La nostalgia digitale: come lo stile Y2K giapponese influenza l’immaginario dei developer globali
Un articolo originale è reperibile su Rock Paper Shotgun. Molti designer di oggi sono cresciuti con lo stile Y2K giapponese, quella fusione tardo anni ’90 e primi 2000 di paillettes, tessuti olografici, crop top e, nel mondo videoludico, titoli iconici come WipEout, Jet Set Radio e Dance Dance Revolution. Dopo un lungo periodo di attesa, questa influenza sta tornando in auge attraverso progetti sviluppati in Occidente, che rielaborano in chiave contemporanea quelle suggestioni.
Tre progetti, un’unica ispirazione
Il panorama indie internazionale sta vedendo emergere diversi titoli dichiaratamente ispirati a quell’epoca. Tra questi figurano Denshattack!, Hyperyuki e Unbeatable. Questi giochi non sono semplici copie, ma reinterpretazioni personali di un’estetica e di un feeling di gioco che ha definito un’epoca.
David Jaumandreu, studio director di Undercoders, descrive Denshattack! come un’esperienza che pone una domanda audace: “e se Tony Hawk’s fosse fatto con i treni?”. Il gioco, il cui nome deriva dal giapponese densha (treno), attinge pesantemente allo stile visivo di Jet Set Radio, con linee di velocità, effetti sonori manga e ambientazioni ispirate a luoghi iconici del Giappone. Jaumandreu identifica la diffusione dell’anime in televisione negli anni ’90 in Catalogna, Regno Unito e gran parte d’Europa come un momento fondante per la sua formazione artistica.
Il sogno del “Cool Japan” e il fascino dei treni
La rinascita di questo stile non è casuale, ma si inserisce in una più ampia strategia di promozione culturale che il Giappone porta avanti da decenni, culminata nel concetto di “Cool Japan”. Secondo quanto riportato nell’articolo, questa iniziativa è ancora attiva: nel 2024 l’ufficio di gabinetto giapponese ha delineato piani per finanziare eventi, supportare la localizzazione di media e aiutare le aziende a espandersi all’estero.
L’ispirazione per Denshattack! arriva anche dal celebre sistema ferroviario giapponese e dall’arcade Densha de Go! (“Andiamo in treno!”), un simulatore di guida con periferiche dedicate. In Giappone, i treni non sono solo mezzi di trasporto, ma veri e propri fenomeni culturali, con merchandising, calendari tematici, mascotte anime e persino esperienze di realtà aumentata legate a fenomeni virali come The Exit 8.
Cartoni animati, sport estremi e musica
Anwar Noriega, CEO dello studio messicano Wabisabi Design Inc, riporta un’esperienza simile. I suoi ricordi d’infanzia sono legati al tornare da scuola e guardare in TV anime come Captain Tsubasa, Saint Seiya e Dragon Ball. Il suo gioco, Hyperyuki, è un omaggio agli sport estremi in stile SSX Tricky.
“Volevamo che Hyperyuki sembrasse l’adattamento videoludico di un anime sugli snowboard degli anni ’90 che in realtà non è mai esistito”, afferma Noriega. La colonna sonora si ispira alla musica elettronica di fine anni ’90, con Drum & Bass, Jungle e Techno, prodotta in collaborazione con artisti della scena underground.
Il terzo gioco, Unbeatable, è un titolo ritmico sviluppato da RJ Lake di DCell Games. Il gioco è stato acclamato dalla critica per la sua storia toccante e il gameplay energico. Lake sottolinea il ruolo fondamentale della musica nel catturare il feeling Y2K, citando l’influenza del film Digimon e dello studio di animazione Gainax, famoso per FLCL e la collaborazione con la band The Pillows.
L’eredità di Dance Dance Revolution e delle sale giochi
Sebbene gli esempi citati non attingano direttamente all’hip hop, un’altra influenza chiave è Dance Dance Revolution (DDR). Secondo Lake, le scelte musicali di DDR affondavano le radici nella club music giapponese dei primi anni ’90, un suono che permeò anche le colonne sonore di titoli come Sonic CD e Ridge Racer. Senza DDR, osserva l’autore, forse non ci sarebbe stato nemmeno Guitar Hero.
In Giappone le sale giochi (arcade) hanno avuto un ruolo culturale più duraturo che in Occidente, fungendo da motore per generi e franchise. I giochi dovevano essere colorati, rumorosi ed esuberanti per emergere nel caos di quei luoghi. Questo spirito di audacia e vitalità si percepisce nei titoli ispirati a quell’epoca, anche se sviluppati per PC e console domestiche.
Jet Set Radio: un’icona senza tempo
Se c’è un gioco sinonimo di stile Y2K, è Jet Set Radio. A distanza di 25 anni, continua a ispirare gli sviluppatori. Noriega attribuisce questo fascino duraturo a un cambiamento di prospettiva: “La corsa al fotorealismo nei giochi è diventata meno importante. I salti tecnologici non sono più così drammatici, quindi i giocatori si connettono di più con direzioni artistiche stilizzate ed espressive”.
Jaumandreu aggiunge: “Penso che Jet Set Radio sia stato uno dei primi giochi a comprendere i videogiochi come medium creativo, in cui la potenza grafica poteva essere investita per creare un’identità artistica unica piuttosto che solo emulare la realtà con precisione”.
Oltre la nostalgia: un messaggio di espressione e libertà
C’è un tema ricorrente che unisce questi progetti con l’eredità di Jet Set Radio: un’enfasi sulla libertà, sull’espressione di sé e su una vena di ribellione anticonformista. “I giochi di quell’epoca avevano questo mix di atteggiamento anti-establishment e assurdo giocoso che sembrava liberatorio”, afferma Jaumandreu.
Lake concorda, ma avverte sui rischi della nostalgia fine a sé stessa: “Per Unbeatable era importante che nel perseguire le scelte estetiche non lo stessimo facendo in modo sconsiderato o solo come una patina… Il gioco parla anche di nostalgia a livello testuale, e di come il desiderio per ciò che è venuto prima possa essere un’arma a doppio taglio”.
Non si tratta quindi di mero revival. Hyperyuki porta lo stile Y2K negli sport invernali, Unbeatable combina narrativa e ritmo in modo innovativo e Denshattack! celebra i treni giapponesi con un’energia mai vista. L’ispirazione a quell’era nasce non da calcolo commerciale, ma da un autentico amore per un’epoca e un impegno verso le sue infinite possibilità immaginative.

