Cambio strategico di ESO: il nuovo focus sugli aggiornamenti stagionali è nato prima dei licenziamenti Microsoft e darà più contenuti

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Il nuovo modello di The Elder Scrolls Online: stagioni più frequenti, ma non a causa dei licenziamenti

Secondo un approfondito report pubblicato da Rock Paper Shotgun, il recente annuncio di Zenimax Online Studios di passare a un modello di aggiornamenti più piccoli e frequenti per The Elder Scrolls Online non è una conseguenza diretta dei pesanti tagli operati da Microsoft l’anno scorso. A sostenerlo è la produzione stessa del gioco, che spiega come la transizione fosse già stata pianificata ben prima delle ristrutturazioni.

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Lo sforzo doppio e il progetto cancellato

Susan Kath, producer esecutivo del gioco, ha descritto il 2023 come un anno difficile per lo studio, sottolineando come il peso dei licenziamenti abbia colpito tutti. Tuttavia, la decisione di abbandonare le grandi espansioni annuali, dette “Capitoli”, a favore di “Stagioni” trimestrali non sarebbe una risposta a quei tagli. “Il lavoro sulle Stagioni è iniziato almeno da 12 a 14 mesi fa”, ha affermato Kath. “Abbiamo iniziato a modificare il team in questa direzione, sapendo che questa era la nostra intenzione.”

In realtà, Kath spiega che lo studio stava sviluppando due progetti in parallelo, riferendosi al titolo inedito noto come Blackbird. Questo gioco, la prima nuova IP dello studio in 12 anni, è stato cancellato come parte dei tagli di Microsoft, un destino condiviso da altri titoli come il reboot di Perfect Dark e Everwild di Rare. Con la chiusura di Blackbird, le risorse precedentemente divise sono state concentrate interamente su The Elder Scrolls Online. “In alcune capacità, abbiamo addirittura aumentato il numero di persone disponibili”, ha commentato Kath.

Rinnovare le fondamenta per un gioco trentennale

Il cambio di strategia non è dettato da una mancanza di capacità, ma da una precisa scelta di design. Nick Giacomini, membro del team, ha spiegato che il vecchio modello, incentrato sui Capitoli, assorbiva quasi tutte le energie dello studio per 12-18 mesi, lasciando poco spazio per sistemare il contenuto più datato. Il nuovo approccio permette invece di dedicare tempo a rinnovare le fondamenta del gioco, un passo ritenuto vitale per la sua longevità.

“Vogliamo che questo sia un gioco di 30 anni”, ha dichiarato Giacomini. “Non è solo un [desiderio] vuoto. Questa è la nostra casa, è la casa dei nostri giocatori, e vogliamo che rimanga tale il più a lungo possibile.”
L’esempio portato è il rifacimento delle classi dei personaggi, iniziato con il Cavaliere del Drago nella “Stagione Zero”. Secondo i dettagli dell’aggiornamento, la maggior parte delle abilità della classe sarà modificata per definire meglio il suo ruolo.

Il peso umano e la percezione pubblica

Nonostante la separazione dichiarata tra licenziamenti e cambio di modello, il team non nega l’impatto emotivo dei tagli. “Dire che non ci hanno influenzato non sarebbe giusto”, ha ammesso Giacomini. “Siamo umani. Ci hanno assolutamente influenzato. Ma la squadra si è riunita. Siamo entusiasti del futuro.”

L’articolo originale osserva come molti giochi live service di lungo corso raggiungano un punto in cui è necessario consolidare e aggiornare i sistemi base, citando esempi come l’Operation Health di Rainbow Six Siege o il Summer Sweep-Up di Runescape. La differenza, sottolinea il giornalista, è che quei team hanno compiuto quella transizione senza riduzioni del personale.

La sfida per Zenimax Online Studios sarà quella di far passare questa necessaria fase di riorganizzazione e manutenzione senza che venga percepita semplicemente come un ridimensionamento delle ambizioni, in un contesto ancora segnato dalle decisioni di Microsoft.

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