Napoleonic soulslike Valor Mortis is playable right now, and it's looking good

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Il rinascimento dei giochi AA è arrivato? Ecco venti titoli che dicono di sì

Tempo di lettura: 9 minuti

L’editoria videoludica contemporanea ha un problema clinico di memoria a breve termine. Si continuano a incensare i mega-progetti da 250 milioni di dollari ignorando sistematicamente i report finanziari che ne certificano il collasso a poche settimane dal lancio. Il mercato Tripla A attuale è un obitorio finanziario. Le corporazioni licenziano direttori creativi storici con una fredda email dipartimentale per coprire i buchi di bilancio lasciati da live service nati clinicamente morti. Guardate i grafici di SteamDB. I picchi di CCU (Concurrent Users) premiano la solidità meccanica, non le roadmap strombazzate dal marketing. In questo marzo 2026 i dati parlano chiaro. L’unica scialuppa di salvataggio per questa industria malata è il segmento AA. Titoli con budget razionali. Visioni autoriali non annacquate da venti focus group. Meccaniche di gioco che richiedono un cervello attivo. Ho speso gli ultimi trent’anni analizzando patch notes e trimestrali di cassa. Vi presento i venti titoli che stanno oggettivamente tenendo in piedi la baracca.

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20. Castlevania: Belmont’s Curse tira fuori Konami dalla tomba

castlevania belmonth curse
In Konami si sono finalmente ricordati di avere delle IP oltre alle macchinette del pachinko per il mercato nipponico. Hanno subappaltato a chi ne capisce davvero. Evil Empire (la mente dietro le espansioni di Dead Cells) ci riporta nel 1499. La protagonista è Sonia Belmont, gettata in una Parigi medievale infestata. La mappa si auto-compila in puro stile Metroidvania non lineare. Il combat system prende la Vampire Killer e la fonde con la fluidità estrema e i frame data chirurgici del loro precedente lavoro. Nessun compromesso 3D legnoso, si torna alle origini per i 40 anni della saga in uscita nel 2026 su PS5 e PC. Era ora.

19. ONTOS è il trip psicologico di Frictional Games

I Frictional Games non sbagliano un’atmosfera dai tempi di Amnesia. ONTOS (che nei vecchi pitch si chiamava Antos) è il successore spirituale di SOMA. E chi ha vissuto SOMA sa che stiamo parlando di traumi esistenziali duraturi. Giochiamo nei panni dell’ingegnere Aditi Amani nell’hotel lunare “Samsara”. Hanno persino staccato l’assegno per avere Stellan Skarsgård nel cast vocale. Niente sistema di combattimento tradizionale. Devi smanettare con macchinari complessi e gestire risorse ridicole basandoti sul problem solving morale tramite i loro “Experiment”. Non c’è la pappa pronta o l’indicatore a schermo che ti dice dove andare. Se sbagli, subisci le conseguenze.

18. Mortal Shell II toglie la stamina e alza l’asticella

Il primo Mortal Shell era visivamente affascinante ma afflitto da un jank evidente. Cold Symmetry col sequel (annunciato in pompa magna allo scorso Summer Game Fest) rischia il tutto per tutto. Sei di nuovo l’Araldo e devi recuperare le “Ova” dalle divinità corrotte. La vera rottura col passato? Hanno rimosso la barra della stamina. In un Soulslike è una mossa azzardatissima. Il focus ora è sull’aggressione totale, spingendo il giocatore a rompere la postura nemica per piazzare critici devastanti. O esce fuori un combat system millimetrico in stile Sekiro, o sarà un caotico disastro di button mashing. Vedremo come hanno calibrato le hitbox in fase di beta test all’inizio del 2026.

17. Bradley the Badger sfotte l’industria che lo ha creato

Un team di veterani ex-Ubisoft ne ha avute le scatole piene della gestione creativa di Guillemot e ha tirato fuori questa satira spietata. Sei una mascotte platform bloccata nel “dev hell” di mondi mai completati. Le meccaniche sono letteralmente manipolazione degli asset. Puoi scalare le dimensioni degli oggetti per rompere il motore fisico, usare il “Trasferimento” per prendere il controllo di veicoli o robot (una roba alla Mario Odyssey ma pregna di cinismo) e usare il Debug per manipolare il pathfinding dei nemici. Una dichiarazione d’amore e odio verso lo sviluppo videoludico.

16. Outward 2 ci riporta nel vero Eurojank punitivo

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I Nine Dots Studio sono sadici e li rispettiamo per questo. Il primo Outward era una gemma ruvida dove potevi morire di setticemia nei primi dieci minuti. Outward 2 (in arrivo nel Q3 2026) espande Aurai con 4 macro-regioni e un ciclo stagionale dinamico che influenza in modo letale la sopravvivenza. Hanno inserito un sistema di “Esercizio” per potenziare le abilità passive senza perdersi in menu testuali noiosi e promettono un combat system finalmente reattivo con la possibilità di lanciare le asce. Ogni errore ha conseguenze permanenti. Niente quicksave salvavita. Il fallimento fa parte del loop.

