The RPS Selection Box: James' bonus games of the year 2025

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Dimentica Hitman: Ecco perché ‘It Has My Face’ regala la caccia all’uomo più tesa dell’anno

Tempo di lettura: 4 minuti

I Giochi indie del 2025 che Hanno Colpito nel Segno: Un’Analisi Approfondita

Il processo di selezione per il Calendario dell’Avvento di Rock Paper Shotgun (RPS) è spesso descritto come esoterico e capriccioso, anche per coloro che vi partecipano attivamente. Questioni come la precedenza tra giochi con lo stesso numero di voti o la data di uscita effettiva di titoli come Deep Rock Galactic: Survivor (se nel 2025 o 2024) sono interrogativi che pochi osano porre, e chi lo fa, a volte scompare misteriosamente per poi riapparire dopo una vacanza. Nonostante le dinamiche interne, un giornalista della testata ha voluto condividere la sua prospettiva su alcuni giochi che non hanno ricevuto voti significativi ma che, a suo parere, meritano attenzione.

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It Has My Face: Tensione e Paranoia in Early Access

Il gioco It Has My Face, precedentemente noto come DoubleWe, è stato paragonato a Hitman per la sua premessa di assassinare qualcuno in un luogo affollato. Tuttavia, come sottolinea il giornalista, la differenza cruciale sta nel ruolo del giocatore: non un assassino esperto, ma un individuo comune, armato solo di mezzi improvvisati. L’obiettivo conosce la sua identità e lo sta attivamente cacciando in un mortale gioco al gatto e al topo.

Questa dinamica di potere invertita crea sessioni di nascondino estremamente tese. La folla, spesso densa, può nascondere l’obiettivo in arrivo, e l’unico modo per identificarlo è estrarre uno specchio e controllare la propria immagine (il volto dell’obiettivo è, appunto, quello del giocatore). Tra i controlli regolari allo specchio, i movimenti sospetti degli NPC e il tempo necessario per sbloccare una cassa di armi, “It Has My Face” eccelle nel distogliere l’attenzione del giocatore dalla vera minaccia, spesso fino al momento in cui l’assassino sta per colpire. L’autore dell’articolo evidenzia come la tensione sia palpabile, superata solo dal sollievo di essere più rapidi nell’azione.

Sebbene sia ancora in accesso anticipato, senza la modalità storia completa e le funzionalità multiplayer, “It Has My Face” ha già dimostrato di saper mettere i nervi a dura prova. Una demo su Steam è disponibile per chi fosse indeciso.

Jump Space: Caos Spaziale con un Tocco di Umorismo

Screenshot #2

Anche Jump Space si trova in accesso anticipato e, a differenza del minimalista “It Has My Face”, presenta ancora alcune imperfezioni evidenti. Il gioco, descritto come un “Sea of Thieves ambientato nello spazio”, è afflitto da missioni ripetitive, voci dell’IA di bassa qualità (sebbene si dica che siano provvisorie) e jukebox che occasionalmente si bloccano, riproducendo musica come se provenisse dall’esterno della nave.

Nonostante questi difetti, il giornalista di RPS continua a tornare su “Jump Space” attratto dal suo fascino eccentricamente divertente e dalle avventure spaziali che costituiscono il suo nucleo. È un gioco in cui i piani vanno storti e gli strumenti vitali esplodono, ma solitamente in modi imprevedibili e senza conseguenze punitive, dando l’impressione che gli sviluppatori siano parte dello scherzo. Mentre in un titolo come Left 4 Dead un compagno di squadra che cade da un precipizio può rovinare un’intera sessione, in “Jump Space” vedere il ponte della nave in fiamme con il pilota ignaro che si dirige verso il fuoco nemico è semplicemente esilarante.

“Jump Space” non è un gioco “stupido”, tuttavia. Alcuni dei suoi tipi di raid sono piuttosto intelligenti nel distribuire gli obiettivi per dividere efficacemente la squadra, aumentando la posta in gioco costringendo i team a terra a combattere senza supporto, mentre un equipaggio ridotto resta sulla nave per evitare che venga distrutta. Questa integrazione di volo e azione a piedi è qualcosa che molti giochi spaziali hanno tentato, ma pochi hanno realizzato così fluidamente. La redazione attende con interesse gli sviluppi futuri del gioco.

Lushfoil Photography Sim: Imparare la Fotografia Immersi nella Natura

Screenshot #3

Riguardo a Lushfoil Photography Sim, il giornalista riflette sul motivo per cui gli sia stato chiesto di recensirlo, ipotizzando che forse le sue precedenti foto di scarsa qualità fossero state un campanello d’allarme. Il gioco si è rivelato un simulatore e un insegnante efficace, un risultato notevole considerando la complessità del gergo fotografico. “Lushfoil” demistifica con pazienza termini come F-stop e ISO, per poi immergere il giocatore in scenari mozzafiato per lezioni pratiche.

Il risultato è una comprensione chiara delle funzioni dei pulsanti e degli interruttori di una DSLR. Sebbene il giornalista dubiti di poter essere assunto per un matrimonio, afferma di essere più affidabile con una macchina fotografica di quanto un giocatore di iRacing con dodici ore di gioco lo sarebbe al volante di una Ferrari.

Non si può trascurare la spettacolarità delle ambientazioni di “Lushfoil”. Se la priorità principale è simulare la fotografia e la seconda insegnarla, la terza è indubbiamente celebrare la natura in tutta la sua selvaggia, nevosa, frondosa, soleggiata e maestosa grandezza. È facile rimanere così avvolti in queste montagne e foreste, tutte create per catturare lo spirito di viaggio di luoghi reali, da dimenticare di scattare foto. Ma l’autore consiglia vivamente di farlo, perché si potrebbe imparare qualcosa di prezioso.

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