, a patto di avere la pazienza di un maratoneta per il farming.
  • Spostamento Verticale: Gliding e arrampicate rendono l’esplorazione meno piatta della solita pianura procedurale.
  • Update di Aprile 2026: Nuove armature, armi e quel simpatico Ciclope che non vede l’ora di schiacciarvi come un’oliva greca.

Perché lo amo: Perché nonostante il mio cronico disprezzo per il marketing che urla “EPIK”, l’idea di costruire un tempio dorico mentre un Gorgone cerca di pietrificarmi ha un fascino perverso. È janky, è ancora sporco di Early Access, ma ha quel vibe da “progetto ambizioso di chi ha giocato troppo a God of War” che non riesco a odiare del tutto.


Se volete sfidare il pantheon, sappiate che il gioco è attualmente in forte sconto su Steam (35% off) per celebrare l’ultimo aggiornamento. È disponibile anche su Epic Games Store, ma se cercate una versione senza DRM su GOG, mettetevi l’anima in pace: è ancora confinato nella lista dei desideri degli inferi.

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