Google Cloud Games boss claims AI lets devs make more games and "take more risks"

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Google Cloud: L’IA rivoluziona il gaming, ecco come cambierà la creazione di nuovi titoli

Tempo di lettura: 2 minuti

L’intelligenza artificiale nel gaming: una spinta all’innovazione e alla produzione, secondo Google Cloud

Jack Buser, Direttore Globale per i Giochi di Google Cloud, è convinto che l’intelligenza artificiale (IA) rivoluzionerà il settore videoludico, non solo accelerando i tempi di sviluppo e consentendo la creazione di un numero maggiore di titoli, ma stimolando anche una maggiore propensione al rischio da parte dei creatori. Secondo la testata PCGamesN, Buser sostiene che l’IA possa liberare gli sviluppatori da compiti ripetitivi e a basso valore aggiunto, permettendo loro di concentrarsi su progetti più ambiziosi e innovativi.

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L’impiego dell’IA nello sviluppo di videogiochi ha registrato un incremento significativo nell’ultimo anno, spesso accolto con scetticismo dal pubblico. Tuttavia, questa tendenza non sembra arrestarsi, con numerose figure di spicco del settore che manifestano interesse per la tecnologia. Todd Howard di Bethesda, pur non prevedendo un utilizzo dell’IA per la generazione di contenuti interni, apprezza l’idea di impiegarla per “grandi compiti di analisi dati”. D’altro canto, l’ex presidente di Blizzard, Mike Ybarra, ha criticato Pearl Abyss per le scuse avanzate riguardo all’uso dell’IA per la creazione di asset in Crimson Desert.

Buser e Ybarra sembrano condividere la medesima visione: l’IA è già una realtà pervasiva nell’industria, presente in molti dei titoli a cui giochiamo, indipendentemente dalle opinioni individuali. Dalla prospettiva di Buser, strumenti basati sull’intelligenza artificiale, come Gemini o Nano Banana Pro, possono alleggerire il carico di lavoro degli sviluppatori, gestendo “lavoro ripetitivo e di scarso valore”. Questo permetterebbe di rilasciare più giochi e di intraprendere percorsi progettuali più audaci.

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L’opinione pubblica e il futuro dell’IA nel gaming

Intervistato da mobilegamer.biz, Buser ipotizza che l’opinione pubblica circa l’uso dell’IA cambierà una volta che gli sviluppatori inizieranno a pubblicare giochi più frequentemente grazie al suo supporto. Questo consentirebbe anche di osare maggiormente con titoli che altrimenti non vedrebbero la luce. “I giocatori si renderanno conto che questo strumento mi sta aiutando a ottenere i miei giochi preferiti più velocemente,” ha affermato. “Inoltre, si assisterà a una maggiore innovazione nel settore, poiché ci sarà più spazio per assumersi dei rischi. Non si tratterà più di attendere sette anni per un singolo gioco, ma uno studio potrà produrne cinque. Forse capiranno che solo due di questi cinque avranno successo, ma questo andrà bene perché gli altri tre saranno davvero interessanti e innovativi, e non sarebbero mai stati realizzati con il vecchio modello.”

Potenziali benefici e il rischio di smarrire la “magia”

Da un lato, l’idea di vedere nuovi tipi di giochi emergere, frutto di una maggiore libertà di sperimentazione da parte degli sviluppatori, potrebbe essere stimolante. Dall’altro, vi è la bellezza intrinseca nei dettagli minuziosi che i team inseriscono nei giochi, dettagli che potrebbero essere sacrificati se considerati “lavoro di scarso valore”, sottraendo così parte della magia all’esperienza videoludica.

Resta da vedere se l’IA porterà effettivamente a un’inondazione di nuovi titoli ogni anno, ma Buser è chiaramente convinto che questa sia la direzione in cui si sta muovendo l’industria.

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