Warhammer Classics initiative re-releases 28 vintage Warhammer and W40K games, with seven out on Steam for the first time

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Warhammer Classics su Steam: riemergono 7 giochi mai visti prima

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Games Workshop rilancia 28 titoli storici su Steam con l’iniziativa “Warhammer Classics”

Un’iniziativa in collaborazione con lo specialista SNEG riporta sul mercato digitale giochi d’epoca del franchise, di cui sette debuttano per la prima volta sulla piattaforma Valve. Rock Paper Shotgun riporta i dettagli dell’operazione, presentata come un progetto di preservazione dell’eredità videoludica di Warhammer.

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Un nuovo marchio per giochi storici

L’etichetta “Warhammer Classics” raccoglie quasi trenta titoli appartenenti sia all’universo fantasy originale che a quello fantascientifico di Warhammer 40.000. La raccolta, frutto della partnership tra Games Workshop e lo sviluppatore SNEG, noto per altre operazioni di recupero di classici, propone i giochi “rivitalizzati nel loro stato originale”. Tra questi, sette fanno il loro esordio assoluto su Steam: l’RTS del 1996 Warhammer: Shadow of the Horned Rat e il suo sequel del 1998 Warhammer: Dark Omen; il titolo a turni Final Liberation: Warhammer Epic 40,000; Warhammer 40,000: Chaos Gate; lo strategico a esagono Warhammer 40,000: Rites of War; l’RTS Warhammer: Mark of Chaos – Gold Edition; e lo sparatutto in prima persona Warhammer 40,000: Fire Warrior. Va notato che questi titoli erano già disponibili su altre piattaforme digitali come GOG.

La lista completa dei 21 giochi aggiuntivi

All’elenco dei sette debutti su Steam si affiancano altri ventuno titoli, già disponibili, che adesso sfoggiano il marchio Classics. La lista include:

  • Space Hulk (2013)
  • Space Hulk: Ascension
  • Warhammer 40,000: Armageddon
  • Warhammer 40,000: Sanctus Reach
  • Talisman: Horus Heresy
  • Talisman: Digital Classic Edition (4th Edition)
  • Talisman: Origins
  • Man O’ War: Corsair – Warhammer Naval Battles
  • Warhammer Quest 2: The End Times
  • Legacy of Dorn: Herald of Oblivion
  • Warhammer Underworlds – Shadespire Edition
  • Dawn of War – Anniversary Edition
  • Dawn of War 2 – Anniversary Edition
  • Chainsaw Warrior
  • Chainsaw Warrior: Lords of Night
  • Dark Future: Blood Red States
  • Space Hulk : Tactics
  • Battlefleet Gothic: Armada
  • Blood Bowl: Chaos Edition
  • Blood Bowl 2: Legendary Edition

Questo sbarco sui negozi digitali avviene in un anno particolarmente ricco per i videogiochi Warhammer, con l’attesa di titoli come Mechanicus II, Boltgun II, Total War: Warhammer 40,000 e Warhammer Survivors. Tuttavia, come precisato, Warhammer Classics non consiste in remaster modernizzate: in alcuni casi si tratta semplicemente di una nuova etichetta applicata a rilasci Steam già esistenti, come per le edizioni anniversary di Dawn of War.

Preservazione o semplice convenienza?

Secondo quanto riportato, per Games Workshop e SNEG l’iniziativa ha un duplice scopo: preservare l’eredità e offrire convenienza ai giocatori. “Warhammer Classics è più di una collezione di re-release”, ha dichiarato il direttore di SNEG, Oleg Klapovskiy, in un comunicato stampa. “È una chiara dichiarazione di intenti: i giochi fondanti di Warhammer sono importanti e meritano di essere preservati, celebrati e reintrodotti a un pubblico PC globale. Con tanti titoli perduti nel tempo e per via dell’hardware obsoleto, Warhammer Classics è stato creato per salvaguardare questa eredità per le generazioni future”.
Tuttavia, come osservato nell’articolo, Steam rappresenta una scelta curiosa per un progetto di preservazione. Essendo una piattaforma che vende licenze digitali e non copie di proprietà permanente, l’accesso continuativo ai giochi è sempre soggetto alla volontà di Valve, alle leggi sul copyright, alle politiche dei gestori di pagamento o alla scelta di uno sviluppatore di rimuovere un titolo.
Nonostante ciò, l’operazione rappresenta un’opportunità per questi classici di trovare un nuovo pubblico, specialmente per quei titoli che, come il noto fiasco commerciale Dark Omen, hanno faticato al loro debutto originale. In ogni caso, è lecito sospettare che per Games Workshop l’elemento cruciale sia generare engagement con il brand, indipendentemente dalla fonte da cui proviene.

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