Black Myth: Zhong Kui si mostra in 15 minuti di pura azione
A un anno esatto dall’annuncio che ha scosso la Gamescom 2025, Game Science torna a farsi sentire mostrando i muscoli con un lungo video gameplay dedicato a Black Myth: Zhong Kui, come riportato da Rock Paper Shotgun. Il nuovo capitolo della serie antologica dedicata alla mitologia cinese sembra voler seguire le orme del suo fortunato predecessore, mantenendo intatta quella formula action-RPG (gioco di ruolo d’azione) fatta di schivate millimetriche e fendenti spettacolari, pur cambiando totalmente il protagonista. Quando lo annunciò nell’agosto 2025, secondo TechNode, lo stesso Game Science aveva chiarito che non si tratta di un sequel diretto, ma di una storia indipendente nello stesso universo.
Il filmato ci trascina in una serie di scontri brutali contro abominazioni silvane che trasudano lo stile tipico delle produzioni FromSoftware. Non c’è solo il combattimento, però: vediamo il nuovo eroe costruire una zattera insieme a un anziano e immergersi nelle profondità di un lago per recuperare una donna adagiata sul fondale. La battaglia contro un boss viene risolta grazie all’intervento di un alleato (o forse una forma potenziata evocabile al momento del bisogno), prima che la stessa donna misteriosa si scagli sul nemico abbattuto. Tra una sessione di pesca e un momento dedicato al trucco del viso, il trailer mostra un mondo ricco di attività secondarie oltre ai combattimenti. Come segnalato da DSOGaming, tutte le sequenze arrivano da una build ancora in lavorazione, renderizzata in 21:9. Black Myth: Zhong Kui non ha ancora nemmeno una pagina su Steam o Epic Games Store.
Ad accompagnare le immagini, il team di sviluppo ha rilasciato un componimento che evoca atmosfere cupe e malinconiche:
“Con il sangue sotto la mia lama, dipingo di nuovo il rosso sul mio volto,
Un vecchio amico mi fa visita, in un sogno che prende forma.
Vecchi volti, gesti passati, sono svaniti dalla mia vista,
Eppure, ricordo ognuno di loro, di giorno e per tutta la notte.
Coloro legati dall’amore invecchiano; la strada della rettitudine è lunga;
Le note odierne di grazia o rancore non definiscono il canto finale.
Chi dice che l’Oltretomba è lontano?
Tanto meglio – camminerò lungo quel sentiero ancora una volta.”
La figura di Zhong Kui non è una scelta casuale. Secondo la leggenda taoista, si trattava di uno studente brillantissimo della dinastia Tang che, dopo aver superato gli esami imperiali, venne ripudiato dall’imperatore a causa del suo aspetto considerato ripugnante. Per la rabbia, il giovane si tolse la vita scagliando la testa contro le colonne del palazzo. In seguito, fu nominato giudice scaccia-demoni e maresciallo del Re dell’Inferno con il compito di pacificare gli spettri, il che spiega perfettamente i riferimenti all’Oltretomba e la natura dei nemici mostrati.
Al momento non ci sono dettagli certi sulla data di uscita o sulle piattaforme di riferimento, come conferma anche il sito ufficiale del gioco, anche se l’approdo su PC appare scontato visto il percorso fatto da Wukong.
L’analisi della redazione
Game Science non sembra intenzionata a dormire sugli allori e questo passaggio da uno “scimmiotto” a un giudice infernale ci stuzzica non poco. La scelta di puntare su una figura meno inflazionata di Sun Wukong, ma altrettanto affascinante, dimostra la volontà di costruire un vero e proprio universo mitologico coerente. Ci sembra che la direzione artistica sia ancora una volta il punto di forza della produzione: quel misto di grottesco e solenne che avevamo già amato nel primo capitolo pare qui elevato all’ennesima potenza. Non ci convince ancora del tutto la gestione delle fasi esplorative, che nel video sembrano un po’ frammentate, ma scommettiamo che la fluidità del sistema di combattimento saprà farsi perdonare qualche incertezza strutturale. Se queste sono le premesse, il viaggio nell’Oltretomba cinese promette di essere ancora più brutale del precedente.


