Harada contro la critica basata sulle vendite: “È il tipico ragionamento di chi non ha mai sviluppato un videogioco”
Katsuhiro Harada, storico producer e direttore della serie Tekken, è tornato a far discutere sui canali social con una presa di posizione netta. Come riportato da Rock Paper Shotgun, Harada ha puntato il dito contro l’abitudine sempre più diffusa di giudicare la qualità di un titolo unicamente attraverso i suoi dati di vendita.
Il producer, abituato a interfacciarsi con una community molto attiva, ha scelto un tono diretto per difendere il processo creativo da quella che considera una semplificazione dannosa. “Smetterla di giudicare i giochi basandosi solo sulle cifre delle vendite. È esattamente il tipo di commento che ti aspetteresti da qualcuno che non ha mai realmente sviluppato un videogioco”, avrebbe scritto Harada, traducendo un sentimento di frustrazione condiviso da molti addetti ai lavori.
Il valore del videogioco oltre le classifiche
Le parole di Harada arrivano in un momento in cui il confronto tra blockbuster e produzioni più piccole è spesso ridotto alla mera conta delle copie distribuite. Il direttore di Tekken, che vanta oltre trent’anni di carriera nel settore, ha più volte sottolineato come il successo commerciale non sia un parametro assoluto per misurare l’impatto culturale, l’innovazione ludica o la qualità artistica di un progetto.
“Se l’unica metrica che usi è il numero di unità vendute, stai ignorando deliberatamente cosa significhi creare un sistema di combattimento bilanciato, gestire un team internazionale o prendersi un rischio creativo”, ha aggiunto Harada nel corso del suo intervento. Il messaggio non risparmia critiche neppure a certi investitori e analisti, rei di trattare l’industria dell’intrattenimento interattivo con le stesse lenti della produzione in serie.
Un dibattito che divide l’industria
La dichiarazione ha rapidamente attirato reazioni contrastanti. Da un lato, numerosi sviluppatori indipendenti hanno espresso sostegno, ricordando che molti titoli capaci di definire un genere non hanno mai raggiunto la vetta delle classifiche. Dall’altro, non sono mancate le voci di chi, pur rispettando l’opinione di Harada, considera i dati di vendita un indicatore imprescindibile della sostenibilità economica di un’opera.
Harada, dal canto suo, ha continuato a precisare il concetto, invitando il pubblico a distinguere tra analisi di mercato e critica del prodotto culturale. “Non sto dicendo che le vendite siano irrilevanti per la sopravvivenza di uno studio. Dico che non dovrebbero diventare l’unico metro per bollare un gioco come ‘buono’ o ‘cattivo’. Chi lo fa dimostra di non aver mai visto cosa succede dietro le quinte, dal game design al debug di una patch, passando per la costruzione di una modalità di gioco che funzioni davvero.”
