I diritti di Ultima tornano a Richard Garriott nel 2027, e stavolta c’è anche la risposta di Electronic Arts. Garriott dice di avere comunicato all’azienda ad aprile di quest’anno che si sarebbe ripreso i copyright della serie, e che EA ha risposto per iscritto riconoscendo la legge e dicendo che si sarebbe regolata di conseguenza. Lo ha raccontato in un’intervista a Jesse Petrilla, ripresa da Shacknews l’8 ottobre.
Questo contenuto è fornito da YouTube. Per vederlo serve il tuo consenso.
www.youtube.comCosa ha detto Garriott
Il ragionamento, nella sua ricostruzione, è semplice. Ha venduto Origin Systems a Electronic Arts nel 1992. Esiste una legge statunitense sul diritto d’autore per cui chi ha ceduto un copyright può riprenderselo dopo trentacinque anni, senza pagare niente, avvisando con un anno di anticipo. Ad aprile ha avvisato, e nel 2027 i diritti tornano suoi. Quanto a cosa farne, dice di avere quasi un anno per deciderlo: al minimo ripubblicare i primi Ultima, al massimo farne dei seguiti. La frase che ripete è che torna ad avere il controllo sul futuro della linea di prodotti con cui è nato.
A TechSpot, che ha ripreso la stessa intervista il 9 ottobre, risulta anche un’altra ipotesi: che Garriott stia valutando di tornare a lavorare con EA invece che contro, per gestire insieme il futuro del marchio.
Cosa dice davvero la legge
Quella norma esiste davvero: è il paragrafo 203 del titolo 17 del codice statunitense. Il testo pubblicato dall’Ufficio del copyright dice tre cose che vale la pena mettere accanto al racconto di Garriott. La prima: la cessione si può sciogliere in una finestra di cinque anni che si apre trentacinque anni dopo la firma, o, se la cessione riguardava il diritto di pubblicazione, trentacinque anni dopo l’uscita dell’opera. La seconda: il preavviso va dato non meno di due e non più di dieci anni prima della data scelta, e una copia va depositata all’Ufficio del copyright. La terza: restano fuori le opere create su commissione, perché in quel caso l’autore legale è l’azienda.
Il preavviso di un anno che Garriott descrive non coincide con la finestra dei due anni della norma. Le spiegazioni possibili sono due, e nessuna delle due è pubblica. O le date che racconta sono approssimate, oppure EA ha deciso di restituire i diritti senza passare dalla procedura formale: è quello che sembra dire la risposta che Garriott cita.
Che cosa torna indietro, e che cosa no
Il copyright e il marchio sono due cose diverse, e su Ultima camminano separate. A giugno EA ha rinnovato il marchio della serie all’ufficio brevetti statunitense, e ne avevamo scritto il 18: un marchio registrato protegge il nome e il logo, il copyright protegge codice, testi e personaggi. Chi ha il primo può impedire che qualcuno pubblichi un gioco chiamato Ultima; chi ha il secondo possiede il contenuto di quei giochi. Del piano di Garriott per riprenderseli avevamo scritto il 23 giugno, quando però EA non aveva risposto niente.
Resta aperta la questione delle opere su commissione, che la legge esclude. I primi Ultima li ha scritti Garriott da solo, e lì la strada è lineare. Sui capitoli successivi, fatti da squadre dentro Origin Systems, il titolare del copyright è in genere l’azienda, e l’azienda era di EA dal 1992.
Di cosa stiamo parlando, per chi non c’era
Ultima è una delle serie che hanno fondato il gioco di ruolo per computer. Il primo capitolo è del 1981 e l’ultimo della serie principale è Ultima IX: Ascension, del 1999. In mezzo ci sono Ultima Online, che nel 1997 è stato uno dei primi giochi di ruolo online di massa, e la costola Ultima Underworld. Dopo il 1999 il marchio si è mosso poco: l’ultimo tentativo di rilancio, Ultima Forever, ha chiuso i server nell’agosto del 2014.
Garriott nel frattempo ha fondato altri studi, è finito in causa con NCSoft per uno di questi ed è andato nello spazio da turista. Il precedente più vicino nel settore è un’altra serie che EA tiene ferma e che qualcun altro vorrebbe riaprire: ne abbiamo scritto ad agosto a proposito di Dragon Age.
Cosa non si sa
Il nodo più concreto è Ultima Online, che non è un gioco d’archivio ma un servizio acceso. Ha compiuto ventinove anni il 24 settembre, lo manda avanti Broadsword sotto copyright Electronic Arts, e il sito ufficiale annuncia per il 15 ottobre il lancio completo di New Legacy, la versione rifatta da zero, con l’azzeramento definitivo dei server il 13. Mentre si parla di diritti che cambiano mano nel 2027, cioè, EA sta ancora pubblicando cose nuove su quella serie.
Non si sa quali capitoli esattamente rientrino nell’operazione, né se Ultima Online sia compreso. Electronic Arts non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche: l’unica risposta nota è quella che Garriott racconta a voce. E non esiste nessun progetto annunciato, nessuna data e nessuno studio: per ora c’è una procedura legale che si chiude nel 2027 e un autore che dice di avere un anno per pensarci.


