Battlefield 6's quartet of studios hit with layoffs by EA, despite it being one of 2025's top-selling games

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Battlefield 6, vendite record e poi licenziamenti: ecco cosa succede agli studi EA

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EA Riorganizza Battlefield Studios: Licenziamenti in Vista Nonostante il Successo Commerciale di Battlefield 6

Nonostante il notevole successo commerciale del suo ultimo capitolo, Electronic Arts starebbe procedendo a una “riorganizzazione” all’interno di Battlefield Studios, un’iniziativa che sembra destinata a comportare licenziamenti. Secondo quanto riportato da PCGamesN, questa mossa giunge inaspettatamente, soprattutto considerando che il titolo in questione ha rappresentato il gioco più venduto negli Stati Uniti nel 2025.

La Creazione di Battlefield Studios e le Aspettative Iniziali

Per competere efficacemente con la serie “Call of Duty”, EA aveva aggregato diversi dei suoi studi di sviluppo sotto l’ombrello di Battlefield Studios. In questa super-coalizione rientravano DICE, Ripple Effect, Motive Studios (già noto per il remake di “Dead Space” e “Star Wars Battlefront 2”) e Criterion Games (famoso per “Burnout” e “Need For Speed Most Wanted”). L’obiettivo era quello di sfruttare le competenze distintive di ciascun team per creare un’esperienza di gioco completa e innovativa per “Battlefield 6”.

Inizialmente, la strategia sembrava dare i suoi frutti. “Battlefield 6” ha riscosso un notevole successo al lancio, raggiungendo un picco di 747.000 giocatori contemporanei su Steam e diventando il bestseller del 2025 negli Stati Uniti, vendendo sette milioni di copie in soli tre giorni. L’iniziativa “Battlefield Labs” è stata elogiata per la sua capacità di raccogliere e implementare rapidamente il feedback dei giocatori, consolidando l’idea di un ritorno in grande stile per la serie.

Le Difficoltà del Post-Lancio

Tuttavia, nonostante le premesse positive e le vendite record, “Battlefield 6” ha iniziato a incontrare diverse critiche nel periodo post-lancio. I giocatori hanno lamentato problemi relativi alle dimensioni delle mappe, alla progressione e si sono sollevati dubbi sull’eventuale utilizzo di risorse generate tramite intelligenza artificiale. Anche il lancio di “Battlefield Redsec”, uno spin-off free-to-play concepito per competere con “Call of Duty Warzone”, non è riuscito a rivitalizzare l’interesse dei giocatori. La stessa Stagione 2, sebbene rilasciata con ritardo, non ha soddisfatto le aspettative della community per quanto riguarda i contenuti offerti.

La Sorpresa dei Licenziamenti

Le solide vendite di “Battlefield 6”, che lo hanno reso il gioco più venduto dell’anno negli USA con un prezzo di circa 70 dollari, facevano presagire una situazione finanziaria stabile per gli studi coinvolti. La notizia di licenziamenti a meno di sei mesi dal lancio, pertanto, risulta particolarmente sorprendente.

IGN è stata la prima testata a riportare che EA sta informando i dipendenti di un “riallineamento” all’interno di Battlefield Studios che comporterà tagli del personale. Al momento, non sono state fornite indicazioni precise sull’entità di questi licenziamenti.

Rebekah Valentine di IGN ha dichiarato che, sebbene tutti e quattro gli studi coinvolti manterranno la loro operatività, i licenziamenti sembrano interessare diverse squadre e uffici. Interpellata da PCGamesN, EA ha rilasciato una dichiarazione ufficiale: “Abbiamo apportato alcune modifiche all’interno della nostra organizzazione di Battlefield per allineare meglio i nostri team su ciò che è più importante per la nostra community. Battlefield rimane una delle nostre maggiori priorità e continuiamo a investire nel franchise, guidati dal feedback dei giocatori e dalle intuizioni di Battlefield Labs.”

Nonostante “Battlefield 6” sia stato uno dei maggiori successi commerciali dell’anno, la notizia di licenziamenti è inattesa. Se i tagli dovessero rivelarsi significativi, ciò potrebbe indicare obiettivi di ricavi post-lancio estremamente ambiziosi per il gioco, un calo sostanziale nelle spese dei giocatori durante le prime due stagioni, o una combinazione di entrambi i fattori. Sebbene il picco di giocatori su Steam si sia ora stabilizzato tra i 50.000 e i 70.000 – un dato inferiore ai numeri iniziali, ma comunque considerevole –, la mossa di EA solleva interrogativi sul futuro della serie e sulla gestione dei suoi studi.

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