Stop Killing Games campaign offer update on latest EU meeting in livestream from parliament, while emphasising bipartisan MEP support

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Stop Killing Games: dal Parlamento UE una nuova legge per salvare i giochi che hai comprato

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La campagna “Stop Killing Games” fa il punto dopo un incontro a Bruxelles

Rock Paper Shotgun riporta che i membri della campagna “Stop Killing Games”, nata per spingere i legislatori a impedire alle aziende di spegnere i server dei giochi online rendendoli inaccessibili, hanno trasmesso in diretta dall’edificio del Parlamento Europeo dopo il loro ultimo incontro con la Commissione Europea.

L’incontro con la Commissione e il sostegno bipartisan degli eurodeputati

Durante la diretta, il rappresentante della campagna Moritz Katzner ha definito l’incontro con i funzionari della Commissione “discreto”. Nell’occasione, ha spiegato, si è riscontrata una posizione simile a quella di un incontro precedente dello scorso ottobre sul Digital Fairness Act: metà dei partecipanti si è detta pienamente a favore della causa, mentre l’altra metà ha ritenuto che la loro posizione non fosse corretta dal punto di vista legale.

Katzner ha tuttavia sottolineato che il vero obiettivo della campagna è raggiungere un “trilogo”, il negoziato formale che riunisce Commissione Europea, Consiglio dell’Unione Europea e Parlamento Europeo. La speranza è che in quella sede le loro proposte per combattere la chiusura dei giochi possano essere discusse e trasformate in legge.

La campagna può vantare un sostegno trasversale, come spiegato durante la diretta. Tra i sostenitori figurano il deputato tedesco Tiemo Wölken, del gruppo Socialisti e Democratici (S&D), e il deputato polacco Piotr Müller, del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. Un sostegno arriva anche dai Verdi/Alleanza Libera Europea.

La testimonianza di un’eurodeputata e il potere dell’attivismo

A partecipare alla diretta è stata anche l’eurodeputata Markéta Gregorová, membro dei Verdi/Alleanza Libera Europea ed esponente del Partito Pirata Ceco. Gregorová ha portato l’esempio del dibattito sulle proposte di legge per la scansione dei messaggi privati, inizialmente sostenute da molti, poi messe in discussione grazie a una forte mobilitazione pubblica da parte di gruppi per i diritti digitali.

“Se inviate una email… conta davvero”, ha dichiarato l’eurodeputata, “perché se ne ricevono abbastanza, la considerano una questione abbastanza importante da permettere a me e ad altri più esperti di persuaderli con i dati e gli argomenti”.

Le prossime mosse e la strada legislativa

Gregorová ha spiegato che il percorso è ancora all’inizio e che servirà fare pressione sulla Commissione. Un’opportunità concreta potrebbe però arrivare dall’iter del già citato Digital Fairness Act.

“La commissione ce l’ha già presentato e ora in parlamento saremo in grado di presentare emendamenti”, ha continuato la parlamentare. “Forse cambiarlo molto, magari implementare alcune di queste cose che garantirebbero anche che, in termini di gaming e protezione dei vostri giochi [e] dei vostri dati, ciò che avete acquistato non vi venga sottratto dalle aziende che semplicemente non vogliono più tenere su i server”. Ha quindi invitato i cittadini a scrivere ai propri rappresentanti per spingerli a concentrarsi su questo tema.

Mentre le loro proposte proseguono il percorso politico europeo, gli organizzatori di Stop Killing Games hanno annunciato di recente piani per avviare ONG dedicate a promuovere la questione sia in Europa che negli Stati Uniti.

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