Vecchia decisione su Devotion pesa ancora su GOG, ammette il direttore
A distanza di cinque anni, GOG, il negozio digitale di CD Projekt, riflette sulla controversa decisione di non pubblicare il gioco horror taiwanese Devotion dopo averlo annunciato. Come riportato da Rock Paper Shotgun, il managing director Maciej Głowbiewski ha definito la situazione “difficile da analizzare” in una recente intervista, ammettendo di aver danneggiato la fiducia degli utenti.
Decisione presa in un contesto complesso
Pubblicato nel 2019, Devotion fu rimosso dalle piattaforme pochi giorni dopo il lancio a causa di un elemento nascosto nel gioco che collegava satiricamente il Presidente cinese Xi Jinping a Winnie The Pooh, scatenando reazioni violente e una campagna di recensioni negative. Dopo essere stato reso di nuovo disponibile direttamente dagli sviluppatori, il gioco era stato annunciato su GOG per la fine del 2020, annuncio che fu però ritirato il giorno stesso.
Głowbiewski ha spiegato che la decisione fu presa in un contesto di “vincoli commerciali molto reali, una comprensione limitata dei complessi fattori geopolitici in gioco e una mancanza di opzioni valide” che potessero proteggere sia GOG che i suoi partner. “Con il senno di poi”, ha aggiunto, “riconosciamo che questa decisione, e il modo in cui l’abbiamo comunicata, hanno comprensibilmente danneggiato la fiducia che i nostri utenti ripongono in noi”.
Il caso diverso di “Horses”
La riflessione arriva dopo che GOG ha invece deciso di vendere un altro gioco controverso, Horses di Santa Ragione, bandito dalla vendita su Steam apparentemente per una scena giudicata obsoleta.
Secondo Głowbiewski, il caso di Horses era diverso: la sua vendita su GOG non presentava “rischi legali, politici o operativi per la nostra azienda o per i partner”. La decisione, ha affermato, fu guidata da “una semplice valutazione del gioco in sé”.
Nonostante le spiegazioni, come evidenzia l’articolo originario, permangono dei dubbi sulla coerenza della posizione di GOG. All’epoca del dietrofront su Devotion, la piattaforma motivò la scelta affermando sui social: “Dopo aver ricevuto molti messaggi dai giocatori, abbiamo deciso di non includere il gioco nel nostro store”.


