Un gioco fan-made trasforma le auto dell’ex CEO di Bungie in boss da colpire con pomodori, tra le macerie di Destiny 2
Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, la controversa gestione di Bungie e lo stato precario di Destiny 2 hanno ispirato un’insolita creazione indipendente: un boss battler in cui i giocatori scagliano ortaggi contro la celebre collezione di auto di lusso di Pete Parsons, ex amministratore delegato dello studio.
Una risposta ludica alle tensioni della community
Il progetto, sviluppato da un appassionato, trasforma le vetture d’epoca e i bolidi sportivi spesso mostrati da Parsons sui social in veri e propri nemici da abbattere. La modalità di gioco ricalca le meccaniche classiche degli scontri con boss a fasi multiple: ogni automobile rappresenta un avversario con pattern d’attacco da memorizzare, scudi da disattivare e una barra della salute che si riduce a suon di pomodori, uova marce e altri proiettili vegetali.
L’idea nasce come satira diretta nei confronti delle scelte aziendali che hanno portato a licenziamenti di massa, alla cancellazione di progetti attesi e a una percezione diffusa di declino per lo sparatutto live service. Il titolo non lesina riferimenti interni alla saga, compresi oggetti consumabili ribattezzati con ironia e un’interfaccia che parodia l’HUD originale.
Auto d’epoca, fasi infuocate e un pizzico di catharsi collettiva
Ogni scontro si svolge in arene che ricordano location iconiche di Destiny 2, rielaborate con uno stile volutamente grezzo ma riconoscibile. Il giocatore può schivare attacchi come “l’onda d’urto dell’acceleratore” o il “richiamo del clacson dorato”, mentre accumula energia per sferrare colpi critici. Le fasi finali di ogni boss, stando alle prime impressioni, alzano il ritmo con pattern imprevedibili che costringono a una gestione attenta del posizionamento.
La collezione di Parsons, che include modelli rari come una Porsche 911 Singer e una Jaguar E-Type, viene messa alla berlina senza mezzi termini: distruggere un’auto fa apparire un messaggio di “svalutazione immediata” e scatena l’ira del CEO virtuale, il quale lancia invettive che la community ha già imparato a riconoscere.
Il gioco, al momento disponibile in forma gratuita su piattaforme indie, sta generando discussioni sulla capacità del fandom di trasformare la frustrazione in creatività, offrendo una valvola di sfogo che mescola critica sociale, meme cultura e un gameplay sorprendentemente rifinito.


