L’annuncio di Remedy: “Control: Resonant non conterrà contenuti generati dall’IA”
Nell’ambito di un recente briefing finanziario, la casa di sviluppo finlandese Remedy Entertainment ha fornito aggiornamenti sull’attesissimo “Control: Resonant”, confermando tra le altre cose l’assenza di intelligenza artificiale generativa nel progetto. Lo riporta PCGamesN.
Il titolo, che rappresenta di fatto il seguito di “Control”, è atteso per il 2026 e porterà i giocatori oltre i confini della “Casa Più Antica” verso una Manhattan contaminata dal soprannaturale, con una struttura di mondo più aperta e un focus sul personaggio di Dylan Faden.
La posizione chiara sull’IA generativa
Durante la presentazione dei risultati finanziari, l’amministratore delegato ad interim Markus Mäki e il CFO Santtu Kallionpää hanno affrontato esplicitamente il tema, molto dibattuto nell’industria videoludica attuale. Mäki ha dichiarato senza mezzi termini: “Posso dire che, ad esempio, Control Resonant non utilizza affatto contenuti generati dall’IA”.

“Credo fermamente nel valore per il giocatore”, ha spiegato l’ad interim, sottolineando la fiducia nel team creativo interno come fonte primaria di tale valore. Pur ammettendo un interesse variabile all’interno dello studio verso l’esplorazione di questi strumenti, ha precisato che qualsiasi potenziale adozione futura dovrà superare un duplice vaglio: essere “eticamente nella giusta posizione” e offrire un reale valore aggiunto all’esperienza di gioco, oltre a essere desiderata dai team di sviluppo. Le sue dichiarazioni complete sono disponibili a partire dal minuto 36:20 della presentazione.
Lo sguardo al futuro e la cautela verso tecnologie emergenti
Interrogato su tecnologie come il “Project Genie” di Google, pensato per generare mondi interattivi in tempo reale, Mäki ha riconosciuto la velocità impressionante del progresso tecnologico, ma si è mostrato cauto riguardo alla maturità immediata di tali soluzioni per prodotti commerciali di intrattenimento. Pur affermando che Remedy segue con attenzione l’evoluzione del settore e ipotizzando un futuro in cui il rendering tradizionale potrebbe essere sostituito da altre metodologie, ha concluso che, per ora, simili innovazioni “non cambiano così tante cose… ancora”.
Il nuovo CEO e la roadmap per il 2026
L’incontro ha offerto anche l’occasione per commentare l’ingresso del nuovo amministratore delegato di Remedy, Jean-Charles Gaudechon, ufficializzato dopo un comunicato agli investitori. Gaudechon, che vanta un passato in aziende come EA e CCP Games, arriva con l’obiettivo dichiarato di “proteggere ciò che rende [Remedy] speciale, fornire giochi eccezionali e scalare l’azienda in modo da costruire un valore duraturo”, in un momento di riassestamento dopo il lancio problematico dello sparatutto cooperativo “FBC Firebreak”.
Mäki ha garantito che la nomina non dovrebbe portare a un cambiamento radicale di direzione, poiché la nuova guida è stata scelta anche per la sua capacità di “nutrire e prendersi cura della nostra cultura” e per l’amore verso il tipo di giochi che Remedy produce.
Riguardo alla finestra di lancio di “Control: Resonant”, Mäki ha ribadito la data del 2026, aggiungendo con una certa ironia che lo studio è “consapevole di ciò che altro uscirà nel 2026” – un probabile riferimento all’attesissimo “GTA 6” previsto a novembre – lasciando intendere che i giocatori possano farsi un’idea ragionevole del periodo scelto. L’impegno, ha concluso, è quello di pubblicare il gioco “nel 2026, con un’altissima qualità – una qualità spettacolare”.



