Continuano le aggiunte al catalogo dei Classici di PlayStation Plus Premium. E con “Classici”, Sony intende “roba che avevate già su PS2 e che ora pagherete di nuovo”. Questa volta tocca a Soulcalibur III, il noto picchiaduro di Namco uscito originariamente nel 2005.
Una mossa che punta evidentemente a rafforzare il valore di quel tier Premium che vi costa quanto una cena fuori, appoggiandosi a titoli che hanno segnato una generazione. Anche se non sempre in modo impeccabile.
Un Classico Ambizioso (e Rotto)
La notizia era nell’aria da qualche settimana. I segugi delle agenzie di rating non dormono mai, e il titolo era stato avvistato. Ora, diverse testate come PlayStation Universe e Push Square confermano che l’arrivo sul servizio è imminente.
Preparatevi quindi alla solita spruzzata di fuffa moderna dell’emulazione: rewind, salvataggi rapidi e quei filtri grafici che peggiorano solo le cose.
Per chi non lo ricordasse, Soulcalibur III fu un capitolo… particolare. A differenza del suo predecessore (il 2) che sbarcò ovunque, questo fu un’esclusiva PlayStation 2, e il motivo c’è.
Il gioco è ricordato principalmente per due motivi antitetici:
- Una valanga di contenuti single player: Bandai Namco inserì una quantità enorme di modalità, tra cui la “Cronaca della Spada” (Chronicles of the Sword), un ibrido tra picchiaduro e RTS che nessuno aveva chiesto, e un editor di personaggi (Create-a-Soul) clamoroso per l’epoca.
- Un bilanciamento discutibile: È un eufemismo. Sul fronte competitivo, il gioco fu molto criticato. Alcuni personaggi e meccaniche erano considerati semplicemente “rotti”, motivo per cui non ebbe mai la stessa fortuna di Soulcalibur II nei tornei seri.
L’inclusione di Soulcalibur III nel catalogo Premium è una notizia interessante per gli appassionati della serie e per chi ama riscoprire i titoli PS2. Resta il fatto che Sony continua a usare l’emulazione facile come principale attrattiva per il suo abbonamento di punta. Una strategia che si basa molto sulla nostalgia e meno su vere e proprie rimasterizzazioni. Una scelta legittima, ma che non convincerà chi cerca un valore aggiunto più moderno.