Jagex intraprende una “risistematura” epica di RuneScape: addio allo sharksuit per un ritorno alle radici
In un’epoca in cui molti MMO cercano di attirare giocatori con contenuti sempre più stravaganti, Jagex ha annunciato un piano per riportare RuneScape alla sua essenza originaria, un processo che implica l’eliminazione o la revisione di cosmetici e caratteristiche considerate fuori tema. Come riportato da Rock Paper Shotgun, questa “decluttering” ha un costo simbolico, come l’iconica tuta da squalo, ma potrebbe essere il prezzo da pagare per garantire al gioco un futuro più longevo.
La perdita dell’identità e il nodo delle microtransazioni
Ryan Philpott, associate director of design di Jagex, ha spiegato che per i primi dieci anni RuneScape ha mantenuto uno stile coerente, chiaramente riconducibile al medieval fantasy. Tuttavia, con l’intensificarsi delle strategie di monetizzazione, sono state introdotte una miriade di elementi che hanno “intorbidito le acque”, allontanandosi dal tema originario. Un esempio emblematico è proprio lo shark outfit, un cosmetico aggiunto nel 2015 e inizialmente disponibile solo tramite Treasure Hunter, l’evento finanziato da microtransazioni.
“Magari, nel mercato di allora, l’idea di vestirsi da squalo sembrava figa in sé, ma lo è per RuneScape?”, si è chiesto Philpott, sintetizzando il nuovo approccio del team. Negli ultimi dieci anni, afferma, si sono accumulati “un sacco di cosette” simili, cosmetici per i personaggi che non si sposano più con il mondo di gioco. L’obiettivo dichiarato è quindi “radicare nuovamente ogni cosa” in risposta anche ai feedback della community, che lamenta come il gioco “non sembri più il mio RuneScape“.
Un dilemma identitario: perché non giocare a Old School?
La mossa di Jagex si scontra con una realtà curiosa: esiste già una versione del MMO che punta a soddisfare i giocatori in cerca del “sapore” originale, ovvero Old School RuneScape. Philpott riconosce che spesso i fan consigliano: “Non dovresti giocare a RuneScape per via di X, Y e Z, dovresti giocare a Old School”. La sua convinzione, tuttavia, è che il gioco principale sia “un gioco stupefacente” e che ripulendolo dai “rami secchi” – come definito nella nuova roadmap pubblicata – le sue qualità intrinseche possano risplendere.
“Non puoi avere un giardino meraviglioso se è pieno di erbacce. Ma se rimuovi le erbacce, ecco che dici: ‘Cavolo, guarda qui'”, ha sottolineato. Il vantaggio competitivo di RuneScape, secondo lui, risiede nei suoi 25 anni di contenuti accumulati, “un pacchetto completo che nessun altro nel settore sta offrendo”.
La risistematura tecnica e l’ambizione del piano
La pulizia estetica e tematica è solo una delle molteplici modifiche previste da Jagex per l’anno a venire. Il team sta infatti lavorando anche a:
- Una modernizzazione del sistema di combattimento.
- Un aggiornamento completo dell’interfaccia utente (UI).
- Una revisione degli asset artistici per varie regioni della mappa di gioco.
- Un processo di riequilibrio generale per armonizzare 25 anni di espansioni.
Si tratta di un piano ambizioso, reso ancor più impegnativo dall’intenzione di rilasciare nuovi contenuti in parallelo agli aggiornamenti del materiale esistente.
La sfida di definire “My RuneScape” e il rischio di alienare i giocatori
Una delle sfide principali, come riconosciuto dallo stesso Philpott, è determinare a quale periodo temporale si riferisca l’espressione “Il mio RuneScape“. L’esperienza ideale è soggettiva e varia tra chi ha iniziato a giocare 25, 15 o 5 anni fa. Alcuni potrebbero apprezzare il collage surreale creato da uno squalo antropomorfo che parla con un cavaliere in armatura. Rimuovere tali elementi rischia di alienare una parte della base giocatori attuale?
“È complicato da determinare”, ha ammesso Philpott, notando come RuneScape 3 esista dal 2013, più a lungo della sua controparte precedente. “Trovare il periodo giusto è difficile e potremmo sbagliare in una certa misura, ma vogliamo dare il massimo”. Un segnale incoraggiante per Jagex è arrivato dalla reazione della community alla sola ipotesi di rimuovere Treasure Hunter: il video che ne parlava ha raggiunto un pubblico più vasto ed è stato accolto più positivamente di qualsiasi altro contenuto precedente del team. Un segno, secondo loro, che ci sono giocatori in attesa di queste modifiche per tornare o scoprire il gioco.
Il “bene superiore” e l’addio definitivo allo squalo
Per gli appassionati di cosmetici eccentrici come lo sharksuit, Philpott ha un messaggio chiaro e forse poco confortante: “Alcuni dei cambiamenti che faremo potrebbero rendere meno felici alcuni dei nostri giocatori attuali, ma è per il bene superiore del gioco a lungo termine. È la natura del cambiamento. In questi ultimi anni ne siamo stati intimiditi, ma a lungo termine [danneggia il gioco] e noi vogliamo che RuneScape duri altri 25 anni. Vogliamo festeggiare il 50esimo anniversario”.
Una visione radicale, quindi, che sacrifica alcune stranezze amate da una nicchia in nome di una coerenza stilistica che Jagex ritiene vitale per la sopravvivenza futura del suo storico MMO. Per gli amanti dello squalo, non sembra esserci scampo.


