Sciopero a Ubisoft Barcellona: gli sviluppatori di Rainbow Six Siege incrociano le braccia per protestare contro i licenziamenti di massa e l’obbligo di rientro in ufficio
Rock Paper Shotgun riporta che il personale di Ubisoft Barcellona, team chiave nello sviluppo e nel supporto di Rainbow Six Siege, ha dichiarato uno sciopero che si protrarrà per tutto il mese di luglio. La mobilitazione, promossa dal sindacato CGT, contesta la recente ondata di licenziamenti collettivi e le nuove politiche aziendali di ritorno forzato in ufficio (RTO, Return to Office).
La protesta coinvolge decine di lavoratori che ogni giorno contribuiscono a mantenere attivo il live service sparatutto, lavorando sulla progettazione delle nuove stagioni, sulla stabilità della patch e sul bilanciamento degli operatori. L’azione sindacale è stata approvata a larghissima maggioranza dall’assemblea dei dipendenti, che denunciano una situazione di precarietà aggravata dalla decisione di dismettere numerose figure professionali nonostante i buoni risultati commerciali del gioco.
“L’azienda ci ha comunicato tagli dolorosi mentre in contemporanea ci costringe a lasciare il lavoro agile che abbiamo dimostrato essere perfettamente funzionante,” si legge in una nota diffusa dai rappresentanti sindacali. “È una mancanza di rispetto verso chi fa grande questo gioco giorno dopo giorno.”
Secondo quanto trapela, i licenziamenti avrebbero colpito in particolare i reparti di controllo qualità e design di interfaccia, con un impatto immediato sulle prossime fasi di sviluppo e sulla qualità delle future patch. Gli sviluppatori in sciopero sottolineano come l’obbligo di rientro negli uffici, senza una reale necessità produttiva, stia mettendo ulteriormente in difficoltà chi ha costruito la propria vita familiare intorno al lavoro da remoto, reso strutturale durante la pandemia.
La protesta rischia di rallentare il flusso di aggiornamenti per Rainbow Six Siege, titolo che vive di un calendario serrato di contenuti stagionali. Per ora Ubisoft non ha rilasciato commenti ufficiali, ma fonti interne parlano di un clima di forte tensione e di una possibile estensione delle agitazioni se non si arriverà a un tavolo di trattativa.
La situazione di Barcellona si inserisce in un quadro più ampio di ristrutturazioni che stanno attraversando diversi studi Ubisoft in Europa, tra cui le sedi di Parigi e Düsseldorf, con centinaia di posti di lavoro tagliati negli ultimi mesi e una crescente conflittualità sindacale.


