Anche se non hai mai giocato a Path of Exile, è probabile che tu abbia sentito parlare del suo albero di abilità passive comicamente gigantesco. Ma una sensazione che probabilmente avrai sentito ripetere da chi ci gioca è che si tratta di uno dei rari giochi free-to-play che non sfrutta i suoi utenti.
Path of Exile è spesso citato come esempio di come il free-to-play possa essere fatto in modo corretto: offrendo opzioni di gioco e cosmetici con denaro reale, senza togliere nulla all’esperienza di base o senza modificarla in alcun modo (importante).
Tutto questo, però, non impedisce di sollevare un sopracciglio guardando i prezzi dei pacchetti di supporter di Path of Exile 2. Partono da un ragionevole prezzo di 30 dollari, ma arrivano fino a 480 dollari! Partono da un ragionevole prezzo di 30 dollari, ma arrivano fino alla cifra esorbitante di 480 dollari! È vero, alcune edizioni includono anche oggetti fisici, ma anche togliendo quelli, il resto costa comunque molto di più di quello che i giochi free-to-play più comuni chiedono ai loro giocatori.
Il valore di questi pacchetti è interamente determinato da Grinding Gear Games, ovviamente, e lo sviluppatore non li prezzerebbe in questo modo se non sapesse che i pacchetti venderanno. In effetti, lo sviluppatore ha trascorso anni a perfezionare la sua strategia di monetizzazione con l’originale Path of Exile e alcuni dei bundle di quel gioco sono altrettanto costosi, quindi c’è sicuramente un pubblico interessato.
Una cosa che molti non hanno capito, però, è che GGG sta anche ricompensando i giocatori esistenti per i loro investimenti. Chiunque abbia speso 480 dollari o più per le microtransazioni di Path of Exile riceverà una chiave di accesso anticipato per il sequel. Certo, non si tratta di una cifra irrisoria, ma considerando che il gioco è uscito da un decennio – 10 anni interi! – è probabile che molti giocatori di vecchia data abbiano già investito una cifra simile. Senza nemmeno rendersene conto, in molti casi. Si tratta di circa 48 dollari all’anno, o di 4 miseri dollari al mese: non molti soldi, nel grande schema delle cose.
A prima vista potrebbe non sembrare l’offerta più interessante, ma si tratta comunque di un bonus che riconosce il denaro che una certa fetta di giocatori ha già investito nel gioco. L’originale Path of Exile non sparirà, quindi questi giocatori possono continuare a godere degli acquisti accumulati per anni, ma hanno anche un motivo per buttarsi nel nuovo gioco senza un investimento iniziale. È una soluzione gratificante per i giocatori più fedeli e apre a GGG una nuova strada per la fidelizzazione dei giocatori. Vincono tutti?
In definitiva, si tratta di una buona decisione commerciale da parte di GGG, ma contribuisce anche a perpetuare la reputazione dello studio di gestire un modello free-to-play corretto. Se analizzi le decisioni prese dallo studio in merito alla monetizzazione di Path of Exile nel corso degli anni, ti imbatterai in molti casi in cui il tuo primo pensiero sarà “non erano obbligati a farlo”, il che credo sia esattamente il punto in cui GGG vuole arrivare.
Che sia di lezione per molti sviluppatori che sembrano inseguire prima i profitti e poi i giocatori.



