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Project Phoenix risorge dopo 7 anni di silenzio: la data d’uscita è il 2031

Tempo di lettura: 3 minuti

Il crowdfunding videoludico ha inventato un genere narrativo tutto suo, più resistente di qualsiasi saga action: la storia del progetto sparito nel nulla che un giorno, senza preavviso, torna a bussare alla porta con una mail di scuse e una data di uscita fissata a un decennio da adesso. Di solito a quel punto i backer sono già morti, in pensione, o semplicemente hanno smesso di crederci. Ma il genere continua a produrre sequel.

L’ultimo capitolo si chiama Project Phoenix, il JRPG con ambizioni da strategico in tempo reale che nel 2013 raccolse oltre un milione di dollari su Kickstarter (per la precisione 1.014.600, da quasi 16mila sostenitori) e che nel 2019 sparì completamente dai radar. Sette anni dopo, in una intervista a VGC, il suo creatore Hiroaki Yura ha ammesso di essersela cercata, mostrato due minuti di filmato prototipo e promesso che il gioco uscirà. Data indicativa: fine 2031.

Un violinista, un programmatore fantasma e un bilancio che si scioglie da solo

Yura, va detto per onestà intellettuale, non è un truffatore da meme: è un violinista prodigio diventato collaboratore audio di Blizzard (Diablo 3, SoulCalibur IV), che nel 2013 decise di trasformare la propria rete di contatti nell’industria in un progetto tutto suo tramite la società CIA Inc. Il problema, ammette oggi lui stesso, è che non aveva mai diretto un videogioco in vita sua. Del milione raccolto, tra commissioni Kickstarter e carte di credito rifiutate, ne restarono utilizzabili circa 800mila, e il piano si reggeva quasi interamente su un singolo programmatore che aveva promesso di unirsi al team appena finito il suo progetto del momento: un certo Ori and the Blind Forest. Quando quel gioco divenne un successo per Xbox, il programmatore restò lì a lavorare al sequel, e Project Phoenix perse in un colpo solo il suo unico motore tecnico.

Nel 2015 i fondi erano già esauriti. Nel 2016, invece di aggiornare i backer sui progressi, Yura aprì in sordina un secondo Kickstarter per un altro gioco, Tiny Metal, finanziato con investimenti esterni ma percepito dai sostenitori come l’ennesimo segnale di un capitano che abbandona la nave prima ancora di costruirla. L’anno dopo un ex dipendente lo accusò pubblicamente di aver dirottato i fondi di Phoenix su quel progetto, accusa che sarebbe stata ritrattata formalmente nel 2018 con tanto di accordo legale. Ma il danno reputazionale, quello, non si ritratta: nel 2019 tutti i canali social del progetto ammutolirono, e per sette anni il silenzio è stato l’unico aggiornamento disponibile.

Il ritorno: prototipo acerbo, Uematsu e un traguardo che profuma di fantascienza

Ora Yura guida tre società a Tokyo (video, audio e sviluppo, riunite sotto il nome The Core) e sostiene che il vero problema, all’epoca, non fosse la malafede ma la totale assenza di esperienza da producer. Il nuovo materiale mostrato ai backer include un tema orchestrale inedito firmato Nobuo Uematsu (compositore storico di Final Fantasy, ancora a bordo insieme ad altri veterani del team originale) e un filmato di prototipo che lo stesso Yura definisce “lontano dall’essere completo”. Al roster si sono aggiunti nomi pesanti come l’ex artista Crytek Erasmus Brosdau, reduce dalla regia dell’anime Netflix Gundam: Requiem for Vengeance, e l’ex designer Blizzard Michael Chu, storico capo scrittore di Overwatch. Il team conta oggi oltre trenta persone, e stavolta, promette Yura, i soldi arrivano dalle sue aziende e non da quel che resta della raccolta originale.

Ai backer, però, non è stato offerto alcun rimborso: solo la promessa che il gioco finirà lo sviluppo entro il 2031, con la data di uscita vera e propria ancora da annunciare. Diciotto anni tra reveal e (forse) lancio, per chi vuole fare il calcolo: se pensavate che l’attesa per un altro Kickstarter di JRPG fosse lunga, qui si gioca in un campionato a parte.

Il verdetto: tredici anni fa un milione di dollari, oggi due minuti di filmato e un appuntamento nel 2031: se il vostro backlog vi sembra già ingestibile, ricordatevi che almeno i giochi lì dentro esistono davvero, e potenzialmente li finirete prima che Project Phoenix veda la luce.

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