Del gioco che nascerà dall’accordo Frontier Disney si sa quasi niente: nessun titolo, nessuna data, nessuna piattaforma, e nemmeno quale personaggio del catalogo Disney ci finirà dentro. Il comunicato del 3 settembre 2026 di Frontier Developments, lo studio di Cambridge che sviluppa Planet Coaster e Jurassic World Evolution, contiene una riga sola che conta davvero, ed è quella sui soldi.
Il gioco se lo paga Frontier, per intero.
Un gioco su licenza in cui la licenza non porta il portafoglio
Nei giochi su licenza lo schema abituale prevede che il titolare del marchio metta il marchio e un editore metta il capitale, prendendosi in cambio il controllo sulle scadenze e una fetta dei ricavi. Qui non funziona così: Frontier sviluppa, Frontier pubblica e Frontier finanzia, come riporta Gematsu citando il comunicato. Disney mette i personaggi e incassa le royalty, senza esporre un centesimo sul rischio di sviluppo.
L’annuncio è passato anche dal canale RNS, il servizio di comunicazioni regolamentate della Borsa di Londra, perché Frontier è quotata sull’AIM, il listino londinese delle piccole e medie imprese. Un impegno di spesa pluriennale su un marchio di terzi è un’informazione che gli azionisti hanno diritto di ricevere prima del mercato. Il broker indicato nel deposito è Peel Hunt.
Frontier arriva da un anno in cui i conti tornano
La riga sull’autofinanziamento si legge meglio guardando il bilancio. Nell’esercizio chiuso il 31 maggio 2026 Frontier ha registrato ricavi per 104,8 milioni di sterline, in crescita del 16 per cento, e un utile operativo rettificato di 19 milioni, in crescita del 44 per cento. La spinta è arrivata da Jurassic World Evolution 3, che ha venduto più del predecessore nello stesso periodo dal lancio.
Nel trading update di maggio lo studio dichiarava 44,9 milioni di sterline di cassa a fine aprile, dopo aver speso 15,4 milioni per riacquistare azioni proprie. Un’azienda che ricompra le proprie azioni sta dicendo agli investitori che non ha impieghi migliori per quei soldi. Firmare Disney e pagarsela da sola è un modo per rispondere alla stessa domanda in senso opposto.
I conti definitivi dell’esercizio, certificati dai revisori, escono il 9 settembre 2026, sei giorni dopo l’annuncio Disney. Chi segue il titolo si aspetta che l’accordo torni nella presentazione agli analisti di quella mattina, ed è lì che potrebbero uscire i dettagli che il comunicato non dà.
Quasi sicuramente un parco a tema, e quasi sicuramente non lo dicono
Frontier chiama il proprio genere creative management simulation, cioè i gestionali in cui il giocatore costruisce e amministra un luogo invece di combattere: montagne russe in Planet Coaster, recinti in Planet Zoo, isole con i dinosauri in Jurassic World Evolution. Il comunicato inserisce esplicitamente il progetto Disney dentro quel genere e ricorda che c’è già un altro Planet non annunciato in lavorazione.
Sommando le due cose, un gestionale di parchi Disney è l’ipotesi più noiosa e anche la più probabile. Frontier lo ha già fatto: nel 2011 aveva sviluppato Kinect Disneyland Adventures per Microsoft, ambientato dentro il parco di Anaheim. Il condizionale resta obbligatorio finché non lo dice l’azienda, perché il catalogo Disney comprende anche Marvel, Star Wars e Pixar, e nessuna delle tre è stata esclusa.
Il calendario dello studio è già pieno
Planet Zoo 2 esce il 13 ottobre 2026 su PC, PS5 e Xbox Series X|S, e l’espansione maggiore di Jurassic World Evolution 3 è annunciata ma non datata. Aggiungere un progetto Disney a squadre già impegnate significa o assumere o allungare i tempi.
Lo studio è stato fondato da David Braben nel 1994, autore di Elite, e ha ancora Braben come presidente mentre l’amministratrice delegata è Jo Cooke, tornata in azienda nell’agosto 2025 come direttrice marketing dopo aver seguito i primi anni di autopubblicazione. Nel bilancio 2025 Frontier contava 696 dipendenti e 90,6 milioni di sterline di ricavi. Il salto a 104,8 milioni è arrivato l’anno dopo senza una crescita comparabile dell’organico.
Resta un dettaglio che nessuno ha ancora chiarito: quanto dura la licenza. In un gestionale vivo per anni, con espansioni e contenuti aggiuntivi, la scadenza del contratto sui personaggi decide quanto a lungo il gioco potrà essere venduto. È la stessa questione che ha fatto sparire dagli store decine di titoli su licenza sportiva e cinematografica, ed è la domanda da fare alla presentazione del 9 settembre.


