Resident Evil, il reboot di Zach Cregger: “Ho giocato ossessivamente ai giochi, mai visto i film”

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Una Visione Pura: La Conferma Che Aspettavamo

Mettiamo subito in chiaro una cosa, perché è una notizia che merita di essere gridata dai tetti di Raccoon City: Zach Cregger, l’acclamato regista dietro al terrificante Barbarian, è confermato alla regia e alla sceneggiatura di un nuovo film di Resident Evil, e ha anche messo sul tavolo una dichiarazione che suona come musica per le orecchie di qualsiasi fan dei videogiochi Capcom. Parlando di recente al podcast “The Big Picture”, Cregger ha delineato il suo approccio al progetto con parole che sono un vero e proprio manifesto programmatico, confermando di non aver mai visto i precedenti adattamenti cinematografici ma di essere, in compenso, un giocatore accanito della serie.

“Ho giocato ossessivamente ai giochi”, ha affermato, specificando di aver completato Resident Evil 4 un centinaio di volte. Questa non è solo una rassicurazione, è una dichiarazione di intenti. Dopo anni di adattamenti che, con alterne fortune, hanno spesso preso direzioni molto diverse dal materiale originale, l’idea di un regista che basa la sua visione creativa sull’esperienza del pad, sulla tensione della gestione delle risorse e sull’orrore viscerale dei giochi, è esattamente la scarica di adrenalina di cui questo franchise cinematografico aveva disperatamente bisogno.

Ignorare i Film, Amare i Giochi: Una Filosofia Vincente

La decisione di Cregger di evitare deliberatamente la visione dei film precedenti è una mossa tanto audace quanto intelligente. Significa voler partire da una tabula rasa, liberi dalle influenze stilistiche e narrative che hanno definito, e per alcuni fan tradito, lo spirito originale della saga. Il suo obiettivo, come ha spiegato in più interviste, non è riadattare pedissequamente una trama che i giocatori già conoscono a memoria, ma catturare la sensazione, il terrore e l’atmosfera che si provano giocando.

“Voglio raccontare una storia che sembri autentica all’esperienza che si ottiene quando si gioca”, ha dichiarato Cregger, definendo il suo progetto una “lettera d’amore” ai videogiochi. Questo approccio è fondamentale. Significa mettere da parte l’azione esagerata per concentrarsi su ciò che ha reso grande Resident Evil: il survival horror. Cregger ha parlato di voler ricreare quel senso di “discesa sempre più profonda nell’inferno” seguendo un singolo protagonista, in un’esperienza che ha paragonato, per energia e caos, a un classico come Evil Dead 2. Personalmente, non riesco a immaginare una premessa più promettente.

Cosa Sappiamo del Nuovo Progetto

Dalle varie dichiarazioni è emerso un quadro più chiaro di cosa aspettarci da questo reboot, previsto per il 18 settembre 2026. Ecco i punti salienti:

  • Una storia originale: Il film non racconterà la storia di Leon, Chris o Jill, perché, come dice Cregger, quelle storie sono già state raccontate magnificamente nei giochi. La pellicola presenterà invece una trama e personaggi nuovi, ma che si muoveranno all’interno della lore consolidata e delle sue regole.
  • Fedeltà alla Lore: Nonostante la storia inedita, Cregger ha rassicurato i fan sul fatto che il suo lavoro sarà “obbediente alla lore dei giochi”. Questo significa che l’universo, le sue creature e le sue regole saranno quelle che abbiamo imparato ad amare e temere.
  • Focus sul Survival Horror: L’intenzione è quella di tornare alle radici horror del franchise, con elementi thriller e di sopravvivenza in un ambiente selvaggio. Possiamo aspettarci tensione, scarsità di risorse e un senso di pericolo costante.
  • Un Protagonista Centrale: La narrazione si concentrerà su un singolo personaggio, ricalcando la struttura di molti dei giochi della serie. L’attore Austin Abrams (Wolfs) è stato indicato come possibile protagonista.

Un Nuovo Inizio Plasmato dal Terrore

Dopo il controverso film del 2021 e la serie Netflix cancellata dopo una sola stagione, la sfiducia verso nuovi adattamenti di Resident Evil era palpabile. L’arrivo di Zach Cregger, armato della sua passione per i videogiochi e di un approccio che mette al primo posto l’esperienza del giocatore, rappresenta la speranza più concreta di vedere finalmente un film capace di rendere giustizia al DNA del capolavoro Capcom. La sua visione, che privilegia l’orrore sull’azione e il rispetto per la fonte originale sulla riproposizione pedissequa, è esattamente la cura di cui la saga cinematografica aveva bisogno. Non ci resta che attendere, sperando che questa “discesa nell’inferno” sia terrificante e memorabile come una prima, indimenticabile partita a Villa Spencer.

 

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