Schrödinger’s Call: l’avventura visuale sul telefono del purgatorio ci mette in contatto con anime perdute
Non gioco spesso a visual novel, ma Schrödinger’s Call ha quel qualcosa in più. Come riportato da Rock Paper Shotgun, questa avventura dalla presentazione potente mi ha tenuto incollato al telefono a girar manopole per un’ora e mezza buona, chiamando anime perdute.
Un’operatrice tra i vivi e i morti
Schrödinger’s Call segue Mary, una ragazza amnesica costretta a lavorare come operatrice di una sorta di hotline per anime angosciate sospese tra la vita e la morte. L’intero gioco si svolge 21 nanosecondi prima che la Terra venga polverizzata da una luna in caduta, quindi di anime in bilico ce ne sono parecchie – e la maggior parte ha ricordi ancora più frammentati di quelli di Mary. Tra schizzi su un taccuino e parole ben calibrate, il giocatore ricostruisce a poco a poco i rimpianti dei chiamanti e li aiuta a passare oltre.
Il lead designer Seishi Irimajiri, incontrato a un tavolino traballante al Gamescom Latam, ha spiegato il concept: Schrödinger’s Call “parla di solitudine e di connessione con le persone”, ispirato alle sue esperienze durante i lockdown per il Covid-19 (nonostante qui la fine del mondo sia reale). Una sorta di cugino distante di The Lonesome Guild di Don’t Nod, altro costruttore di relazioni nato con intenti terapeutici. Ma mentre The Lonesome Guild è un’ottimistica celebrazione dei legami, Schrödinger’s Call è più agrodolce, esplorando il dolore che le relazioni devono attraversare per trovare la felicità dall’altra parte.
C’è del buono, anche per chi non ama le visual novel
La prima nanoseconda di lavoro di Mary la mette di fronte allo strappo tragico di una coppia madre-figlio. Una storia d’impatto che cresce da conversazioni esitanti a un vero e proprio scontro verbale – quasi un boss fight – in cui bisogna calmare una madre sull’orlo del baratro. La struttura è dinamica, ma la scrittura è delicata, senza mai forzare le rivelazioni e valorizzando gli strati di speranze, paure e amori costruiti da ogni telefonata, ben oltre il semplice orrore apocalittico.
Questa decostruzione di aneddoti e ricordi, con Mary che passa da ascoltatrice empatica a partecipante attiva, è esaltata da un pregevole lavoro di presentazione. Giochi di luce e ombre, tagli improvvisi di prospettiva nei momenti di tensione, e uno stile a matita che mescola manga moderno e libri illustrati del Seicento inglese: tutti i personaggi tranne Mary hanno fattezze animali da fiaba.
Colonna sonora e atmosfera
La musica è per lo più eccellente, con organi e synth che trascinano le scene chiave verso vette emotive, mentre tessono trame inquiete nei momenti più silenziosi. Unico neo: un personaggio è accompagnato da una melodia incongrua e lenta, che sembra uscita da una serie in stop-motion anni Novanta per bambini. Per il resto, Schrödinger’s Call sembra, suona e si gioca come qualcosa di speciale.
Disponibilità
Il gioco uscirà il 27 maggio. Su Steam è già disponibile una demo.