15. Gothic 1 Remake ha finalmente una data e un’anima

Screenshot #1

Segnatevi la data: 5 Giugno 2026. Alkimia Interactive ci riprova sfruttando l’Unreal Engine 5 sulla pagina ufficiale di Gothic 1 Remake. Dopo quel Playable Teaser terrificante rilasciato anni fa, hanno corretto la rotta. La Valle delle Miniere è tornata a essere la prigione a cielo aperto che non fa sconti a nessuno. Hanno ricostruito da zero le routine di 24 ore degli NPC (cercano riparo dalla pioggia, reagiscono alle ramificazioni narrative modificando posizionamento e dialoghi). Promettono che il combat system manterrà quella “ruvidezza” storica, svecchiata per gli standard attuali senza snaturare la verticalità della mappa originale.

14. Dreadmoor ti fa passare la voglia di pescare

Dream Dock intercetta il filone del fishing horror aperto da Dredge, ma lo trasla in una prima persona oppressiva. Dreadmoor arriverà nel Q4 2026 e il mondo è andato a picco dopo una catastrofe globale. Non stai lì solo a tirare su spigole mutate. Devi esplorare relitti sommersi, gestire un crafting vitale per la tenuta della barca e combattere abomini lovecraftiani sia sull’acqua che sulla terraferma. La gestione temporale delle risorse prima che cali la notte si preannuncia come il vero skill check dell’intera produzione.

13. Solasta 2 flette i muscoli col nuovo set di regole

Dungeons and Dragons adventure Solasta 2 has just tightened its launch window, so get planning your class now

Mentre il grande pubblico gioca ancora a Baldur’s Gate 3, i feticisti del combattimento a griglia sanno che Tactical Adventures offre la vera profondità. Solasta 2 (appena uscito in Accesso Anticipato questo 12 marzo 2026) implementa le nuove regole SRD 5.2 di D&D. Hanno finalmente investito nella modellazione poligonale dei personaggi (il vero punto debole del capostipite). Il gameplay a turni spinge tantissimo sulla verticalità degli scenari e sull’uso dinamico delle fonti di luce per alterare i modificatori nei tiri di dado. Pura matematica applicata al massacro tattico nel continente di Neokos.

12. Aphelion deve salvare Don’t Nod dal baratro finanziario

I dati finanziari di Don’t Nod sono di dominio pubblico, hanno tagliato il personale e Banishers non ha generato i profitti sperati. Aphelion (in uscita il 28 Aprile 2026 su Steam e Game Pass) è l’ultima carta che possono giocarsi. I due astronauti dell’ESA Ariane e Thomas naufragano sul pianeta ghiacciato Persephone, braccati incessantemente da un’entità aliena sconosciuta. Lasciate perdere i drammi adolescenziali. Qui parliamo di pura sopravvivenza sci-fi divisa tra sezioni stealth punitive ed esplorazione narrativa lineare. Se i numeri di vendita non li premiano, chiudono baracca.

11. Resonance: A Plague Tale Legacy molla i topi per le botte

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In Asobo Studio sanno programmare, i fatti parlano chiaro. Questo prequel si piazza 15 anni prima degli eventi di Requiem. Controlliamo Sophia, la saccheggiatrice, in fuga verso l’Isola del Minotauro. Meno focus sugli sciami di ratti (che stressavano le CPU in modo brutale) e più attenzione al combattimento corpo a corpo dinamico e brutale. La vera innovazione è l’alternanza temporale tra il Medioevo e l’antica epoca Minoica per risolvere puzzle ambientali basati sulla rifrazione della luce. Cambiare core loop e protagonista richiede coraggio editoriale.

10. Hello Sunshine e l’ansia da ombra termica

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Red Thread Games (insieme a Megabit Publishing) firma questo survival RPG con un loop di gameplay geniale. Un pianeta post-apocalittico in cui l’esposizione diretta ai raggi solari è fatale. Sopravvivi solo viaggiando all’ombra proiettata dal tuo imponente mech. Devi pianificare le sortite per recuperare rottami calcolando i secondi di resistenza termica e resistere alle notti gelide stringendoti al tuo robottone. Un calcolo sbagliato o un blocco nell’animazione del personaggio e finisci incenerito. Sarà fondamentale valutare il pathfinding dell’intelligenza artificiale e la modalità co-op.

9. Rivage ci frigge il cervello coi loop temporali

Exnilo Studio e Raw Fury puntano alle nicchie cerebrali. Sulla stazione di ricerca A.R.E.S. la progressione temporale e le leggi della fisica sono compromesse. Il game design di Rivage ruota attorno al “Sistema K9”, un escamotage per conservare informazioni deduttive tra un reset del loop e l’altro. Gli enigmi diventano equazioni applicate man mano che assimili le leggi fisiche corrotte della base. Se il level design è coeso, parliamo dell’erede di Outer Wilds. Se è sbilanciato, diventerà un esercizio di pura frustrazione.

