Il retroscena inaspettato: come Konami ha affidato Castlevania a Evil Empire
La nascita di un nuovo capitolo di una saga leggendaria segue spesso dinamiche industriali rigide, ma la genesi di Castlevania: Belmont’s Curse racconta una storia decisamente fuori dal comune. Come rivelato in un approfondimento pubblicato da Game Informer, la collaborazione tra il colosso giapponese Konami e i creatori dell’apprezzato roguelite Dead Cells non è nata da una proposta insistente degli sviluppatori indipendenti, bensì da un invito diretto e inatteso da parte del publisher nipponico.
Durante un recente evento a Parigi, i vertici dello studio di sviluppo Evil Empire e i rappresentanti di Konami hanno svelato i dettagli di questo singolare accordo, che segna il ritorno sulle scene di uno dei franchise più amati della storia dei videogiochi
Una trattativa al contrario: l’iniziativa di Konami
Secondo quanto riferito dal producer di Konami, Tsutomu Taniguchi, l’idea iniziale di Evil Empire era semplicemente quella di proporre un contenuto scaricabile (DLC) a tema per Dead Cells. Durante i negoziati, tuttavia, la prospettiva si è ribaltata. Konami ha accolto con favore l’idea del DLC, ma ha rilanciato con una controproposta spiazzante: realizzare un intero nuovo gioco di Castlevania. Da quel momento è nata una sinergia creativa che ha portato allo sviluppo di Castlevania: Belmont’s Curse.
I rappresentanti di Evil Empire hanno confermato questa versione dei fatti, sottolineando come non ci sia stata una vera e propria fase di “pitch” formale. Bérenger Dupré, direttore marketing dello studio, ha descritto il processo come un brainstorming continuo e naturale, facilitato dalla comune esperienza nel campo dei sistemi di combattimento bidimensionali. Il direttore creativo Emmanuel Nouaille ha aggiunto che l’incredibile successo riscosso dal precedente DLC crossover tra Dead Cells e Castlevania ha reso logico e quasi inevitabile il proseguimento della collaborazione. “È stato davvero difficile rifiutare una proposta simile”, ha commentato Nouaille con ironia.
Da una semplice idea ai vertici del mercato indie
Il percorso che ha unito le due sponde dell’industria videoludica appare ancora più sorprendente se si guarda alle origini del rapporto. In una passata intervista concessa nel 2022, il co-fondatore di Evil Empire, Benjamin Laulan, aveva raccontato il primissimo contatto con Konami avvenuto durante il BitSummit in Giappone.
Inizialmente, l’obiettivo dello studio era modesto: ottenere l’autorizzazione per includere una spada o un aspetto estetico dedicato ad Alucard come bonus per l’edizione fisica giapponese di Dead Cells. Con grande sorpresa degli sviluppatori, il management di Konami accolse l’idea con tale entusiasmo da spingere Evil Empire a osare, presentando il progetto per un’espansione completa. La risposta positiva fu immediata, poiché i vertici della casa giapponese si rivelarono grandi estimatori di Dead Cells.
Ciò che era nato come il timido tentativo di ottenere un piccolo cameo si è trasformato, nel corso degli anni, in una delle collaborazioni più significative del panorama videoludico indipendente, culminando nella produzione di un vero e proprio erede spirituale e ufficiale della saga dei Belmont. Per quanto riguarda le scelte tecnologiche adottate durante lo sviluppo di questo titolo, la redazione ha anche approfondito la posizione dello studio di sviluppo, il quale ha fermamente escluso l’utilizzo di intelligenze artificiali generative nella creazione del comparto artistico e tecnico del gioco.


