Arc Raiders has flourished despite AI backlash, but Embark says it won't now "open the floodgates for all types of AI"

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Arc Raiders: ecco perché la svolta AI non arriverà, nonostante il successo

Tempo di lettura: 3 minuti

Embark Studios valuta gli strumenti AI dopo il successo di Arc Raiders

Secondo un articolo pubblicato da PCGamesN, il dibattito sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa nello sviluppo di videogiochi ha caratterizzato la fine del 2025, coinvolgendo anche Embark Studios. L’azienda, creatrice del plurigiocatore di successo Arc Raiders, ha attirato l’attenzione per l’utilizzo di un sistema di sintesi vocale (text-to-speech, TTS) per generare le voci dei personaggi. Nonostante le polemiche iniziali, il titolo è diventato uno dei giochi più giocati al mondo.

La posizione dello studio post-successo

Con il trionfo di Arc Raiders nonostante le critiche, ci si poteva aspettare un cambio di rotta da Embark verso un maggiore o minore utilizzo degli strumenti AI. In un’intervista, Virgil Watkins, design director del gioco, ha chiarito la posizione attuale dello studio: non c’è stata una svolta netta in nessuna delle due direzioni. “Onestamente, non penso che sia cambiato nulla in un senso o nell’altro”, ha dichiarato Watkins. La valutazione, spiega, si basa sulla domanda fondamentale: “Ci permette di fare qualcosa che prima non potevamo o è un valore aggiunto per il gioco?”.

Per la sintesi vocale, la tecnologia è stata una soluzione per inserire dialoghi vocali quando lo studio non aveva le risorse per farlo tradizionalmente. “Ora che il gioco è quello che è?”, si chiede Watkins, “probabilmente abbiamo possibilità diverse. E possiamo chiederci: ‘La qualità ha raggiunto il livello sperato?’. Forse no. Dovremmo quindi rivedere come o perché lo facciamo?”.

Nessun abbandono, ma una valutazione attenta

Watkins ha aggiunto che l’approccio dello studio rimane focalizzato sulla costruzione dei migliori strumenti possibili e sull’esplorazione di tecnologie emergenti. “Molto di questo percorso riguarda l’esplorazione di tech nascenti e la creazione dei nostri strumenti, perché è ciò che ci ha permesso di costruire gran parte di questo gioco con un team delle dimensioni che abbiamo”, ha spiegato. L’intenzione per il futuro sarà quindi continuare su questa linea, cercando modi per sostenere la produzione di contenuti alla scala attuale, ma senza ignorare le preoccupazioni sollevate dalla comunità.

Quindi, mentre un’ondata di elementi generati da AI in Arc Raiders non sembra imminente, è chiaro che Embark non rinuncerà del tutto a questi strumenti quando riterrà necessario. Le parole di Watkins suggeriscono inoltre che lo studio ha preso nota delle preoccupazioni sulla qualità delle voci sintetizzate, lasciando intendere una possibile riduzione della dipendenza da questa tecnologia in futuro.

Arc Raiders: A giant robot with a glowing red eye

Il confronto con l’industria tradizionale

Il dibattito riportato nell’articolo si collega a una più ampia discussione nel settore. In una conversazione dello scorso mese, il celebre doppiatore di Baldur’s Gate 3, Neil Newbon, ha sostenuto che quando un gioco ha successo, gli sviluppatori dovrebbero valutare di rifare le battute sintetiche con veri attori, ora che hanno le risorse. Come riportato giorni fa, Newbon ha affermato: “Quando un gioco ha successo, non capisco davvero perché [gli sviluppatori] non dicano: ‘All’epoca non potevamo permettercelo, era troppo o troppo difficile, ma ora che abbiamo avuto un enorme successo, perché non torniamo indietro e non rifacciamo le battute con gli attori?'”. Questo scenario, osserva il giornalista, sarebbe auspicabile per Arc Raiders per rendere i dialoghi più emotivi e credibili.

La conversazione con Watkins ha anche toccato altri temi, come il numero notevole di giocatori che ha scelto di cancellare i propri account durante la prima spedizione di Arc Raiders.

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