Venerdì 14 agosto, al D23 di Anaheim, la convention che Disney dedica ai propri fan, qualcuno ha chiesto a Matt Groening se ci sarà un altro The Simpsons: Hit & Run. Il creatore della serie ha risposto che secondo lui il gioco originale sta tornando in qualche forma. Accanto a lui l’attuale showrunner Matt Selman ha aggiunto due parole: «o no». La scena è stata filmata dalla rivista Empire ed è arrivata da lì a tutti gli altri, Kotaku compreso.
La correzione di Selman ha un peso particolare, perché nel 2003 lui quel gioco lo ha scritto: è accreditato tra gli autori insieme a Tim Long e Matt Warburton. A marzo, intervistato da People per l’ottocentesimo episodio della serie, aveva detto di non aver mai immaginato che quel gioco diventasse un culto, e sul ritorno si era fermato a un «mai dire mai».
Il gioco che nessuno riesce a rifare
The Simpsons: Hit & Run uscì nel settembre del 2003 su GameCube, PlayStation 2 e Xbox, con la versione Windows due mesi dopo. Lo sviluppava Radical Entertainment a Vancouver, lo pubblicava Vivendi Universal Games, ed era dichiaratamente costruito sul modello di Grand Theft Auto III: Springfield in tre atti, missioni a bordo di macchine sbloccabili, dialoghi scritti dagli autori dello show e recitati dal cast vero. È la ragione per cui, ventitré anni dopo, resta il metro con cui si giudicano i giochi su licenza.
Il seguito non è mai arrivato per una decisione commerciale che nel settore si racconta come una barzelletta: secondo il produttore John Melchior, riportato da PCGamesN, i titolari dei diritti offrirono a Vivendi altri cinque giochi a un prezzo fisso e Vivendi disse di no. Da lì in poi il problema è diventato di proprietà: Radical è finita dentro Vivendi nel 2005 e poi dentro Activision nel 2008, e da lì sotto Microsoft, mentre la licenza dei Simpson è passata a Disney con l’acquisizione di Fox nel 2019.
A febbraio quel nodo sembrava essersi mosso: lo studio è riapparso online come New Radical Games, con Hit & Run e Prototype in bella vista sul sito nuovo, guidato da due dei fondatori storici. Nessuno dei due progetti è stato annunciato.
Per ora l’unica cosa confermata è che il creatore della serie pensa che qualcosa si stia muovendo, e che chi ci lavora tutti i giorni ha preferito non dirlo.


