Presentando Black Pony Immersive, il nuovo studio fondato con gli ex colleghi di Arkane Austin, Harvey Smith è tornato per la prima volta pubblicamente sul disastro di Redfall. Ha ammesso di essersi fatto travolgere dalla moda del live-service (gioco tenuto in vita da aggiornamenti e acquisti continui invece che venduto una volta sola). Le dichiarazioni arrivano da un’intervista a The Game Business pubblicata il 19 agosto 2026, la stessa da cui il sito aveva già ricavato l’articolo sulla nascita dello studio. Qui il centro è la parte sul fallimento di Redfall, ripresa il 22 agosto da Kotaku.
“Quello è stato un progetto difficile”
“Quello è stato un progetto difficile”, ha detto Smith parlando di Redfall, lo sparatutto cooperativo a base di vampiri uscito nel 2023 con un’accoglienza disastrosa. “Arkane è molto specializzata, ma il settore si allarga, e c’è sempre più gente da sfamare. Ed è bello quando riesci a raggiungere un pubblico più ampio. Ci siamo fatti prendere dalla storia del live-service, e ho avuto la sfrontatezza di dare per scontato che per noi avrebbe sempre funzionato.”
Insieme a Ben Horne, produttore esecutivo del nuovo studio, Smith ha raccontato che a spingere Arkane Austin verso il live-service era stata la casa madre ZeniMax, che indirizzava in quella direzione buona parte dei progetti dello studio. Un dettaglio che i due non avevano mai raccontato con questa chiarezza prima d’ora.
Il finale che Microsoft ha lasciato scrivere
Smith ha aggiunto un particolare che ridimensiona, almeno in parte, l’immagine di Microsoft nella vicenda: quando lo studio fu chiuso nel maggio 2024, l’azienda permise ad alcuni dipendenti già licenziati di tornare a completare la patch di addio al gioco. Senza quella scelta, ha detto Smith, le cose sarebbero potute andare persino peggio per i giocatori rimasti.
È un dettaglio che pesa, per chi ha seguito la vicenda: nei mesi successivi alla chiusura, Redfall aveva perso comunque gran parte dei contenuti promessi. L’aggiornamento con la modalità offline, annunciato prima della chiusura dello studio, non è mai arrivato, e lo stesso vale per l’hero pass rimasto fermo per oltre un anno prima di essere dato ufficialmente per morto.
Cosa cambia per Black Pony Immersive
Il nuovo studio, 26 persone attive da circa un anno prima dell’annuncio pubblico, ha detto esplicitamente di voler tornare al genere che ha reso famosi i suoi fondatori. Punta sull’immersive sim (giochi in prima persona guidati da sistemi che reagiscono alle scelte del giocatore più che da un copione fisso), lasciando fuori sia il live-service sia il multiplayer. Alla domanda se il genere sia ormai morto, Smith ha risposto elencando titoli di cui, a distanza di dieci o vent’anni, si parla ancora. La risposta implicita è che l’ultimo tentativo di seguire una moda diversa, cioè proprio Redfall, non ha lasciato lo stesso segno.


