Oggi ci immergiamo nei liquami tossici della polemica attorno a Subnautica 2, un capolavoro di disinformazione smontato pezzo per pezzo dai numeri. Una frangia rumorosa di internet ha cercato di convincerci che il nuovo survival di Unknown Worlds sarebbe colato a picco, schiacciato dalla presunta agenda “woke” e dall’inclusività. Le cifre ci raccontano una storia diversa: un milione di copie vendute in sole ventiquattro ore e un picco di 450.000 giocatori simultanei. Numeri che riducono le crociate reazionarie a un patetico rumore di fondo.
La fabbrica del disagio di SmashJT
Per capire il livello di allucinazione collettiva basta leggere i deliri di SmashJT, il classico ex addetto ai lavori fallito inchiavabile che si è reinventato grifter per tirare su due spicci dagli scemi. Parliamo di un soggetto noto per essere stato denunciato per stalking e per aver inventato di sana pianta un finto leaker in Obsidian pur di screditare Avowed. Nel suo pezzo delirante, questo campione di disinformazione accusa Unknown Worlds di avere un’agenda DEI insidiosa, lamentandosi tra le altre cose che i nuovi protagonisti siano androgini e privi di tratti sessualizzati.

Secondo la sua mente complottista, le politiche di assunzione inclusive dello studio avrebbero distrutto la qualità del gioco, sentenziando che l’inclusività non paga le bollette. Sotto il profilo del visual design, criticare l’affordance di cloni stampati in 3D per sopravvivere in fondo a un oceano alieno letale solo perché non strizzano l’occhio al male gaze è analfabetismo ludico o malafede. C’è solo un character design funzionale che non asseconda le fantasie regressive di chi vive di clickbait ed hentai.

Una memoria storica inesistente e il caso Chylinski
Basta fare un giro su Reddit per vedere come i giocatori smontino questi fabbricanti di indignazione. Su r/subnautica la community ha ridicolizzato l’isteria scoppiata per la presenza di una donna con la pelle scura nel trailer del sequel, ricordando a questi finti puristi che il primissimo capitolo aveva già un protagonista non bianco. La serie è sempre stata orgogliosamente progressista, basti pensare al messaggio ecologista e alla scelta di non inserire armi da fuoco in risposta alla strage di Sandy Hook.
L’attivismo dello studio non è nato ieri. Sei anni fa, come documentato minuziosamente su r/truegaming, Unknown Worlds ha licenziato il sound designer Simon Chylinski. Il motivo? Aver pubblicato tweet razzisti sul QI degli immigrati e aver condiviso l’ormai stantio meme transfobico dell’elicottero da combattimento. Il team di sviluppo ha sempre avuto una linea etica chiarissima. Gridare oggi all’infiltrazione ideologica improvvisa dimostra solo una totale ignoranza della storia del franchise.

I numeri che silenziano i grifter
Di quanto sia raffinato il sistema di gioco e di come abbiano migliorato l’esplorazione parleremo in un’altra sede, oggi contano i dati. La presunta apocalisse commerciale profetizzata dagli opinion leader degli NPC si è schiantata contro un muro. Prima del lancio, il titolo ha accumulato la cifra spaventosa di cinque milioni di wishlist, svuotando di senso ogni tentativo di boicottaggio online.
Il day one è stato una boccata d’ossigeno per l’industria e un massacro per i detrattori: un milione di copie vendute in un giorno e 450.000 utenti simultanei su SteamDB. Anche le recensioni della piattaforma Valve si sono inchiodate su un granitico “Molto Positive”, azzerando le speranze di un review bombing punitivo. Mentre i grifter continuano a produrre spazzatura, il mercato ha risposto riempiendo i server e finanziando un team che non si è mai piegato al bullismo digitale.

Il verdetto: La propaganda tossica e le fake news dei grifter affondano miseramente sotto il peso di un milione di copie vendute al day one, dimostrando che l’odio online non scalfisce mai la qualità.


