L’account Pokémon su X, quello ufficiale, ha annunciato il 27 agosto 2026 che il trentennale del marchio si sarebbe festeggiato in un modo tutto nuovo: con $POKEMON, la criptovaluta “ufficiale” della serie. Il messaggio conteneva l’indirizzo del contratto e un collegamento al sito celebrativo dei trent’anni. Mancava un dettaglio, cioè che non fosse Pokémon a scriverlo.
Il tempismo era da manuale, e non nel senso buono: mancavano poche ore all’apertura dei Campionati Mondiali di San Francisco, in programma dal 28 al 30 agosto tra Pokémon Champions, gioco di carte, Pokémon Go e Unite. Il momento dell’anno in cui l’attenzione sul marchio è al massimo.
Trenta minuti
Il primo segnale che qualcosa non tornava lo ha notato Kotaku: il messaggio non compariva su nessun altro canale social dell’azienda, il che per un annuncio celebrativo da trentennale non ha alcun senso. Poche ore dopo è arrivata la conferma.
The Pokémon Company ha dichiarato che il proprio profilo su X è rimasto compromesso per una trentina di minuti, che vi si è acceduto senza autorizzazione per pubblicare messaggi che pubblicizzavano una criptovaluta, e che quei contenuti non sono stati né creati né approvati dall’azienda, come riporta Nintendo Life. Il messaggio è rimasto online oltre venti minuti prima di essere cancellato, secondo la ricostruzione di Bulbagarden, che ha seguito la vicenda in tempo reale.
C’è una coda che merita attenzione. Sempre Bulbagarden segnala che anche il comunicato pubblicato sull’account per spiegare l’accaduto è stato poi rimosso senza spiegazioni, il che ha fatto temere che gli aggressori avessero ancora accesso. E aggiunge un dettaglio che sa di indizio: nelle stesse ore la redazione ha ricevuto più tentativi di phishing rivolti al proprio account X. Non è una prova su come sia avvenuta l’intrusione, ma è il tipo di coincidenza che vale la pena annotare. Nintendo Everything conferma che nel giro di poco l’azienda aveva ripreso il controllo.
Il secondo in quattro giorni
Se questa storia vi suona familiare è perché lo è. Il 24 agosto era toccato all’account di Kylie Jenner, quasi quaranta milioni di persone al seguito, usato per spingere una moneta su Solana fino a poco più di un milione di dollari di capitalizzazione prima del crollo del novanta per cento, come ricostruisce TechTimes. Prima ancora c’erano stati il caso $MBAPPE nel 2024, il token spinto dall’account di Drake, e quello dell’attore Dean Norris nel gennaio 2025.
Il metodo è sempre lo stesso: si prende un profilo enorme che non ha mai parlato di criptovalute, gli si fa annunciare una moneta, si aspetta che qualche migliaio di persone compri sulla fiducia del marchio, si esce. Chi resta col token in mano ha perso i soldi prima ancora che l’azienda vera si accorga di essere stata derubata del proprio nome.
La parte che riguarda X è la più scomoda. Ad aprile 2026, riporta sempre TechTimes citando CoinDesk, l’allora responsabile di prodotto Nikita Bier aveva annunciato un blocco automatico costruito esattamente per questi casi: gli account sopra i diecimila seguaci che di colpo pubblicizzano una criptovaluta senza avere alcuno storico in materia avrebbero dovuto passare una verifica obbligatoria di proprietà prima che il messaggio andasse online. Bier ha lasciato l’azienda il 5 agosto. Che quel meccanismo sia mai stato attivato non risulta confermato, e nei due casi di questa settimana i messaggi sono usciti.
Come si riconosce, mentre succede
Vale la pena scriverlo esplicitamente, perché la prossima volta capiterà a un altro marchio e magari a qualcuno che legge queste righe. Un annuncio finanziario che compare su un solo canale social e su nessun altro è quasi sempre falso: nessuna azienda con un ufficio comunicazione lancia una moneta su X e si dimentica di Instagram, YouTube e del proprio sito. Un indirizzo di contratto incollato dentro un messaggio celebrativo è un’anomalia, non una comodità. E la fretta è il vero strumento: questi attacchi durano mezz’ora perché contano su chi compra prima di verificare.
Per Pokémon, sul piano pratico, il danno sembra contenuto: nessun dato dei giocatori risulta coinvolto, si è trattato di un profilo social e non di un servizio. Resta però che il marchio per bambini più famoso del mondo ha passato mezz’ora a vendere una criptovaluta al proprio pubblico, alla vigilia dell’evento dell’anno. E che il mese di Pokémon, tra questo, l’annuncio che le battaglie cambieranno e la chiusura del Bank, è stato più movimentato di quanto The Pokémon Company avesse in programma.


