Chi ha guidato la giustizia di un intero Paese ora lavorerà per far socializzare agenti artificiali dentro un videogioco. Fenris Creations, il nuovo nome che dal 2024 ha preso CCP Games dopo la vendita a Pearl Abyss, ha annunciato il 7 agosto l’ingresso di Áslaug Arna Sigurbjörnsdóttir, ex ministra della Giustizia e in precedenza dell’Istruzione superiore, scienza e innovazione in Islanda, come Senior Director per le AI Partnerships. Il suo compito è costruire i rapporti con laboratori di intelligenza artificiale, università e decisori politici attorno a un progetto di ricerca che userà EVE Frontier come banco di prova.
L’ipotesi: un’economia vera vale più di una simulazione che si resetta
Il comunicato ufficiale di Fenris spiega la logica dietro l’operazione. Le simulazioni usate di solito per testare l’intelligenza artificiale finiscono e ripartono da zero: ogni errore si azzera, niente si porta dietro. EVE Frontier, il capitolo del franchise EVE pensato come mondo di sopravvivenza spaziale, non funziona così: gli errori restano fatti, i debiti restano dovuti e la reputazione segue il giocatore. È la stessa logica economica che regge EVE Online dal 2003, un’economia giocatore-guidata abbastanza complessa da aver richiesto per anni un economista interno per monitorarla.
L’idea, nelle parole del CEO Hilmar Veigar Pétursson riportate nel comunicato, è che gli agenti autonomi possano essere osservati mentre stabiliscono obiettivi, reagiscono ai cambiamenti e prendono sequenze di decisioni coerenti in un ambiente dove le conseguenze durano.
Un partner che c’è già: Google DeepMind
Il progetto non parte da zero. All’inizio dell’anno Fenris aveva già annunciato una collaborazione di ricerca con Google DeepMind, la divisione di intelligenza artificiale di Google, incentrata sull’intelligenza in sistemi complessi e dinamici. Il comunicato dell’assunzione conferma che quella partnership è attiva e che i team delle due aziende hanno appena chiuso un workshop di due giorni per scambiarsi idee e individuare aree di lavoro pratiche. Il ruolo di Sigurbjörnsdóttir, spiega Fenris, serve ad allargare quella rete ad altre istituzioni, portando dentro nuovi partner accademici, politici e strategici su scala internazionale.
Non è la prima incursione dell’IA in questo universo: già a maggio avevamo raccontato l’accordo tra EVE Online e Google DeepMind per addestrare agenti su una versione offline del gioco, con l’idea di ripulire il codice legacy trentennale e rendere più dinamici i PNG. Quel patto riguardava il codice del gioco stesso; questo di agosto è un salto di scala, perché sposta il laboratorio dentro il mondo persistente e vivo, con giocatori reali dentro.
La contraddizione che Fenris deve gestire
Sigurbjörnsdóttir dichiara di voler aiutare a costruire standard di intelligenza artificiale sicuri, pratici e affidabili, portando la sua esperienza politica in un progetto che si presenta come contributo alla ricerca su allineamento e sistemi complessi. È un obiettivo dichiarato in buona fede, ma resta un dettaglio da segnalare: chi finanzia il proprio banco di prova per l’IA non è un ente indipendente che la valuta dall’esterno, è l’azienda che vuole usare quella stessa tecnologia per rendere più ricco e immersivo il proprio gioco, come il comunicato ammette esplicitamente parlando di comportamento dei PNG, onboarding più veloce e test più rapidi.
Non è un dettaglio da poco per un settore dove l’intelligenza artificiale resta uno strumento tollerato solo su compiti tecnici, mai in ambito creativo, e dove il sospetto di bolla economica pesa su ogni nuovo annuncio del genere. Un mondo giocatore-guidato che diventa terreno di addestramento per agenti autonomi è comunque un esperimento che vale la pena seguire, a maggior ragione perché coinvolge persone reali che non hanno firmato per fare da cavia. Il comunicato completo è consultabile sul sito di Fenris Creations; ne scrivono anche Game Developer e EGamers.