8. Tank Rat porta il loot direttamente nel mid-combat

Postcard Game Studio presenta un titolo mecha dall’anima grezza e brutale. Sei Whitaker, una coscienza umana digitalizzata costretta a pilotare rottami corazzati. La meccanica “Scrap-to-Survive” elimina i tempi morti nei menu. Distruggi un blindato avversario, ne smembri le componenti e le fondi istantaneamente sul tuo telaio per potenziare l’armor rating e la bocca da fuoco in pieno scontro. Un flow cinetico che premia le tattiche iper-aggressive. Sulla carta, un design eccellente.

7. My Time at Evershine ha capito che vogliamo la co-op

Sandrock manteneva CCU discreti ma l’utenza chiedeva a gran voce un multiplayer strutturato. Pathea Games ha recepito il messaggio. Nel ruolo di Governatore, l’impatto narrativo si fa leggermente più maturo e la direzione artistica ha subito un evidente upgrade. La killer feature è la modalità cooperativa completa fin dal lancio, integrata con un sistema di macro-gestione che ti permette di delegare ai coloni le tediose routine di raccolta risorse mentre ti dedichi al combat system action-RPG.

6. Valor Mortis mescola Napoleone e i falò

Valor Mortis is absolutely amazing and, if you're lucky, you can try it soon

One More Level (già noti per Ghostrunner) si lancia nell’affollato mercato Souls-like con Valor Mortis. L’ambientazione è un dark fantasy in prima persona in epoca napoleonica. Sciabole, armi a polvere pirica e parate calcolate al millisecondo. Il sistema di leveling si affida ai “Catalizzatori” per incrementare statistiche e stamina, con l’immancabile meccanica di perdita del loot al momento della morte e respawn alle lanterne cerimoniali. Se riescono a mantenere la pulizia del feedback dei colpi vista nei loro titoli precedenti, cattureranno l’attenzione degli orfani di Bloodborne.

5. Welcome to Brightville prova a resuscitare gli immersive sim

Siamo onesti, gli immersive sim raramente generano profitti. Basta guardare le recenti debacle in casa Arkane. Ma la stampa specializzata e i puristi continuano a idolatrarli. Questo progetto indipendente mana-punk ci cala nei panni di un automa slegato dal network centrale della città. Approccio totalmente libero. Opzioni di dialogo profonde, stealth sistemico o distruzione magica ambientale. Hanno integrato un comparto audio procedurale che si sincronizza con l’azione a schermo. Un rischio commerciale enorme, ma artisticamente vitale.

4. Showa American Story è la follia totale che ci serve

Il marketing ha centrato il bersaglio. NEKCOM Games dipinge un’America post-apocalittica trasformata in una grottesca colonia culturale giapponese. Chouko, la protagonista resuscitata, guida un action-RPG che ridicolizza i toni drammatici delle superproduzioni moderne. Hack & slash brutale contro zombi, boss fight deliranti e minigiochi ancorati alla cultura pop nippo-americana degli anni ’80. Hanno preso la formula stantia degli open world e l’hanno riempita di acido.

3. THE LIFT trasforma il fai-da-te in un incubo SCP

L’opera di Fantastic Signals fonde le simulazioni ingegneristiche con la paranoia claustrofobica (date un’occhiata su Steam). In un complesso sovietico sotterraneo, la tua unica safe zone è un enorme ascensore da carico. Per sopravvivere alle anomalie invisibili che infestano la struttura, devi completare minuziosi progetti elettrici. Cablare circuiti, calcolare i carichi di tensione, riparare hardware obsoleto. L’ansia di un survival horror innestata sulla precisione chirurgica di un puzzle game logico.

2. Edge of Memories alza il budget e chiama i big

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Midgar Studio, archiviata l’accoglienza tiepida di Edge of Eternity, ha capito che per competere servono i fuoriclasse. Hanno ingaggiato Yasunori Mitsuda (colonna portante dell’audio in Chrono Trigger) e Sawako Natori alla scrittura. L’impianto narrativo indaga i risvolti di una piaga chiamata “Corrosione”. Action-RPG in terza persona dove il combat system ti permette di assimilare e sfogare la malattia stessa per massimizzare il DPS, obbligandoti a calcolare il limite critico per non autodistruggerti. Zero nemici “spugna”, solo gestione pura del rischio.

1. Darksiders IV chiude finalmente il dannato cerchio

Dopo i leak e il teaser del 2024, le carte sono scoperte. THQ Nordic e Gunfire Games chiudono la pendenza narrativa più lunga dell’industria. Guerra, Morte, Furia e Conflitto finalmente insieme. I report indicano la possibilità di switchare dinamicamente i Cavalieri per risolvere puzzle ambientali asimmetrici. Fondere il gunplay twin-stick di Conflitto con le routine hack & slash degli altri tre è un azzardo di game design pazzesco. Se Gunfire bilancia la curva di apprendimento, avremo un finale epocale. Se falliscono, sarà il chiodo finale sulla bara del franchise.

L’industria non sta affondando, si sta semplicemente decostruendo. I budget folli stanno lasciando spazio a chi sa ancora fare game design.

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