The new owner of GOG discusses taking on Steam, the devil of DRM, and following in Nightdive's footsteps

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GOG indipendente: l’ex CEO sfida Steam e il DRM

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GOG dopo l’acquisizione: Sfide, Visioni e il Futuro Senza DRM

A ridosso delle festività natalizie, il settore videoludico è stato scosso dalla notizia inattesa della vendita di GOG, la piattaforma di distribuzione dedicata ai giochi classici e senza DRM. L’acquirente è Michał Kiciński, co-fondatore di CD Projekt RED (CDPR) nel 1994, che aveva lasciato l’azienda oltre un decennio fa. La vendita, che ha visto Kiciński pagare oltre 25,3 milioni di dollari a CDPR, segna l’inizio di una nuova era per la piattaforma. Queste informazioni sono state riprese in un reportage dettagliato da GamesIndustry.biz.

GOG, originariamente conosciuta come Good Old Games e lanciata da CDPR nel 2008, ha mantenuto la sua dedizione alla distribuzione di titoli più datati, espandendosi però anche a giochi più recenti e talvolta controversi, come Horses di Santa Ragione, rifiutato sia da Steam che dall’Epic Games Store.

Le Ragioni della Cessione e dell’Acquisto

La decisione di CDPR di cedere GOG e la volontà di Kiciński di riacquistarla sono al centro delle analisi. Maciej Gołębiowski, amministratore delegato di GOG, ha confermato che l’iniziativa della vendita è partita da CD Projekt, ma ha sottolineato che non è stata una sorpresa. “Abbiamo strategie diverse. GOG ha la sua strategia, CDPR la sua. Credo che a questo punto fosse davvero naturale”, ha dichiarato.

Il processo di vendita è stato competitivo, sebbene Kiciński non sappia ancora chi fossero gli altri offerenti. Le cifre mostrano che GOG non è mai stata un fattore di guadagno significativo per CDPR. Nel primo semestre del 2025, ha registrato una redditività netta del -0,9% rispetto al 35% del gruppo CD Projekt complessivo (CD Projekt Group Presentation H1 2025). Situazione analoga si è verificata nell’anno fiscale 2024, con GOG al 0,6% e il gruppo al 47,7% (CD Projekt Group Presentation FY 2024).

Nonostante questi dati, Kiciński ha espresso l’opinione che i numeri non siano stati la motivazione principale per la vendita. “Credo fosse più una decisione strategica, una situazione commerciale comune in cui una delle due attività è significativamente più piccola dell’altra. È naturale che la maggior parte delle risorse sia destinata alle parti che generano margini maggiori”, ha spiegato, sottolineando come GOG faticasse a competere con i blockbuster di CDPR. Ora, GOG ha l’opportunità di “essere padrona del proprio destino”.

Kiciński ha rivelato motivazioni economiche ed emotive dietro l’acquisto. Vede un enorme potenziale di crescita per GOG, nonostante la forte concorrenza di Steam, che detiene l’80% della quota di mercato. “Qualcuno potrebbe dire che avere un concorrente come Steam sia un enorme ostacolo, ma per me è il contrario”, ha affermato. Ha anche ammesso di avere ancora un forte legame con l’azienda, da lui co-fondata. La sua intenzione era evitare che GOG venisse “inghiottita da una grande corporazione”, un fenomeno, a suo dire, “non molto positivo” nell’industria videoludica. C’è anche un elemento patriottico: “GOG ha sede in Polonia, è un’azienda europea e contribuisce a una maggiore diversità nel mercato dei giochi”, ha commentato, citando le oltre 600 squadre di sviluppo attive in Polonia.

La Sfida a Steam e l’Importanza dei Classici

Kiciński intende competere con il quasi monopolio di Steam nel mercato PC (72% degli sviluppatori ritengono Steam monopolista) rafforzando i punti di forza di GOG. “GOG ha i suoi punti di forza e dovrebbe concentrarsi sul mantenerli e rafforzarli. Non c’è bisogno di cercare di essere come gli altri”, ha affermato. Anche se Steam è un “Goliath”, come lo definisce Gołębiowski, GOG si propone di eccellere nel suo segmento, ovvero i classici e i modern classic, offrendo un servizio superiore. Gołębiowski ha ricordato gli sforzi di Discord ed Epic Games nel lanciare i loro store, sottolineando quanto sia costata a Epic la battaglia contro Steam.

“GOG ha davvero il suo spazio nel mercato con la sua missione di far vivere i giochi per sempre”

Maciej Gołębiowski

Gołębiowski ha specificato che GOG non mira a competere sui titoli AAA, ma piuttosto a collaborare maggiormente con sviluppatori e publisher più piccoli. Ha evidenziato come un numero crescente di studi indipendenti desideri lavorare con store indipendenti. Le tariffe di royalty di GOG sono flessibili, negoziate caso per caso, partendo da uno split 70/30, ma con la possibilità di accordi diversi. “Ciò significa anche che alcuni giochi possono avere un trattamento speciale su GOG”, ha aggiunto Kiciński, citando il successo di Warlock grazie a un periodo di esclusività e a una forte copertura promozionale.

L’Impegno contro il DRM e la Visione per il Futuro

Un pilastro fondamentale di GOG è il suo impegno a vendere giochi senza DRM, una politica che Kiciński intende mantenere fermamente. “Questo è un valore fondamentale di GOG, e non ci sono segni che possa morire in un futuro visibile”, ha dichiarato. Ritiene che il DRM non sia solo eticamente discutibile, ma anche pragmaticamente svantaggioso, rendendo la vita più difficile ai clienti legittimi. Ha criticato la tendenza attuale, in cui “paghi a prezzo pieno, ma i tuoi diritti sono più quelli di chi noleggia il gioco”.

“La maggior parte delle persone aziendali prendono decisioni semplicemente stupide”

Michał Kiciński

Gołębiowski ha ammesso che in passato alcuni editori hanno rifiutato di lavorare con GOG a causa della sua politica DRM-free, ma la questione è ora meno controversa. Inoltre, ha sottolineato l’importanza del DRM-free per la conservazione dei giochi: “meno software di terze parti intorno al gioco, meglio è per la sua longevità”. Kiciński non ha risparmiato critiche agli editori che insistono sul DRM, ricordando un’esperienza personale con Bandai Namco che ha perseguito CDPR dopo la rimozione del DRM da The Witcher 2.

Nonostante i margini di profitto storicamente bassi, la nuova gestione intende aumentare la redditività senza mettere il denaro al primo posto. “L’obiettivo di ogni azienda è essere sana”, ha detto Gołębiowski, e Kiciński ha aggiunto che il focus sarà sulla creazione di buoni prodotti e servizi, da cui deriveranno poi buoni guadagni.

GOG entra in questa nuova fase con una solida base finanziaria, grazie all’investimento personale di Kiciński. Per quanto riguarda le direzioni future, l’ex responsabile dello sviluppo commerciale di GOG, Bartosz Kwietniewski, aveva in precedenza espresso l’interesse per l’acquisizione di vecchie IP e la realizzazione di remastered, similmente a quanto fatto da Nightdive Studios (ora di proprietà di Atari). Kiciński e Gołębiowski hanno indicato che questa possibilità è ancora sul tavolo, ma richiederà tempo per allineare i piani. “Sembra molto naturale crescere in quella direzione, ma è troppo presto per dire cose concrete”, ha concluso Kiciński, sottolineando il grande bacino di talenti in Polonia. L’obiettivo è procedere passo dopo passo per costruire questa offerta, considerata un lavoro impegnativo ma realizzabile.

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