Il 12 luglio, i dataminer Crispies e WadOverdose hanno pubblicato su X una nuova ondata di concept art e animazioni del Doom 4 mai uscito, il progetto che id Software cancellò per rifarlo da zero come Doom (2016). Buona parte della stampa di settore l’ha trattata come l’ennesimo ritrovamento da archeologia videoludica, curioso e nostalgico. Cinque giorni prima, però, id Software aveva confermato di aver licenziato circa 136 dei suoi 186 dipendenti. Il materiale è lo stesso di sempre; il contesto in cui riemerge, no.
Cosa c’è nel leak
Il materiale, riporta VGC, include animazioni di soldati posseduti, demoni come l’Imp e il Baron of Hell, veicoli e ambientazioni urbane: prove di quella fase in cui il progetto, internamente, veniva chiamato “Call of Doom” per l’ispirazione a un certo sparatutto militare. Tra i pezzi condivisi c’è anche un disegno dell’artista Christian Piccolo, mostrato integralmente per la prima volta: online, dal 2017, ne girava solo un ritaglio quadrato salvato da Instagram.
I numeri dietro la nostalgia
Il taglio confermato da id, secondo una ricostruzione basata su un avviso WARN depositato in Texas, riguarda 96 posizioni a Richardson e altre 40 da remoto, per un totale del 73% dello staff. L’ufficio di Francoforte, quello dei tecnici del motore id Tech, ne perde 6 su 12. Il sindacato CWA, che i lavoratori avevano appena costituito, non aveva ancora un primo contratto quando sono arrivati i tagli.
id Software, dal canto suo, si è limitata a dichiarare di avere ancora “la squadra per costruire i giochi e la tecnologia per cui siamo conosciuti”.
Sul futuro dello studio, poi, le versioni non coincidono. Prima dei tagli, id avrebbe proposto internamente un nuovo Perfect Dark; Microsoft e id sostengono invece che lo studio stia già lavorando a un nuovo capitolo di Doom, in linea con la strategia Xbox di concentrarsi sui franchise più grandi. Nessuna delle due informazioni è confermata con un annuncio ufficiale: per ora restano voci, non piani.
id Software non è un caso isolato: gli stessi giorni di luglio hanno visto Xbox difendersi da accuse anti sindacali davanti al NLRB, e Bernie Sanders attaccare Microsoft per aver licenziato 3.200 persone mentre incassava profitti record. Il leak di Doom 4 non c’entra nulla con quelle storie, se lo si guarda solo come reperto. Ci si infila dentro perfettamente, se lo si guarda come quello che è davvero: la prova che il lavoro fatto da uno studio sopravvive più a lungo delle persone che lo hanno fatto.


