Un chiarimento di Capcom sull’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione di videogiochi
Nell’ambito della presentazione dei recenti risultati finanziari, Capcom, lo sviluppatore di titoli come Resident Evil Requiem, ha chiarito la sua posizione sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi di sviluppo. Secondo quanto riportato da Rock Paper Shotgun, la compagnia ha intenzione di utilizzare la tecnologia AI per migliorare l’”efficienza” del proprio workflow, ma ha escluso che contenuti generati automaticamente finiscano nei prodotti finali.
La dichiarazione, inizialmente individuata dalla rivista giapponese GameSpark, è stata formalizzata nel contesto di una domanda di un investitore presente sul sito ufficiale dell’azienda. Il testo sintetizzato della risposta è il seguente:
La nostra compagnia non implementerà asset generati dall’intelligenza artificiale nel contenuto dei nostri videogiochi. Dall’altro lato, intendiamo utilizzare attivamente questa tecnologia per migliorare l’efficienza e la produttività dello sviluppo dei giochi. Per questo motivo stiamo testando diversi metodi di utilizzo tra i nostri dipartimenti, grafica, audio e programmazione.
Capcom ha quindi delineato una posizione che molti grandi sviluppatori hanno iniziato ad assumere: impiegare l’IA come strumento interno per accelerare alcuni processi di produzione, ma non per generare il contenuto creativo che i player vedranno e sperimenteranno direttamente.
Un discorso già avviato, ma ora sotto maggiore osservazione
Questa non è la prima volta che Capcom discute pubblicamente di sperimentazioni con l’intelligenza artificiale. Come già notato negli anni precedenti, il direttore tecnico Kazuki Abe ha parlato dello sviluppo di modelli prototipali capaci di generare le “migliaia o decine di migliaia” di idee necessarie per popolare gli ambienti di un gioco con oggetti di scena. La domanda cruciale, come evidenziato anche in altri contesti (esempio quello di Larian), riguarda la provenienza dei dati utilizzati per alimentare questi modelli, soprattutto considerando la necessità di creare elementi distinti rispetto agli oggetti già presenti nel mondo reale o in altri videogiochi.
La posizione di Capcom sull’IA è oggi sotto una lente di osservazione più potente rispetto al 2025. Questo aumentato scrutinio è legato al fatto che Resident Evil Requiem è uno dei titoli utilizzati per dimostrare le capacità di Nvidia’s DLSS 5. La tecnologia DLSS 5, che il CEO Jensen Huang ha recentemente difeso dalle critiche sostenendo che i critici non comprendono la differenza rispetto all’IA generativa, rappresenta una sfumatura nel dibattito. Il rapporto di questa tecnologia con la visione espressa da Capcom non è completamente definito, ma è evidente che il produttore di videogiochi sta cercando di bilanciare l’interesse delle divisioni finanziarie per i potenziali benefici dell’IA con la necessità di evitare controversie creative.


