"We had this problem before in the games we created with CD Projekt": Blood of Dawnwalker CEO defends use of AI voice placeholders to save time

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The Blood of Dawnwalker: l’uso dell’IA che ha ridotto drasticamente i costi (senza rimpiazzare gli attori)

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L’uso di voci IA come “segnaposto” nel vampirico “The Blood of Dawnwalker” spiegato dal CEO

Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, Konrad Tomaszkiewicz, CEO dello studio Rebel Wolves, ha spiegato la scelta di utilizzare voci generate dall’intelligenza artificiale durante lo sviluppo dell’atteso RPG open world The Blood of Dawnwalker. Il fine, sottolinea l’autore, era puramente di prototipazione e nessun contenuto AI è rimasto nel prodotto finale.

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Un metodo per identificare problemi prima dei costosi doppiaggi

Tomaszkiewicz ha dettagliato il processo in un’intervista su The Game Business. L’idea nasce dall’esperienza maturata ai tempi di CD Projekt, lavorando a titoli come The Witcher 3: Wild Hunt e Cyberpunk 2077. Il problema ricorrente era individuare le criticità nella narrazione e nel design delle missioni solo dopo aver registrato i doppiatori veri, con costi di revisione molto elevati.

“Quando leggi un testo, a volte non riconosci i problemi che hai nel gioco”, ha spiegato il CEO. Utilizzando voci IA per creare dei “segnaposto” fin dalle prime fasi, il team è stato in grado di testare e iterare il gioco più volte prima di passare alle registrazioni definitive con attori in carne e ossa. Questo approccio, a suo dire, ha permesso di risparmiare tempo e risorse.

Un’operazione complessa e multilingue

La portata del progetto giustifica ulteriormente la scelta. The Blood of Dawnwalker avrà una quantità di dialoghi paragonabile o superiore a quella di The Witcher 3 e sarà doppiato in otto lingue: inglese, polacco, spagnolo, francese, tedesco e giapponese, tra le altre. Organizzare sessioni di registrazione per un cast così ampio e per tutte le localizzazioni rappresenta uno sforzo logistico ed economico immenso. Correggere successivamente i problemi individuati dopo queste sessioni sarebbe stato estremamente costoso.

Le domande aperte e il dibattito sul futuro dell’AI

L’articolo originale solleva però alcune questioni cruciali non affrontate nella dichiarazione. Non è stato specificato quale tecnologia AI sia stata utilizzata: se uno strumento proprietario o un modello generativo “addestrato” su dataset di voci, ponendo interrogativi sulla provenienza e la compensazione di quei dati vocali iniziali.

Il settore del doppiaggio è già in allerta. I sindacati degli attori vocali, come segnalato attraverso i link a precedenti accordi e proposte di tutele, combattono da anni per proteggere i professionisti dall’uso non autorizzato di “repliche digitali” che potrebbero erodere il loro lavoro.

Inoltre, si menziona il rischio di una “pendenza scivolosa”: normalizzare l’AI per scopi apparentemente innocui come i segnaposto potrebbe aprire la strada ad applicazioni più discutibili, come il rimpiazzo completo degli attori in alcuni progetti indie. La redazione si chiede infine quali siano le alternative praticate da altri sviluppatori di RPG per creare doppiaggi provvisori, notando come per progetti di scala titanica registrare “voci di prova” in studio possa non essere sempre fattibile.

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